Il Covid metta a rischio di progetti professionali e personali delle nuove generazioni. Che aspettano il Green New Deal. La ricerca Ipsos presentata nell’ambito della terza edizione dei Dialoghi italo-francesi per l’Europa 

L’emergenza sanitaria preoccupa e metta maggiormente a rischio i progetti di vita, il lavoro e il reddito dei giovani italiani rispetto ai coetanei francesi. Ad accrescere i timori, i dati Eurostat, secondo cui, nel nostro Paese, un ragazzo su quattro tra i 20 e i 34 anni (il 28,9%) è già fuori sia dal mercato del lavoro sia da quello dell’istruzione: una percentuale in Francia molto più contenuta (17,7%). Sono i risultati del sondaggio presentato da Nando Pagnoncelli, country chairman Ipsos Italia, nell’ambito della terza edizione dei Dialoghi italo-francesi per l’Europa. La ricerca dal titolo I giovani e il loro futuro nel contesto del Covid-19 è stata elaborata da Ipsos con il contributo di Edison sulla base di interviste con 2.000 ragazzi tra i 18 ai 34 anni residenti in Italia e in Francia.

Alla iniziativa, moderata dall’ex premier Enrico Letta (oggi Dean Sciences Po di Parigi) e promossa dalla Luiss Guido Carli e da Sciences Po in collaborazione con The European House Ambrosetti ha preso parte anche Paola Severino, vicepresidente Luiss, secondo cui l’inchiesta “ci fornisce un quadro interessante sugli stati d’animo, le idee e le aspettative dei nostri giovani, offrendoci informazioni fondamentali per ridefinire le priorità e orientare, all’interno della comune casa europea, le politiche post Covid, mettendo al centro il futuro delle nuove generazioni”. E ancora: “In un momento storico in cui la pandemia ci costringe ad allontanarci innalzando barriere invisibili, i Dialoghi italo – francesi rappresentano ancora una volta un prezioso ponte di scambio tra culture vicine e un importante spazio di confronto transnazionale, per rafforzare il forte legame tra i nostri due Paesi”.

Secondo il sondaggio, la fiducia dei ragazzi italiani verso le Istituzioni è, infatti, più alta rispetto ai loro coetanei transalpini, con un saldo positivo verso l’azione dell’Unione Europea, in particolar modo sulle politiche di salvaguardia della salute, del Green New Deal e del sostegno alle economie nazionali, in generale. Netta, invece la differenza di visione tra i giovani dei due Paesi verso il ruolo della scuola nell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, considerato molto determinante dai francesi, con un +15% rispetto agli italiani che, dal canto loro, prediligono l’importanza delle esperienze oltre confine, per studio o per lavoro. La predisposizione ad emigrare è, inoltre, più accentuata tra i nostri connazionali rispetto ai francesi (+9% tra coloro che si dichiarano molto disposti a fare un’esperienza all’estero) soprattutto per “trovare migliori opportunità di vita e lavoro rispetto a quelle che si troverebbero in Italia”.

“Questo sondaggio”, ha commentato Marc Lazar, presidente della Luiss School of Government, professore a Sciences Po e presidente del comitato scientifico dei Dialoghi, “fornisce uno sguardo molto interessante sulle somiglianze e sulle differenze fra le nuove generazioni dei nostri due paesi. I Dialoghi italo-francesi per l’Europa hanno un ruolo da svolgere a favore dei giovani e per migliorare le loro prospettive future. Resta ancora molto da fare in termini di istruzione scolastica per prepararli ad affrontare al meglio la concorrenza globale nel mondo del lavoro, ma anche per incoraggiarli a viaggiare e a conoscersi. È anche necessario aiutarli a ritrovare la fiducia nei loro progetti di vita nell’attuale contesto sanitario, che li rende più vulnerabili, in un momento in cui si sentono diffidenti nei confronti delle istituzioni tradizionali – governi, partiti politici, sindacati – così come nei confronti dell’Unione Europea, in particolare da parte dei giovani francesi”.

Per Nicola Monti, amministratore delegato di Edison, “l’indagine evidenzia che i giovani italiani hanno molta fiducia nelle grandi imprese. Alle aziende viene riconosciuto un ruolo sociale, una capacità di incidere con le loro azioni per migliorare la società e la vita delle persone. È un ruolo di cui Edison è consapevole e che ispira la sua strategia di sviluppo quale operatore responsabile. Vogliamo essere leader della transizione energetica del Paese, un impegno che è pienamente condiviso dai giovani, il 90% dei quali si dice particolarmente sensibile al tema dell’ambiente e della sua difesa”.

I Dialoghi italo-francesi per l’Europa proseguiranno con altri tre appuntamenti. Lunedì 23 novembre si parlerà di “Formare i giovani al lavoro del futuro” con gli interventi di Fabio Corsico, direttore del corso in Family business management presso Luiss Business School; Luigi de Vecchi, chairman Ema Banking di Capital Markets & Advisory Citi; Luigi Gubitosi amministratore delegato e direttore generale di Telecom Italia; Andrea Munari, amministratore delegato BNL Gruppo BNP Paribas. Introdurranno i lavori Vincenzo Boccia, presidente della Luiss Guido Carli, e Paola Severino. A seguire, lunedì 30 novembre si discuterà poi di “Next generation EU e Green Deal: il punto di vista delle imprese”. Infine, giovedì 3 dicembre ultimo appuntamento dei Dialoghi per riflettere su: “Strumenti per rilanciare le economie italiana e francese nel contesto del Covid-19”.

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