Trump schiera il suo team di legali e i parlamentari del Michigan per tentare di sbarrare la strada della Casa Bianca a Biden. Che intanto ha scelto il segretario al Tesoro: l’annuncio a breve, è scattato il totonomi

Il riconteggio in Georgia conferma la vittoria di Joe Biden su Donald Trump, mentre, nella conta dei voti nazionali, il presidente eletto s’avvicina agli 80 milioni di suffragi ricevuti, record assoluto (ma il magnate, con oltre 73 milioni e mezzo di preferenze, stabilisce il record del candidato battuto più votato di sempre). L’affluenza elettorale, pari al 65% degli aventi diritto, è la più alta registrata almeno dal 1908. E i dati non sono ancora definitivi.

Alla fine del riconteggio dei circa 5 milioni di schede della Georgia, Biden è avanti di 12.284 voti: 2.475.141 a 2.462.857, il 49,5 al 49,3%. Il riconteggio ha solo limato il risultato dello spoglio. Se tale esito sarà certificato, Biden avrà dunque compiuto l’impresa di espugnare una delle tradizionali roccaforti repubblicane, come non riuscì neppure a Barack Obama. L’ultimo democratico a farlo fu Bill Clinton nel 1992.

Tuttavia, dato il margine molto esiguo, la campagna di Trump può richiedere, entro il 24 novembre, a una Corte di giustizia, un ulteriore riconteggio. L’avvocato personale del magnate Rudy Giuliani, che sovrintende a tutte le cause post-elettorali, aveva già definito ieri illegittimo il riconteggio perché sarebbero stati ricontati “voti illegali”.

Che Trump non intenda arrendersi lo dimostra l’invito oggi alla Casa Bianca rivolto ai repubblicani del Michigan. Falliti tutti i suoi tentativi nei tribunali nello Stato, e ritirata lì ogni azione legale, Trump ha preso l’iniziativa senza precedenti di contattare direttamente i parlamentari statali repubblicani per coinvolgerli nel tentativo di capovolgere la composizione del collegio elettorale. Il Michigan deve certificare i risultati entro lunedì 23 novembre.

Secondo Giuliani, dietro i presunti brogli nelle elezioni presidenziali c’è una galassia di promotori, gruppi antifa, la Clinton Foundation, ma anche la mafia di Filadelfia e persino Hugo Chavez, leader venezuelano morto nel 2013, con i soldi di George Soros. In una conferenza stampa da molti definita “surreale”, Giuliani e il suo team hanno ribadito la tesi di Trump che la vittoria di Biden è stata frutto di frodi elettorali, senza portare nessuna prova a sostegno di questa tesi. Alle domande dei giornalisti che chiedevano elementi concreti, Giuliani ha risposto accusando i media di malafede e di ignorare scientemente le denunce fatte.

Secondo le ricostruzioni dei media, dove c’è una maggioranza repubblicana nelle Assemblee statali, come appunto il Michigan e dove l’esito delle presidenziali è contestato, Trump vorrebbe rovesciare il risultato del voto popolare e inviare i propri grandi elettori al Collegio elettorale che dovrà formalmente eleggere il presidente il 14 dicembre. La tesi, di dubbia legalità, sarebbe però sostenuta da alcuni dei più stretti collaboratori del presidente uscente.

“Quello che sta facendo Trump non è uno scherzo, è totalmente irresponsabile e incredibilmente dannoso”, replica Biden, denunciando ancora una volta gli ostacoli alla transizione. “È dura capire che cosa pensi quell’uomo”, ha aggiunto Biden parlando di Trump. “Ma sono fiducioso che sappia bene che non ha vinto”.

Biden ha pure detto di avere scelto il segretario al Tesoro della sua amministrazione, rinviando però l’annuncio del nome “al più tardi subito dopo Thanksgiving”. “Scoprirete che è qualcuno bene accetto a tutte le anime del Partito democratico, dall’ala progressista a quella moderata”. Fra i nomi più citati, c’è quello della governatrice della Fed Lael Brainard, ma si parla pure dell’ex presidente della Fed Janet Yellen.

Intanto, gli inquirenti newyorchesi che indagano su Trump e sulla Trump Organization hanno esteso le indagini a deduzioni fiscali per milioni di dollari legate ad alcune consulenze. Una parte dei soldi, riporta il New York Times, sarebbe finita nelle tasche di Ivanka Trump.

Gli sviluppi delle indagini – penali, condotte dal procuratore distrettuale di Manhattan Cyrus Vance, e civili, gestite dalla procuratrice generale dello Stato di New York Letitia James – partono dal fatto che Trump, come emerso dalle dichiarazioni fiscali degli ultimi vent’anni pubblicate dal New York Times, avrebbe pagato pochissime tasse sul reddito, adducendo perdite croniche della sua Organization e riducendo il reddito imponibile anche con deduzioni per 26 milioni di dollari riferite al pagamento di consulenze per alcuni progetti tra il 2010 e il 2018.

Alcuni di questi pagamenti sarebbero stati versati a Ivanka Trump, che nel 2017 avrebbe dichiarato d’avere ricevuto pagamenti da una società di consulenze da lei posseduta per oltre 747.000 dollari, cifra che corrisponderebbe alle deduzioni fiscali indicate dalla Trump Organization per consulenze per la realizzazione di hotel alle Hawaii e a Vancouver in Canada.

Mentre gli sviluppi legali del post elezioni e delle inchieste che coinvolgono i Trump s’accavallano, nell’Unione l’epidemia di coronavirus avanza a un ritmo terrificante: giovedì, 2.200 decessi e oltre 200 mila contagi. Secondo la John’s Hopkins University, alla mezzanotte di ieri sulla East Coast, il totale dei contagi superava gli 11.715.000 e quello dei decessi i 252.500.

Il Centro di Atlanta per il controllo delle malattie (Cdc) sconsiglia dunque i tradizionali spostamenti nella settimana di Thanksgiving, la prossima, quando ovunque nell’Unione le famiglie si ritrovano, e suggerisce di cancellare programmi di festeggiamenti al di fuori della cerchia dei conviventi. Biden ha comunque escluso, dopo il suo insediamento, “un lockdown nazionale”.

Oggi, Trump parteciperà al Vertice dell’Apec in formato virtuale. Non si ha al momento conferma d’una sua partecipazione al G20 nel fine settimana.

www.giampierogramaglia.eu

Condividi tramite