Questa è una storia di cervelli e di donne, che passa per la sindaca di Reno. Inizio dai primi. La fuga dei cervelli non è solo un problema italiano. I grandi poli dell’innovazione attirano le competenze, depauperando zone del mondo che non hanno molto da offrire per valorizzarle. Però la tendenza si può invertire. Luoghi che cedono cervelli possono diventare luoghi che li attraggono. E li fanno anche stare bene. È il caso di una città del Nevada di 260 mila abitanti che si chiama Reno. Un posto famoso per le sale da gioco e per i divorzi rapidi, che è passato alla storia del cinema per Donne, un film di George Cukor del 1939 con un cast tutto al femminile (animali domestici inclusi!).

A compiere questo piccolo miracolo di inversione della rotta dei cervelli è proprio una donna. Il suo nome è Hillary Schieve ed è la prima cittadina di Reno. La sindaca della città dei giocatori d’azzardo e dei divorziati si è messa in testa di attirare i talenti della relativamente vicina Silicon Valley, per offrire loro un polo tecnologico dove il costo della vita è più abbordabile. Abbiamo intervistato Schieve per il mensile di Telos A&S PRIMOPIANOSCALAc: “La nostra agenzia regionale, la Economic Development Authority of Western Nevada (EDAWN), lavora per individuare aziende che si stanno guardando intorno, in cerca di una nuova ‘casa’. EDAWN è un ente con partecipazione sia pubblica che privata, creato nel 1983 con l’obiettivo di portare posti di lavoro qualificati sul territorio”. Leggi l’intervista a Hillary Schieve.

Le parole della sindaca di Reno mi hanno fatto venire in mente il progetto South Working, lanciato in Italia la scorsa primavera, in tempi di isolamento. Il progetto è stato ideato da giovani professionisti, manager, imprenditori, ricercatori e professori, provenienti dal sud Italia e costretti a trasferirsi al nord o all’estero per seguire le loro ambizioni professionali. Il lockdown ha fatto emergere la possibilità di lavorare anche a distanza e di tornare nei propri territori di origine, impegnandosi a farli diventare centri di attrazione per lavoratori di alto profilo.

Un’idea che vede protagonista un’altra donna. Si chiama Elena Militello ed è una palermitana di 27 anni che ha studiato nel nord Italia e si è trasferita all’Università di Lussemburgo per studiare procedura penale comparata.

Una storia di donne e cervelli, che parte da Reno, arriva in Sicilia e fa una puntatina a Cerignale, dove incontra un uomo (ma ne parleremo nel prossimo numero di PRIMOPIANOSCALAc). Spero sia solo il primo capitolo di un grande libro sulle inversioni di rotta.

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