Il numero 17 non ha portato bene a Vega, il lanciatore italiano. Nella notte, a otto minuti dal lancio dalla Guyana francese, qualcosa è andato storto segnando la perdita della missione. Dal Comint di palazzo Chigi arriva il “pieno supporto” ad Avio, e intanto emerge l’ipotesi di “errore umano”

“Otto minuti dopo il decollo, seguendo la prima accensione del motore dell’ultimo stadio Avum, è stata identificata una deviazione di traiettoria che ha comportato la perdita della missione”. È così che l’operatore Arianespace ha spiegato in prima battuta il fallimento di Vega, il lanciatore italiano che nella notte avrebbe dovuto portare due satelliti in orbita dalla Guyana francese. Le analisi dei dati sono già iniziate; l’Esa guiderà una commissione d’inchiesta e già si profila l’ipotesi di errore umano.

LE DICHIARAZIONI

“Stiamo lavorando con i partner di Avio per analizzare i dati dell’anomalia”, ha spiegato il ceo di Arianespace Stéphane Israël. Intanto, il Comitato interministeriale di palazzo Chigi, guidato dal sottosegretario Riccardo Fraccaro, e unitamente all’Asi, ha ribadito “pieno supporto ad Avio per assicurare la continuità alle attività di accesso allo Spazio che rappresentano una capacità strategica per il Paese”.

IL LANCIO

Il lanciatore made in Italy ha acceso i motori puntuale alle 22:52 dallo spazioporto di Kourou, in Guyana francese. Dopo una propulsione di due minuti si è staccato il primo stadio (P80), lasciando per altrettanto tempo il compito si spinta al secondo (Zefiro-23). Lo Zefiro-9 ha invece alimentato il volo per tre minuti, prima di affidare il compito al modulo Avum. Si sarebbe dovuto accendere a più riprese per portare il payload all’orbita di destinazione, eliosincrona, a circa 670 chilometri dalla superficie. Qualcosa però è andato storto; la traiettoria è cambiata e la missione fallita. A 54 minuti dal lancio si sarebbe dovuto separare il primo dei satelliti a bordo (lo spagnolo SeoSat-Ingenio); dopo altri cinquanta minuti sarebbe stata la volta del secondo, il francese Taranis.

ERRORE UMANO?

Roland Lagier, direttore tecnico di Arianespace, ha dato in conferenza stampa nel pomeriggio italiano maggiori dettagli sull’accaduto. I primi tre stadi del Vega hanno funzionato “nominalmente”, cioè come previsto. Anche lo stadio superiore, l’Avum, si è separato e ha acceso correttamente il motore. Tuttavia, “subito dopo l’accensione” il vettore ha perso il controllo. “Tale perdita di controllo – ha detto Lagier – è stata permanente, inducendo un ribaltamento significativo; quindi la traiettoria ha iniziato a deviare rapidamente da quella nominale, portando alla perdita della missione”. L’analisi dei dati della telemetria ha portato a concludere che “i cavi di controllo del vettore di spinta erano invertiti”, e dunque i comandi destinati all’uno sono andati all’altro. “È stato chiaramente un problema di produzione e qualità, una serie di errori umani, e non di progettazione”, ha sentenziato Lagier. Il problema sarebbe dunque di natura diversa rispetto a quello occorso nell’estate del 2019.

IL PAYLOAD

A farne le spese i due payload a bordo. SeoSat-Ingenio (750 chilogrammi al lancio) era il primo satellite spagnolo per l’osservazione della Terra, tra le principali missioni del rinnovato programma spaziale di Madrid (con ambizioni anche in Europa). La missione è stata commissionata ad Arianespace dall’Esa per l’agenzia spaziale spagnola (Ctdi). Il satellite, realizzato da un consorzio guidato da Airbus Defence and Space Spagna, sarebbe stato operato dall’Istituto spazialo di tecnologia aerospaziale (Inta). Era affiancato all’interno di Vega dal più piccolo Taranis (175 chilogrammi al lancio), satellite scientifico dell’agenzia francese (Cnes). Era il primo satellite progettato per osservare fenomeni luminosi, radioattivi ed elettromagnetici che avvengono ad altitudini comprese tra 20 e 100 chilometri al di sopra dei temporali.

LA MISSIONE 16

Il lancio della notte segue la travagliata missione numero 16 (il ritorno al volo dopo il fallimento del 2019, l’unico prima di oggi nella storia di Vega). Dopo il rinvio di marzo a causa del Covid-19, i tre stop di giugno per i forti venti in quota e l’attesa di diverse settimane per ricaricare le batterie, la missione è avvenuta con successo a inizio settembre (non prima di un ulteriore alt per tempeste in Corea del sud), segnando il debutto assoluto del sistema Ssms. Il dispenser ha permesso di segnare il record europeo di maggior numero di satelliti con un solo lancio: ben 53 (tra mini e cubesat), destinati a orbite diverse per 21 clienti istituzionali. Ha l’obiettivo di intercettare i bisogni del mercato in un settore sempre più competitivo, puntando al segmento in maggiore espansione: quello dei satelliti di piccole dimensioni.

I PROGRAMMI FUTURI

Non è chiaro come questo nuovo stop impatterà sui programmi di Vega. Trattandosi di errore umano rapidamente riscontrato, potrebbe non averne. La missione 18 è in programma  a inizio 2021, nuovamente con il sistema Ssms, tutto prenotato. Sempre il prossimo anno dovrebbe debuttare invece Vega C, evoluzione dell’attuale vettore che farà coppia con il più grande Ariane 6 nella prossima famiglia europea di lanciatori. Di recente, a fronte di alcuni rallentamenti dovuti alla pandemia, l’Esa ha rivisto la tabella di marcia: il primo volo di Vega C è in programma a giugno, mentre per il debutto dell’Ariane 6 bisognerà aspettare il secondo trimestre 2022. In ogni caso, entrambi saranno spinti in orbita dal motore P120C a combustibile solido, co-sviluppato da ArianeGroup e Avio tramite la joint-venture Europropulsion e finanziato dall’Agenzia spaziale europea (Esa). A inizio ottobre, al centro di Kourou, il motore è stato testato per la terza volta e si appresta ora alla qualificazione finale.

LA NOTA DEL COMINT

Anche in vista delle ambizioni future, nel pomeriggio è arrivata la nota del Comint di palazzo Chigi che sottolinea il sostegno ad Avio e al programma Vega. “È il vettore europeo dedicato al lancio nello Spazio di piccoli satelliti, realizzato dall’industria italiana Avio nell’ambito di un progetto dell’Esa – si legge – si trattava del diciassettesimo lancio, subito dopo il successo registrato di recente a settembre nella missione con l’adattatore Ssms con 53 satelliti a bordo”.

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