Con un esercito di difensori, il presidente americano è pronto per la battaglia legale, l’ultima speranza per strappare qualche voto in più dalle schede elettorali arrivate per posta

È cominciata la partita legale di Donald Trump. Mentre è ancora in corso il conteggio dei voti, lo staff del presidente americano ha presentato diversi ricorsi in Stati chiave per il risultato finale. Quest’anno, a causa della pandemia, sono tanti i voti che arrivano per posta, e a questa circostanza si sta aggrappando il magnate repubblicano per non dovere lasciare la Casa Bianca.

I ricorsi dunque sono stati presentati. Ben Ginsberg, avvocato elettorale repubblicano, ha spiegato alla Cnn che non è facile ammettere una sconfitta così presto. Per questo, sostiene lui, si appelleranno ai ricorsi sulle schede elettorali arrivate per posta negli stati più contesi. Ma per Franita Tolson, docente di Diritto alla USC Gould School of Law, questo strumento non ha fondamento in questa situazione, e ci sono poche possibilità che funzioni per Trump. L’obiettivo sarebbe cambiare la percezione dei risultati nel breve periodo.

Un altro professore di Diritto, Rick Hasen, sostiene che i ricorsi sotto sotto siano più un’operazione di marketing che l’oggetto di una vera contestazione. Quelli presentati finora riguardano il trasferimento delle schede e altri problemi irrilevanti che non compromettono il totale dei voti.

Ma Trump ci vuole provare e per questo ha arruolato un esercito di circa 8500 legali che combatteranno per la sua causa. I ricorsi sono stati presentati inizialmente in Michigan, Pennsylvania e Georgia. Justin Riemer, consigliere legale del Comitato Nazionale Repubblicano, ha spiegato all’agenzia The Associated Press che si erano preparati per questo momento da più di un anno: “Durante la campagna abbiamo lavorato sulla nostra strategia sulla preparazione del riconteggio, sulle operazioni dell’Election Day e sulla strategia dei ricorsi”.

Uno dei più noti legali di Trump, l’avvocato personale Rudy Giuliani, ha dichiarato che lo staff della campagna elettorale del presidente presenterà una causa penale sul conteggio dei voti postali a livello nazionale. Secondo Giuliani in Pennsylvania il processo ha avuto delle anomalie.

Ad esempio, spiega, gli osservatori erano a circa 10 metri di distanza dalle schede: “Non riuscivano a vederle, non potevano vedere se c’erano i timbri, gli indirizzi e le firme corrette”. In condizioni normali, una simile condizione potrebbe portare all’annullamento delle schede perché non sono state controllate.

“Andremo avanti con questo ricorso e presenteremo un secondo ricorso a livello federale […“Andremo avanti con questo ricorso e presenteremo un secondo ricorso a livello federale […] Bisogna rivedere Wisconsin e molto probabilmente anche Arizona, Nevada e Michigan”.

Il figlio del presidente, Eric Trump, ha confermato che i repubblicani presenteranno un ricorso in Pennsylvania, accusando alle commissioni elettorali di mettere in atto un’azione corrotta: “Vinceremo in Pennsylvania, ma cercano di ingannarci perché sanno che è l’unica strada per la loro vittoria”.

Infine, in Nevada il presidente Trump ha assunto nel team legale uno degli avvocati difensori dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale, Michael Flynn. Secondo il sito Law, lo staff della campagna elettorale si è rivolta a questo legale, “poiché ha chiesto alla Corte Suprema del Nevada di interrompere il conteggio di alcune schede per corrispondenza nella contea di Clark, una richiesta che l’alta corte dello stato ha respinto. Finita la giornata elettorale, la corsa a colpi di contenzioni sembra essere appena cominciata…

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