Tenere uniti gli Usa, smettere di vedere gli avversari «come un nemico» e prepararsi sin da subito ad affrontare la crisi della nuova ondata di coronavirus. Sono alcuni dei passaggi del discorso che il nuovo presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden, ha tenuto nella tarda serata di sabato, la notte in Italia, da Wilmington, Delaware. Tra le misure oggetto delle sue prime attività si mormora saranno in primis il rientro degli Usa nell’accordo di Parigi sul clima e nell’Organizzazione mondiale della sanita’. Abolira’ poi il bando sull’immigrazione dai Paesi musulmani e ripristinera’ il programma per la protezione dei Dreamer.

“La gente di questo Paese ha parlato, abbiamo ottenuto una vittoria convincente”. “Non ci sono stati blu o stati rossi, ci sono solo gli Stati Uniti”. “Saro’ un presidente che unisce e non un presidente che divide. Torniamo ad ascoltarci, siamo tutti americani”: e’ il messaggio di riconciliazione nazionale lanciato da Biden. “Diamoci una possibilita’ aiutandoci l’uno con l’altro”. “Il nostro lavoro inizia con il mettere sotto controllo il Covid. Non risparmierò alcuno sforzo contro questa pandemia”. “Basta trattare i nostri oppositori come nemici”, ha detto ancora, lanciando un appello all’unita’ nazionale. “Il mondo ci guarda”, ha aggiunto, “e noi torneremo ad essere un Paese rispettato nel mondo”.

Con la stessa tenacia anche la neo vicepresidente: “Sebbene io sia la prima donna a ricoprire questo incarico, non sarò l’ultima” ha detto la senatrice 56enne sul palco di Wilmington, nel Delaware, celebrando insieme con Joe Biden l’esito delle elezioni. In primo piano nel discorso parità e diritti. “Penso alle donne che hanno combattuto e sacrificato così tanto per l’uguaglianza, la libertà e la giustizia per tutti; comprese le donne afroamericane, spesso trascurate ma che dimostrano di essere la spina dorsale della nostra democrazia”.

Harris si è rivolta anche ai giovani: “Figli del nostro Paese, abbiamo un messaggio chiaro per voi: sognate con ambizione, indicate la via con convinzione e guardate a voi stessi in modi che forse altri non hanno mai visto prima; noi vi applaudiremo ad ogni passo”. A valle delle prime dichiarazioni, Joe Biden ha intenzione di firmare una serie di ordini esecutivi dopo il suo insediamento che avrà luogo il 20 gennaio, prevedendo così un immediato cambiamento della politica degli Stati Uniti.

Parlando di ”cambiamento sorprendente” tra la politica di Trump e quella futura di Biden, il Washington Post spiega che i consiglieri di quest’ultimo stanno lavorando da mesi per mettere a punto la sua agenda, con centinaia di funzionari che si preparano a mettersi al lavoro all’interno di varie agenzie federali. Al primo punto la lotta contro il coronavirus. Fonti vicine a Biden riferiscono inoltre che, una volta insediato, potrebbe modificare l’orientamento di varie agenzie federali e modificare il posizionamento degli Stati Uniti sulla scena mondiale.

Resta però in dubbio quanto sarà facile far passare una legislazione importante al Congresso. Se i democratici manterranno la maggioranza della Camera, la composizione finale del Senato non è ancora chiara.

Un Congresso diviso potrebbe ad esempio ostacolare gli sforzi di Biden per intraprendere azioni legislative radicali sulla riforma dell’immigrazione. Un iter difficile potrà avere anche il disegno di legge al Congresso per abrogare le tutele sulla responsabilità per i produttori di armi. Biden si è impegnato ad abrogare i tagli fiscali approvati dai repubblicani dal 2017, il che potrebbe essere ostacolato se i repubblicani detengono la maggioranza del Senato.

Un percorso lungo e tortuoso ma che potrebbe portare ad una distensione del rapporto sul piano internazionale e ripristinare un dialogo più virtuoso sul fronte degli scambi commerciali tra gli Stati uniti e l’Europa cosi come per l’Asia (e la Cina). Un nuovo fronte di opportunità che potrebbe anche sostenere la tanto ricercata ripresa economica che per colpa della nuova ondata di coronavirus, specialmente per l’Italia, tarda ancora ad arrivare. Tutti gli attori sono in finestra, e per chi sostiene l’innovazione come l’ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori) il 2021 potrà essere un anno importante per un nuovo dialogo sul piano internazionale tra i vari attori del G20 che ricordiamo sarà ospitato a Matera il prossimo anno.

twitter@Angi_tech

Condividi tramite