A poche ore dall’election day, con 90 milioni di americani che hanno già votato, la sfida tra il presidente in carica Donald Trump e lo sfidante democratico Joe Biden è sempre più serrata.

Donald Trump in vantaggio di sette punti su Joe Biden in Iowa. Secondo un sondaggio del The Moines Register, il presidente ha il 48% delle preferenze contro il 41% dell’ex presidente. In settembre i due candidati erano testa a testa.

Joe Biden è avanti rispetto a Donald Trump in quattro Stati chiave per l’elezione alla Casa Bianca: Arizona (+6), Florida (+3), Pennsylvania (+6) e Wisconsin (+11), secondo un sondaggio New York Times/ Siena College a due giorni dalle elezioni. Tutti e quattro gli Stati furono vinti da Trump nel 2016 contro Hillary Clinton. Da un sondaggio di Fox News, Joe Biden avrebbe otto punti di vantaggio con il 52% delle preferenze contro il 44% di quelle di The Donald. Se confermato, il candidato democratico avrebbe perso 2 punti in ultime tre settimane.

Quella che si sta iniziando a insinuare tra gli esperti è una possibile rimonta di Trump, proprio come avvenuto nel 2016. Donald Trump ha inanellato tre comizi in poche ore in Pennsylvania, Stato che in molti danno per perso dato che Biden è avanti di 3/5 punti. Allo stesso modo, Joe Biden è andato in Texas dove è dato per sfavorito ma sembrerebbe in crescita di apprezzamenti. Secondo i dati di RealClearPolitics il vantaggio di Trump è del 2,3 per per cento, mentre per FiveThirtyEight è dell′1,3 per cento.

Altro Stato chiave è la Florida, con i suoi 29 grandi elettori. Se i sondaggi attuali verranno confermati, si arriverà a un testa a testa: anche se Joe Biden è avanti di 2 punti, la grande presenza della comunità ispanica sembrerebbe essere più vicino all’attuale presidente repubblicano. Situazione, in teoria, più chiara in Wisconsin, dove sono in gioco 10 grandi elettori: qui i democratici contano su un vantaggio che varia dai 6 agli 8,6 punti. Storia simile in Michigan (16 ‘grandi elettori’), dove Biden risulta avanti di oltre 8 punti. Secondo gli analisti, se Biden dovesse conquistare questi due del midwest e la Florida, avrebbe la vittoria in mano. Ma se Trump, oltre a conservare il Texas, riuscisse a confermarsi in Pennsylvania, con i suoi 20 grandi elettori, la situazione si ribalterebbe.

Occhi puntati quindi per questa ultima tornata finale in quanto il risultato avrà delle importanti conseguenze sugli equilibri geopolitici sia nel mediterraneo che con il Medioriente e il Sudest Asiatico. La situazione, già pesantemente condizionata dal covid, lascia profonda incertezza in una visione macro economica generale in grande crisi e che necessità di stabilità per porre basi forti per la ripresa.

A parlare non è il solo caso della Cina e della tecnologia 5G ma anche la natura degli accordi commerciali dell’Europa tra gli Usa e l’Asia. La parola chiave resta “cautela” e l’approccio dovrà necessariamente essere saggio in quanto ci sono in gioco non sono gli interesse geopolitici, ma anche quelli economici in cui i cittadini e le imprese saranno al centro delle vicissitudini che vivremo a seguito del voto.

Come ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori), promossa e patrocinata dalle maggiori istituzioni italiane ed europee e punto di riferimento dell’innovazione e dell’ecosistema startup in Italia, in forza della grande rete istituzionale sia nazionale che internazionale, auspichiamo un apertura che possa portare nuove collaborazioni sul fronte open innovation sia con le grande aziende americane che con quelle asiatiche per un processo di trasformazione tecnologica e digitale che permetta all’Italia di riprendere il suo centrismo nell’area mediterranea anche sotto il profilo dell’economia digitale all’insegna dei giovani e della sostenibilità.

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