Christoph Ploß ha 35 anni, è diventato membro del Bundestag dopo le elezioni federali tedesche del 2017 e ha idee chiare su diversi temi caldi della politica tedesca: 5G, relazioni europee e guida della Cdu. Ecco chi (non) succederà ad Angela Merkel alla guida dei democristiani

Christoph Ploß, 35 anni, deputato tedesco della Cdu, è diventato membro del Bundestag dopo le elezioni federali del 2017 e ha idee chiare su diversi temi caldi della politica tedesca: 5G, relazioni europee e guida del partito di Angela Merkel. In questa intervista rilasciata a Formiche.net spiega perché appoggia Friedrich Merz, candidato alla guida della Cdu posizionato più a destra rispetto al favorito e più centrista Armni Laschet. Ma soprattutto dà il suo punto di vista su quelle che dovrebbero essere le relazioni Italia-Germania nei prossimi anni.

All’inizio di gennaio si deciderà chi sarà probabilmente il prossimo Cancelliere tedesco. Sia i giornali internazionali che quelli tedeschi danno Armin Laschet come favorito. Perché secondo lei Friedrich Merz è più adatto?

Sostengo Friedrich Merz perché possiede grandi competenze in campo economico nonché politico-finanziario di cui avremo bisogno in Germania e in Europa proprio dopo la crisi causata dal Covid-19. Inoltre Merz si impegna, altrettanto quanto me, a favore di un rafforzamento della politica estera europea anche assieme a partner come l’Italia. Soltanto così abbiamo l’opportunità di farci ascoltare in merito a questioni rilevanti a livello politico mondiale e di trattare alla pari con altre grandi potenze.

La Cdu governa già in alcuni Länder insieme ai Grüne. Come sono i rapporti tra questi due partiti nel Bundestag?

Attualmente Die Grünen si trova all’opposizione nel parlamento tedesco. Tenendo conto di questa posizione è comprensibile che ci siano differenze politiche e punti di vista diversi. Un problema dei Verdi è il fatto che vogliono raggiungere molti dei loro obiettivi attraverso divieti e misure disciplinari. Io sono dell’opinione che non raggiungeremo i nostri obiettivi climatici tramite divieti, ma con incentivi e nuove tecnologie. In questo contesto si aprono per Germania e Italia grandi opportunità di cooperazioni comuni, come ad esempio nella creazione di un’infrastruttura per l’idrogeno grazie al Recovery fund europeo. In Germania vogliamo investire ancor di più nell’infrastruttura per la circolazione in bicicletta e per le linee ferroviarie metropolitane. Infatti soltanto in tal modo la mobilità nelle grandi città diventa più ecologica.

Potrebbe essere a suo avviso una buona mossa collaborare insieme a livello governativo nell’era post-Merkel come sta già accadendo in Austria?

Non ritengo molto opportuno orientarsi verso quello che attualmente piace ai Verdi. Noi della Cdu diciamo chiaramente in cosa ci impegnamo ogni giorno. Dopo le elezioni si vedrà poi con chi avremo più punti in comune e quali alleanze saranno veramente fattibili. L’alleanza che preferirei sarebbe quella giallo-nera (cioé l’Fdp, partito liberale, e la Cdu). Se non ci saranno i numeri sufficienti per realizzarla, si dovrà naturalmente parlare con altri partiti democratici. Perciò, naturalmente, una coalizione nero-verde (Cdu-Verdi) non è esclusa.

In qualità di membro del comitato per le infrastrutture digitali, cosa ne pensa del giro di vite per escludere Huawei dal 5G in Germania?

Internet veloce è ormai un bene essenziale come l’elettricità e l’acqua. Fibre ottiche e 5G devono essere disponibili su tutto il territorio europeo e utilizzabili in qualsiasi momento. Questo è però di un settore molto sensibile: finché Huawei non potrà dissipare tutti i dubbi in tema di sicurezza, la società non dovrebbe far parte del progetto.

Nell’ultimo anno la Cancelliera ha mostrato un approccio più morbido e aperto verso i Paesi del Sud Europa, soprattutto su immigrazione e aiuti economici. Quale dei due approcci ritiene sia quello giusto?

Germania e Italia hanno molti interessi comuni e, da vari punti di vista, sono addirittura economicamente dipendenti una dall’altra. Nel complesso noi tedeschi necessitiamo di nuovi impulsi per la cooperazione economica con gli stati dell’Europa meridionale, che diano slancio anche all’integrazione europea. Vedo ad esempio grandi opportunità in campo politico-energetico per progetti comuni. Si potrebbe ad esempio utilizzare la tecnologia tedesca per produrre prima idrogeno e poi combustibili neutri dal punto di vista climatico grazie al sole siciliano. Così non rendiamo soltanto la mobilità più ecologica, ma creiamo anche nuovi posti di lavoro in entrambi i Paesi.

Ma anche una politica migratoria comune è importante. Ritengo indispensabile che ci sia un sistema unitario europeo in materia di asilo politico, che i confini esterni dell’Europa siano più sicuri e che, idealmente, si chiarisca prima della partenza se la persona possa entrare in Europa.

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