Spesso si definisce un’organizzazione o un’azienda innovativa solo perché opera in settori nuovi, o considerati tali dai media. Ma è un errore perché anche in tanti settori ‘tradizionali’ ci sono aziende e organizzazioni che fanno innovazioni di processo, di prodotto o dell’offerta. E dietro a tutte queste innovazioni, ci sono donne e uomini che amano il proprio lavoro.
Persone che hanno fatto loro il proverbio africano “Chi vuole sul serio qualcosa trova una strada, gli altri una scusa” e che sanno che la vera innovazione è quella condivisa in grado di generare benessere per la collettività.
Quest’intervista fa parte della rubrica Innovatori pubblicata su www.robertorace.com.
Uno spazio in cui proviamo a raccontare le storie degli Innovatori, a scoprirne modi di pensare, predilezioni e visioni del mondo. Cercando di capire meglio cosa ci riservano presente e futuro.

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Vittorio Hans Pinto: l’ozono contro il Covid-19

Vittorio Hans Pinto, 35 anni, è il creatore di un sistema totalmente made in Italy per sanificare ogni tipo di ambiente e superficie da virus, batteri, acari, germi, lieviti, muffe, funghi, spore. Un sistema innovativo e tecnologico che in questa situazione di pandemia ha acquisito un rilievo ancora più importante. La certificazione ottenuta dall’Università di Padova nel novembre 2020 ha coronato questo percorso: ha insignito la sua invenzione di un titolo di cui nessun altro nel settore si può fregiare e rappresenta il riconoscimento dello sforzo di una giovane azienda italiana che riesce a dare un importante contributo contro il Covid-19, una sfida che coinvolge tutto il Sistema-Paese. I prodotti della Sanity System sono già presenti in molteplici strutture sanitarie private e pubbliche, in ospedali, stazioni di vigili del fuoco, ambulanze, aeroporti; sono diffusi in Italia e in 54 Paesi del mondo, tra cui Stati Uniti, Inghilterra, Irlanda, Spagna, Svezia, Emirati Arabi, Svizzera, Russia Giappone, con un trend di espansione velocissimo.

D. Chi è un innovatore per te? Perché?
R. Un innovatore per me è chi sa ottimizzare le risorse disponibili e renderle utili alla causa più importante. La pandemia in corso ci ha posto di fronte a delle sfide: la capacità di adattamento è stata fondamentale per superare l’ostacolo e per avere uno stimolo a fare anche meglio. Saper interpretare il contesto è proprio il compito dell’innovatore.

D. Qual è l’innovazione che cambierà il mondo nei prossimi anni?
R. Il vaccino contro il Covid-19, ma anche tutti gli strumenti utili a combattere il virus e ad annullarne gli effetti sulla nostra salute e sulle nostre attività economiche e sociali.

D. Qual è il ruolo di un leader in un’organizzazione?
R. Leader è colui il quale riesce ad essere il punto di riferimento per un gruppo di persone e che riesce a farsi seguire dando sempre la percezione che senza di lui sarebbe più complicato raggiungere l’obiettivo da perseguire. Tra le principali caratteristiche che un leader deve avere ci sono talento, carisma e lungimiranza.

D. Una persona che ha lasciato il segno nella tua vita?
R. A livello professionale, non volendo menzionare la mia famiglia che rappresenta il centro di tutto e che mi ha dato tutti gli stimoli necessari per affrontare avventure commerciali nuove e credere sempre in me stesso , ho sempre ammirato la storia di Ray Kroc, imprenditore che poi ha acquisito la catena Mc Donald. Ho trovato moltissime somiglianze nella sua storia imprenditoriale con la mia e soprattutto esiste tra noi un parallelo nel concetto di “perseveranza” , nel partire da zero, nel vedere qualcosa che altre persone in quel momento non riescono a vedere e nel perseguire con tutte le proprie forze quella strada anche se all’inizio difficilissima e piena di porte chiuse. La parte finale del film che racconta la sua storia, “The Founder”, quando parla del concetto di perseveranza, è un punto di riferimento per molti giovani che oggi alla prima difficoltà si arrendono e magari cambiano strada, rinunciando ad un obiettivo che volevano raggiungere. Never take a NO as an answer.

D. La tua più grande paura/la tua più grande speranza?
R. La più grande paura, dopo aver vissuto il periodo storico del Covid, è di poter essere limitati nella propria vita da un nemico invisibile che all’improvviso ha sconvolto la nostra normalità a livello globale. La mia più grande speranza è che tramite il nostro lavoro e i nostri sforzi riusciremo a portare una soluzione concreta per arginare e prevenire questo male.

D. Il tuo progetto di lavoro attuale e quello futuro.
R. Il progetto del momento è destinato ad avere un impatto molto importante nella lotta al Covid-19. Sono infatti l’ideatore del Sany Med, il dispositivo dell’azienda Sanity System che si occupa di sanificazione degli ambienti (aria e superfici) con tecnologia a ozono, che si è rivelata efficace nell’attività virucida nei confronti del virus SARS-CoV-2, con abbattimento della carica virale superiore al 99%. L’efficacia del dispositivo è stata certificata anche dal Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova diretto da Andrea Crisanti: il report ha definito in modo chiaro e dettagliato le modalità di esecuzione e i risultati ottenuti dello studio svolto per la verifica dell’attività virucida su aria e superfici. Si tratta del primo studio a livello internazionale su un macchinario specifico testato in tutti i suoi programmi.

D. La cosa che più ti fa emozionare e quella che ti fa più arrabbiare
R. La cosa che mi fa più emozionare è quando, concluso un progetto che inizialmente era particolarmente complesso e lungo, posso gioire insieme al mio team dell’obbiettivo raggiunto e dell’ottimo lavoro eseguito.
La cosa che più mi fa arrabbiare è dovermi a volte confrontare e giustificare con persone o realtà estremamente superficiali e molto poco professionali.

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