Un testo di agile lettura che ha il vantaggio di mettere in trasparenza quanto sta cambiando nella Chiesa, incoraggiando un’operazione di valorizzazione delle nuove figure del ministero. Mario Morcellini recensisce il libro di monsignor Fabio Fabene, “Sinfonia di ministeri. Una rinnovata presenza dei laici nella Chiesa”

Un testo breve ma animato da una chiara convinzione: il richiamo urgente al protagonismo dei laici nella comunità ecclesiale per restituire orizzonti di senso a una visione dei ministeri ricca di multiformi vocazioni e carismi. È questo il senso dell’ultimo libro di Fabio Fabene: “Sinfonia di ministeri. Una rinnovata presenza dei laici nella Chiesa” (San Paolo Edizioni).

Assecondare l’azione pastorale nelle sue varie manifestazioni e declinazioni; riconoscere il centro della missione laicale nell’esigenza inderogabile di rendere concreto e operante il sensus fidei; sottoscrivere un rinnovato patto di corresponsabilità che trovi in un attivismo attento e sensibile alle periferie esistenziali il motivo di una necessaria ripartenza: sono gli strumenti da utilizzare e le azioni da intraprendere per individuare con urgenza nuovi paradigmi culturali in grado di affrontare le sfide della modernità, superando solipsismi e rischi di autoreferenzialità.

LA PREFAZIONE DI PAPA FRANCESCO

Raccogliendo e valorizzando l’eredità del Concilio Vaticano II, papa Francesco, nella prefazione al libro, interpella il “popolo di Dio” che cammina nella storia. E Fabio Fabene, sottosegretario del Sinodo dei vescovi, che da papa Francesco ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2014, riprende il suo appello indicando il percorso di una rinnovata ministerialità che trovi solide basi nel coraggio di contrapporre all’effimero dell’ipermodernità, del relativismo etico e dell’anomia, la forza della memoria, delle radici e della tradizione.

AZIONE DELLO SPIRITO ED EREDITÀ FECONDA DELLA STORIA

“La riscoperta della memoria – scrive Fabene – non consiste nel riprodurre modelli ormai superati, incomprensibili nel nostro tempo nel quale, almeno da parte di alcuni settori, vi è nostalgia di un passato che viene riproposto acriticamente”. C’è bisogno di un’operosità che deve liberarsi da infruttuosi efficientismi e inutili personalismi per lasciare spazio alla creatività. Ma anch’essa può perdere le sue radici se non si lega all’azione dello spirito e all’eredità feconda della storia. Diversità e complementarietà delle vocazioni e condizioni di vita, dei ministeri, dei carismi e delle responsabilità: queste le colonne portanti del messaggio conciliare.

IL CARISMA DELL’INSIEME

L’obiettivo è ambizioso: ricordare a tutti la necessità di un’iniziazione cristiana sempre aperta, in grado di arricchire il senso di una cittadinanza consapevole e lo spirito di appartenenza a una comunità ecclesiale e umana in cammino. Ai vescovi resta affidata la missione di trovare la sintesi, di coordinare e armonizzare il sacerdozio comune e quello ministeriale attraverso il carisma dell’insieme.

IL VALORE DEI FEDELI LAICI

Solo a queste condizioni “potremo procedere verso una Chiesa partecipativa e corresponsabile – scrive ancora Fabene – capace di valorizzare la ricchezza della varietà di cui si compone, accogliendo con gratitudine anche l’apporto dei fedeli laici, tra cui giovani e donne, quello della vita consacrata femminile e maschile, e quello dei gruppi, associazioni e movimenti. Nessuno deve essere messo o potersi mettere in disparte. È questo – aggiunge – il modo per evitare tanto il clericalismo, che esclude molti dai processi decisionali, quanto la clericalizzazione dei laici, che li rinchiude anziché lanciarli verso l’impegno missionario nel mondo”.

UNA GUIDA PER LE COMUNITÀ PARROCCHIALI

Lettori, accoliti, catechisti, ministri della carità, della formazione alla giustizia e per la tutela del creato, per l’accompagnamento della famiglia e dei giovani, per la guida delle comunità parrocchiali: sono molti e diversi i carismi e le specificità chiamati ad affrontare sinfonicamente e solidalmente le criticità e le fragilità del vivere contemporaneo.

IL DINAMISMO EVANGELIZZATORE DELLA CHIESA

Un testo di agile lettura che ha il vantaggio di mettere in trasparenza quanto sta cambiando nella Chiesa, incoraggiando un’operazione di valorizzazione delle nuove figure del ministero finalmente sottratte a una marginalità inaccettabile. È per questo che l’autore conclude il suo percorso indicando il “cammino da intraprendere con impegno e responsabilità, per ringiovanire e rafforzare il dinamismo evangelizzatore della Chiesa”.

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