In una competizione ormai a due (tra Stati Uniti e Cina) il Vecchio continente dimostra di poter dire ancora la sua in tema di vendite militari. La presenza globale delle aziende europee appare ben strutturata. All’interno, il podio è BAE Systems, Leonardo e Airbus. Tutti i dati di Sipri

È l’inglese BAE Systems l’azienda europea che vende più sistemi d’arma in giro per il mondo. Vanta una presenza solida negli Stati Uniti, ma anche una ramificazione con controllate e joint venture in tutti i continenti. Segue l’italiana Leonardo, che nel 2019 ha superato la franco-tedesca Airbus per vendite militari, sebbene la Francia si confermi ben posizionata sui mercati internazionali. È il quadro europeo che emerge nel report dello Stockholm international peace research institute (Sipri), pubblicato oggi e dedicato ai primi 25 produttori al mondo di armamenti. Il Vecchio continente, se preso come un tutt’uno, si conferma attore rilevante in un contesto globale sempre più diviso tra Stati Uniti e Cina, per un mercato in crescita ovunque (Russia unica eccezione), quantomeno prima della pandemia da Covid-19, che potrebbe aver mischiato le carte.

LA CLASSIFICA

La prima europea in classifica è, come detto, la britannica BAE Systems, al settimo posto dopo i cinque campioni americani e la Avic cinese. L’azienda inglese ha venduto prodotti e servizi per 22,2 miliardi di dollari nel 2019, in aumento del 7,6% rispetto all’anno precedente. Dopo due aziende cinesi e altrettante americane, al dodicesimo posto c’è l’italiana Leonardo con 11,1 miliardi e una crescita annuale del 18%, tra l’altro con un peso delle vendite militari pari al 72% sulle vendite complessive. Crescita che ha permesso alla One Company di superare il colosso franco-tedesco Airbus, a 11 miliardi per una contrazione dell’1,3% rispetto al 2018 (le vendite militari pesano qui il 14% sulle vendite complessive).

CHI SEGUE

Seguono tra le europee la francese Thales, con 9,5 miliardi, in aumento del 4,2%, e in 17esima posizione,e Dassault Aviation. Quest’ultima era l’anno scorso in 38esima posizione; il balzo è (in termini percentuali) il maggiore della Top 25 globale di Sipri: un aumento delle vendite per il 105%, fino a 5,8 miliardi di dollari, attribuili per l’istituto svedese soprattutto all’export di caccia Rafale. Chiude il gruppo delle europee la britannica Rolls-Royce, specializzata in motori, con vendite per 4,7 miliardi, +3,3% rispetto al 2018.

LA PRESENZA GLOBALE

Il report Sipri di quest’anno si concentra soprattutto sulla presenza globale delle aziende che vendono armamenti. Da questo punto di vista, i soggetti del Vecchio continente si dimostrano ben piazzate. A livello numerico, Thales e Airbus sono le realtà che vantano presenze (tra joint venture, controllate e centri di ricerca) nel maggior numero di Paesi: 24 in tutto. Leonardo (con Boeing) arriva a 21, mentre BAE Systems a 18. Particolarmente interessante è comunque la distribuzione geografica di tali presenze, dato che Sipri spiega essere lo specchio di “legami e divisioni che esistono a livello geopolitico, dove le alleanze giocano un ruolo maggiore”. E infatti, la prima europea per vendite (BAE Systems) vanta un focus importante negli Stati Uniti: otto delle sue 38 diramazioni extra-Uk sono in terra americana, mentre solo cinque in Europa. Nel 2019, nota Sipri, il mercato Usa ha valso all’azienda britannica il 43% delle proprie vendite.

UNA MAPPE GEOPOLITICA

La francese Thales conta in tutto 67 realtà estere, frutto della spinta all’export che risale ai primi anni 2000. È presente in tutti i continenti, ma si concentra soprattutto tra Europa occidentale e nord America. Airbus (che per Sipri è domestica in Francia, Germania e Spagna) ha 41 realtà estere, di cui 13 in Europa e altrettante in America, per circa il 63% della sua presenza globale. Dopo Thales, è comunque Leonardo ad avere il maggior numero della Top 25 di realtà estere, ben 58. Secondo Sipri, è il frutto di una strategia comune a molte aziende europee e nord-americane, che per avere accesso a mercati in crescita hanno stabilito da anni presenze nei Paesi ritenuti più strategici. L’azienda italiana è per l’istituto svedese un caso-studio di tale trend, con le acquisizioni (anche recenti) tra Turchia e Brasile.

E IL VECCHIO CONTINENTE?

Nel complesso l’Europa ospita il maggior numero di entità straniere delle aziende che producono armamenti (167). Ciò deriva, spiega Sipri, “in gran parte dal consolidamento dell’industria delle armi in Europa alla fine degli anni ’90 e all’inizio degli anni 2000; per quanto ciò abbia portato a una riduzione complessiva del numero delle principali aziende europee di armamenti, spesso ha significato che le realtà risultanti hanno ora un numero più elevato di entità in altri Paesi rispetto a prima”.

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