Il senatore Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir, chiede al governo di esercitare il Golden power sulla cessione da parte di GTT Communications della fibra ottica su cui passano anche i dati Nato

Difendere le reti italiane e della Nato esercitando il Golden power. È la richiesta al governo che arriva da Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir.

Il senatore di Fratelli d’Italia ha depositato un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro dei Trasporti Paola De Micheli in merito a GTT Communications. Questa società due anni fa acquistava per 2,3 miliardi di dollari Interoute, “multinazionale europea che possedeva il più esteso backbone in fibra ottica presente sul continente europeo, essendo contemporaneamente proprietaria delle infrastrutture (tubi e cavidotti) e delle fibre di trasmissione in essi contenute”, si legge nell’atto. L’operazione coinvolgeva anche le controllate, tra cui le società di diritto italiano Interoute s.p.a. e Easynet Italia s.p.a.: in quell’occasione, con delibera del Consiglio dei ministri 21 marzo 2018, sotto la presidenza di Paolo Gentiloni, “non sono stati ravvisati i presupposti per l’esercizio di poteri speciali, ma sono state individuate alcune raccomandazione nei confronti della società controllata italiana Interoute s.p.a.”, spiegava la relazione al Parlamento presentata nell’aprile dell’anno dopo da Giancarlo Giorgetti, allora sottosegretario del governo Conte I.

Oggi, però, le “gravi difficoltà finanziarie” stanno inducendo il colosso statunitense — che “risulta anche sotto indagine, perché avrebbe reso false comunicazioni alla borsa di New York dove è quotata” — a cedere l’asset ex Interoute al fondo di investimento Squared Capital, avverte Urso. Che in una nota dichiara: “La sicurezza dei dati e delle comunicazioni del nostro Paese potrebbe essere messo in pericolo dalla disastrosa situazione finanziaria in cui versa la società americana GTT Communications, la quale sarebbe in procinto di vendere un asset strategico per la gestione dei nostri dati a un fondo di investimento”.

GTT Communications, infatti, “gestisce la più estesa dorsale in fibra ottica sul continente europeo, nel quale transitano le reti di accesso dei più importanti operatori italiani (Fastweb, Vodafone, Tiscali, COLT, Irideos/CloudItalia, Sky e Iliad, ndr) e collegamenti di primaria strategicità come la rete militare Rifon o la rete di collegamento delle basi Nato in Italia”, si legge ancora nella nota. Inoltre, la rete Interoute costituisce una delle principali infrastrutture di collegamento del nostro Paese con il resto del mondo attraverso le rotte Genova-Marsiglia-Parigi, Milano-Zurigo-Francoforte, Udine-Vienna-Francoforte, Mazara-Tunisi, Bari-Atene, Bari-Tel Aviv. “Questo spiega perché per il nostro Paese sia importante seguire il destino finanziario di questa azienda e che il governo debba intervenire per tutelare il preminente interesse italiano e la sicurezza nazionale”.

“La presidenza del Consiglio era a conoscenza della vendita della GTT Communications, e soprattutto alla luce della strategicità dell’infrastruttura non ritiene di esercitare il Golden power proprio al fine di tutelare l’interesse nazionale?”, chiede Urso. “Su questo attendiamo risposte chiare dal presidente Conte e dal ministro De Micheli”.

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