Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Avv. Giuseppe Conte, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto. Il Presidente della Repubblica si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti“. Cosi’ una nota del Quirinale che aggiunge che le consultazioni avranno inizio nel pomeriggio di domani, mercoledì 27 gennaio.

Non pesa al momento la crisi di governo sulle borse. Piazza Affari si avvicina alla boa di metà giornata muovendosi sempre in territorio leggermente positivo, sostanzialmente in linea con l’Europa e guardando poco alla politica interna: l’indice Ftse Mib sale dello 0,7% a 21.890 punti dopo aver toccato un massimo di seduta a quota 21.964. Lo spread tra i titoli di Stato italiani a dieci anni e quelli tedeschi continua a ondeggiare attorno a quota 120 punti base e in Piazza Affari le grandi banche sono generalmente positive (Unicredit +1,2%, Intesa +0,5%).

Un discorso breve, sobrio nell’ultimo Consiglio dei ministri del premier Giuseppe Conte prima di salire al Quirinale da Mattarella a rassegnare le dimissioni: «Possiamo andare a testa alta. Non tutti i premier in passato hanno avuto l’onore di lavorare con ministri come voi» queste le sue parole.

Appello alla responsabilità ora per dare immediatamente un nuovo equilibro a livello governativo e parlamentare: il tutto è nelle mani del Presidente Mattarella. Diversi i possibili scenari che in ogni caso devono tenere conto dell’importanza per il Paese del progetto del recovery plan, ora tutti gli occhi sono puntati sul Quirinale.

E adesso il Capo dello Stato esige risposte e rassicurazioni. Se da un lato infatti il terzo mandato di Conte sembra scontato, perché il premier avrebbe ricevuto l’appoggio preventivo delle forze neocentriste (e sarebbero state proprio loro a chiedere le dimissioni prima di entrare in maggioranza) dall’altro Mattarella esige garanzie sull’affidabilità di un nuovo patto. Al via le consultazioni da domani con lo spettro che non tutti i gruppi parlamentari potrebbero essere a favore di un Conte ter.

 

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