L’Italia è chiamata a superare un importante banco di prova in questa situazione delicata sotto il profilo economico e sociale dovuto alla crisi e all’emergenza pandemica. Dopo le diverse istane presentate, in cui spicca quella dell’ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori) con il suo appello per dare massima priorità al tema giovani e innovazione per il futuro del Paese, ieri notte è stato approvato dal consiglio dei ministri la versione finale del Recovery Plan con l’astensione delle ministre di Italia Viva.

Il documento descrive i programmi di spesa con i quali il governo chiederà alla commissione europea i 209 miliardi di euro destinati all’Italia tra prestiti e trasferimenti nel periodo 2021-2026 nell’ambito del progetto Next generation Eu per rilanciare l’Unione dopo la pandemia. Al piano iniziale che faceva riferimento solo ai 196 miliardi del Recovery fund in senso stretto si sono aggiunti una fetta del Fcs (Fondo coesione sviluppo) e i 13 miliardi del React Eu per l’emergenza Covid, portando il totale a 223 miliardi. Che a loro volta sono stati integrati con circa 7 miliardi dai fondi strutturali europei e da 80 miliardi di risorse programmate per il 2021-26 dal bilancio nazionale (per esempio i 30 miliardi per il Family act e i 24 per la decontribuzione al Sud) per un totale che, in una tabella allegata al piano, arriva a 310 miliardi.

Resta il nodo della governance: “il governo — si legge nella nota di Palazzo Chigi — presenterà al Parlamento un modello di governance che identifichi la responsabilità della realizzazione del Piano, garantisca il coordinamento con i ministri competenti a livello nazionale e gli altri livelli di governo, monitori i progressi di avanzamento della spesa”.

In tutto questa resta aperta la situazione nella maggioranza e del confronto tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi, epilogo che ci si augura tenga conto dell’importante situazione di gravità per il Paese e della necessità di rispondere con urgenza e lungimiranza con una ritrovata stabilità che possa mettere basi forti per il rilancio economico e sociale dell’Italia all’insegna dei giovani e dell’innovazione.

Nel frattempo, la pandemia di coronavirus, nonostante le prospettive “incoraggianti” date dall’avvio delle vaccinazioni, “continua a ingenerare gravi rischi per la salute pubblica e per le economie dell’area dell’euro e del resto del mondo”. Lo scrive la Bce nel Bollettino economico, secondo cui la pandemia “continua a offuscare le prospettive economiche mondiali”.

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