L’esercito indiano indaga sulla violazione della linea di controllo effettiva da parte di un soldato cinese. Pechino accusa: non è la prima volta. Avviata una nuova negoziazione

Nuove tensioni tra India e Cina. A scatenare lo scontro questa volta è lo stato di fermo di un militare cinese sulla riva meridionale del lago Pangong, nel Ladakh, zona contesa tra i due Paesi.

In un comunicato ufficiale, l’esercito indiano ha spiegato che il soldato dell’Esercito popolare di liberazione cinese aveva oltrepassato la linea di controllo effettiva ed era sul territorio indiano.  Per questo motivo è stato “trattenuto in custodia” ed è sottoposto alla procedura prevista finché si concludono le indagini sulla violazione. Secondo l’organo statale cinese Global Times, il soldato si sarebbe semplicemente “perso” in quella zona ed è stato catturato dalla parte indiana, ma Pechino e New Delhi sono in negoziazioni per risolvere la vicenda.

Questa non è la prima volta che accade un episodio simile. Come ricorda l’agenzia Nova, il 19 ottobre il ministero della Difesa indiano ha confermato l’arresto di un altro militare cinese nell’area di Chumar-Demchok, Ladakh orientale. L’uomo è stato identificato come il caporale Wang Ya Long. E dopo tre giorni è stato rilasciato.

Le tensioni tra India e Cina si sono riaccese dalla scorsa primavera, in seguito a due episodi contrapposizione fra truppe. A giugno dell’anno scorso si è tenuto il primo incontro nell’ambito militare, dove si è raggiunto l’accordo per il disimpegno della Valle del Galwan. Tuttavia, le truppe si sono scontrate proprio mentre era iniziato il ritiro.  Poi, una squadra indiana e una cinese si sono contrapposte in un corpo a corpo durato alcune ore.

Dopo il penultimo incontro è stato diffuso un comunicato in cui le parti si impegnano ad “attuare seriamente l’importante consenso raggiunto dai leader dei due paesi, rafforzare la comunicazione sul terreno, evitare incomprensioni ed errori di valutazione, cessare di inviare ulteriori truppe in prima linea, astenersi dal cambiare la situazione sul posto unilateralmente e dall’intraprendere qualsiasi azione che possa complicare la situazione”.

Infine, India e Cina hanno concluso che arriveranno ad “una soluzione sul disimpegno accettabile per entrambe il più presto possibile”.

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