Martedì in Georgia si decide chi avrà la maggioranza del Senato. Biden spera di mettere al sicuro la sua presidenza, mentre Trump irrita i repubblicani

Domani il presidente statunitense uscente Donald Trump e quello eletto Joe Biden saranno impegnati nelle ultime ore della campagna elettorale per i due seggi senatoriali in Georgia, ex roccaforte repubblicana espugnata a novembre dal candidato democratico. In palio ci sono il controllo della Camera alta degli Stati Uniti e, di conseguenza, il destino dell’agenda legislativa del presidente Biden. A testimonia l’importante delle due sfide ci sono investimenti e affluenza da record.

IL SENATO IN PALIO

Se martedì almeno uno dei due senatori repubblicani in carica, David Perdue e Kelly Loeffler, confermassero il loro seggio, allora l’Elefantino manterrà il controllo del Senato pur con una ristretta maggioranza. Il che significherebbe che i repubblicani avrebbero potere di veto sugli obiettivi più ambiziosi di Biden, ricorda l’agenzia Reuters. Se invece i democratici Jon Ossoff e il reverendo Raphael Warnock riuscissero a battere rispettivamente Perdue e Loeffler allora l’Asinello arriverebbe alla parità dei seggi (50-50), con il vicepresidente eletto Kamala Harris che diventerebbe decisiva.

GLI SFORZI DI TRUMP

In un duro articolo intitolato “Trump, the GOP arsonist” (Trump, l’incendiario del Partito repubblicano) Jim VandeHei e Mike Allen, i due fondatori di Axios.com, raccontano come il presidente uscente sia “dando fuoco al suo stesso partito e ai suoi leader mentre sta lasciando il potere”, deluso dal fatto che l’Elefantino non si sia schierato totalmente e inequivocabilmente dalla sua parte. Solo in questa settimana, scrivono i due giornali, Trump ha, tra le altre cose, alimentato dubbi sulla legalità delle elezioni per il Senato in Georgia; chiesto le dimissioni del governatore della Georgia Brian Kemp; alimentato le proteste contro la ratifica della vittoria di Biden attesa mercoledì; puntato il dito contro il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell, reo di essersi congratulato con il presidente eletto Biden.

LA DIVISIONE DEL GOP

Un Partito repubblicano compatto avrebbe potuto cantar vittoria per aver superato le aspettative nelle elezioni di novembre per la Camera dei rappresentanti e per il Senato, concludono i due giornalisti. Invece, è in balia dell’incendiario in uscita dalla Casa Bianca.

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