Il settore turistico ha risentito più di tutti delle conseguenze dell’epidemia, rappresentando il 14,9% dell’occupazione totale in Italia, settore nel quale le conseguenze di una crisi sarebbero incalcolabili, tenuto conto soprattutto dell’indotto delle attività collegate frequentemente svolte da microimprese.

Con la nomina del ministro Garavaglia e la creazione di un dicastero dedicato al turismo, le opportunità di ripresa del settore si moltiplicano decisamente. Per il definitivo scorporamento del Turismo dal Mibact bisognerà attendere un decreto ad hoc, ma il neoministro Massimo Garavaglia può già iniziare a lavorare. Si riparte dagli 8miliardi per turismo e cultura messi a disposizione dall’ultima versione del Recovery plan.

Il ministero con portafoglio affidato all’ex sottosegretario all’Economia del primo governo Conte avrà un potere effettivo e non solo di coordinamento. Da qui l’entusiasmo manifestato per la scelta del premier Mario Draghi dalle principali associazioni di categoria del settore. Il turismo, che prima del Covid valeva il 13 per cento del Pil tricolore e che oggi figura tra i settori più colpiti dalla pandemia, messo in ginocchio da lockdown, chiusure a corrente alternata e mancati ristori, spera in una svolta che possa mettere al centro del rilancio del settore, investimenti per la ripresa e sviluppo digitale per una maggiore ricettività degli operatori.

Gli obiettivi del nuovo ministero puntano a gestire la programmazione, il coordinamento e la promozione delle politiche turistiche nazionali, i rapporti con le Regioni e i progetti di sviluppo del settore turistico, le relazioni con l’Ue e internazionali in materia di turismo e i rapporti con le associazioni di categoria e le imprese turistiche.

Elaborerà e attuerà i piani di sviluppo e d’integrazione delle politiche turistiche nazionali, nonché di quelle europee e internazionali. Definirà le strategie per rilanciare la competitività dell’Italia sullo scenario internazionale, promuoverà iniziative per il sostegno alla realizzazione di progetti strategici per la qualità e lo sviluppo dell’offerta turistica, si coordinerà con l’Enit per valorizzare la ricchezza e la varietà delle destinazioni turistiche italiane. Infine, si occuperà dell’assistenza e della tutela dei turisti, provvederà alla programmazione e alla gestione di fondi strutturali e dulcis in fundo sensibilizzerà le giovani generazioni al turismo sostenibile.

Per rilanciare il settore e abbracciare le nuove tecnologie legate al comparto turistico, a gran voce è arrivato sia nel periodo della prima ondata di covid che nell’insediamento del nuovo esecutivo targato Draghi, l’appello dell’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori che, come punto di riferimento to dell’innovazione e tra le realtà più rappresentative dell’ecosistema, propose la costituzione un fondo straordinario di sostegno al mancato reddito per tutte le imprese del turismo organizzato mediante contributi a fondo perduto, in modo da poter aiutare le start up e le PMI del settore in un momento così delicato, unita alla firma del manifesto per il turismo italiano.

Per rilanciare uno dei settori chiave del Paese, l’auspicio ora è l’apertura e un dialogo tra i principali attori dell’ecosistema e del mondo innovazione per la creazione di un tavolo di confronto al fine di dare voce alla società civile e agli attori del mondo digitale. Obiettivo portare il loro prezioso contributo ai lavori del ministero del turismo e del ministro Massimo Garavaglia.

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