L’ultimo report di Morgan Stanley prevede una perdita del Pil per l’Europa fino al 6% nello scenario più grave per il periodo estivo. Quest’anno, a causa delle varianti, la possibilità di aperture sono minime

Anche questa del 2021 sarà un’estate con i conti in rosso. A causa del ritardo nelle campagne di vaccinazione, e la diffusione delle varianti del Covid-19, l’Europa rischia di perdere ancora a livello economico. La previsione arriva dall’ultimo report dalla banca Morgan Stanley. Gli scenari degli analisti “suggeriscono che la crescita del sud dell’Europa potrebbe subire una perdita tra l’1,5% e il 3% del Pil, in uno scenario di rischio moderato, raddoppiando al 3%-6% nel nostro scenario grave. In entrambi gli scenari, la Spagna, ha registrato il peggior crollo di qualsiasi grande economia nel 2020, in calo dell’11% su base annua.

Da quanto si legge nel report, i fattori “che conducono ad una riapertura più tardiva mettono a rischio una seconda estate, che potrebbe aumentare le differenze tra il nord e il sud (dell’Europa, ndr) bloccando la fine delle restrizioni”.

Lo studio specifica che l’estate del 2020 si è potuto salvare parzialmente grazie esclusivamente alla fine delle limitazioni e alle buone condizioni climatiche, che hanno ridotto la trasmissione del virus rispetto alla primavera. Tuttavia, “siamo scettici rispetto ad una situazione simile, giacché sono apparse nuove varianti, che sembrano essere più contagiose e pericolose”, sostengono da Morgan Stanley.

Le entrate del turismo in Europa potrebbero crollare del 6% e l’occupazione dell’8%. I Paesi più colpiti: Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. Ma la situazione dipenderà anche dalle limitazioni in vigore in due dei mercati più importanti: Regno Unito e Germania.

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