Con il ministro Lorenzo Guerini, l’Aeronautica militare ha festeggiato a Roma i suoi primi 98 anni. Una cerimonia inevitabilmente ridotta dalla pandemia, per il secondo anno di fila, ma densa di significato, di simboli e di “futuro”. Tra salto tecnologico e scenari imprevedibili, la Forza armata si conferma “un’eccellenza”

Forte di un passato al servizio del Paese, pronta a un futuro tecnologico e denso di sfide. È l’Aeronautica militare, che oggi ha festeggiato i suoi primi 98 anni di vita. Con tutte le cautele imposte dalla pandemia, la cerimonia ha avuto luogo a Roma, alla presenza del ministro della Difesa Lorenzo Guerini e delle alte cariche civili e militari. A fare gli onori di casa il capo di Stato maggiore, Alberto Rosso (qui la nostra intervista), per una cerimonia condita dal giuramento degli allievi del corso Borea VI dell’Accademia di Pozzuoli, i primi nella storia della Forza armata a pronunciare il solenne “lo giuro” nel piazzale di Palazzo Aeronautica, che contestualmente festeggia i suoi novant’anni. Sopra tutti, la Pattuglia acrobatica nazionale, puntuale nel disegnare un tricolore nel cielo della Capitale.

DAL PASSATO AL FUTURO

Un anniversario festeggiato “con un pensiero rivolto al passato e lo sguardo proteso, come da sempre, verso il futuro”, ha detto il ministro. L’obiettivo? “Continuare a dare concretezza a quello straordinario patrimonio di ideali e di valori che da quasi un secolo mette a disposizione del Paese, e che hanno reso grande la sua storia”. Una storia “gloriosa – ha aggiunto Guerini – testimone di un presente caratterizzato da altissime competenze umane, professionali e tecnologiche; avviata verso un ambizioso futuro”, nell’affermazione di “quelle peculiari competenze in ambito aerospaziale che ne fanno centro unico di eccellenza, in chiave interforze, e componente abilitante nell’ambito della più ampia strategia nazionale”.

VERSO SCENARI INCERTI

D’altra parte, proprio la pandemia (che ha visto l’Aeronautica coinvolta sin dall’inizio dell’emergenza), ha mostrato l’imprevedibilità degli scenari che abbiamo di fronte. “Il futuro che ci attende – ha detto Guerini – sarà ancora più incerto e in rapida evoluzione rispetto a quanto ci aspettassimo qualche anno fa, con situazioni di crescenti instabilità, che ci coinvolgeranno sempre più direttamente, anche per ragioni di prossimità geografica ai principali teatri di crisi, ai quali il nostro Paese deve rispondere con uno strumento militare adeguato e credibile”. E così l’Arma azzurra “dovrà continuare a sostenere, nell’ambito dello strumento militare nazionale e in sinergia con le altre Forze armate, i suoi compiti specifici sia al servizio del Paese che per la salvaguardia della sicurezza e della stabilità internazionale, nell’area euro-atlantica, in quella euro-mediterranea, nonché nelle nuove aree di crescente interesse strategico”.

IL VALORE TECNOLOGICO…

Ma se gli scenari diventano più complessi, e le esigenze di sicurezza aumentano, allora occorre accrescere anche l’impegno, nonché gli investimenti a supporto delle Forze armate. “L’Aeronautica militare – ha ricordato il ministro – ha adottato da tempo scelte previdenti per garantirsi capacità operative ed eccellenze tecnologiche di altissimo livello, che già oggi la vedono proiettata verso sistemi d’arma, competenze e know-how per sostenere le sfide del futuro, rispondere alle necessità operative della nostra Difesa, posizionarsi tra le forze militari più evolute al mondo”.

…E DEGLI INVESTIMENTI

È dunque “necessario”, ha aggiunto Guerini, “continuare ad assicurare un flusso continuo e adeguato di risorse per gli investimenti in Difesa e sicurezza”. Di più: “Non nutro dubbi sull’opportunità di continuare ad investire in questi settori, per rafforzare la capacità dell’apparato statale di resistere e reagire alle crisi”. Il governo, ha assicurato il titolare di palazzo Baracchini, “ha lavorato e sta lavorando concretamente in tal senso a garanzia della sicurezza, sempre nel rispetto dei bisogni dei cittadini e di ciò che è necessario al Paese”.

PRONTI AL FUTURO

La Forze armata è pronta a cogliere la sfida. “Siamo giovani come giovane è il mezzo aereo, ma siamo tra le Aeronautiche più anziane”, ha ricordato il generale Rosso. Eppure, “in meno di un secolo il nostro Paese si è dotato di una Forza armata all’altezza dei tempi, rilevante e capace di esprimere un potere aerospaziale in tutte le declinazioni”. Oggi l’Arma azzurra è dunque “proiettata verso sviluppo e tecnologie a vantaggio dell’intera collettività”. Dalla quarta alla quinta generazione, dalla logica interforze al concetto di multi-dominio, fino alla proiezione spaziale e alla sesta generazione del Tempest.

VERSO IL CENTENARIO

“Ci prepariamo per i cento anni, guardando alle sfide future, alla tecnologia, all’innovazione e alla connettività”, ha detto poi Rosso ai giornalisti, a margine della cerimonia, con alle spalle tutte le bandiere di guerra dei reparti e degli istituti di formazione, riunite nel salone degli eroi. Non accadeva dal 1937, alla vigilia della consegna di quelle stesse bandiere agli Stormi della Regia Aeronautica. E ora, “stiamo dimostrando di ottenere risultati e successi – ha rimarcato il generale – e con orgoglio posso dire che siamo guardati anche dagli stranieri, che vedono nell’Aeronautica militare italiana una forza armata che ha qualcosa di insegnare”. Un esempio su tutti, l’F-35, avanzato velivolo di quinta generazione: “siamo stati tra i primi Paesi a impiegarlo e integrarlo”. Ora, ha concluso, “la vera sfida è portare tutto al livello della quinta generazione”.

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