Innovazione, startup, educazione finanziaria, Unicorni e giovani. Ne parliamo con Elena Lavezzi, Head of Southern Europe di Revolut.

Qual è l’aspetto più innovativo di Revolut?

L’esperienza personalizzata e di alto livello che offriamo al cliente. Cerchiamo continuamente modi nuovi per migliorarci e lo facciamo anche grazie ai feedback dei clienti con cui abbiamo un rapporto diretto e costante. Vogliamo che tutti i clienti – da chi è più esperto di app a chi invece è magari meno tecnologico – possano effettuare le proprie operazioni facilmente e in modo sicuro: che si tratti di pagare in un negozio, di effettuare un bonifico o di personalizzare le funzionalità del proprio conto e della carta.

Quali sono gli ingredienti per far crescere velocemente una startup?

Sviluppare la tecnologia in-house in modo da poter progettare nuove soluzioni autonomamente che ci permettono di crescere molto più rapidamente. Possiamo offrire ai nostri clienti qualsiasi cosa, dai servizi mainstream a quelli più ricercati, e diamo loro la possibilità di personalizzare la nostra offerta in base a ciò di cui hanno bisogno. Inoltre – non meno importante – i talenti. Assumiamo dei veri A-player, persone che credono nel prodotto, ambiziose, capaci di trovare soluzioni ingegnose ai problemi e che sappiano lavorare in team riconoscendone il valore. Quando lavori con persone giuste, competenti e motivate, unite a una visione e a una strategia vincenti hai già molto di ciò che ti serve per raggiungere il successo.

L’Italia è molto indietro rispetto all’educazione finanziaria. Cosa suggerisci per recuperare questo gap?

L’educazione finanziaria è un tema che ci è molto caro, abbiamo lanciato Revolut Junior proprio perché pensiamo che certe conoscenze debbano essere insegnate fin dall’infanzia in modo da poter gestire il denaro in modo corretto, efficace e responsabile da adulti. Italia e Sud Europa sono indietro rispetto ai Paesi del Nord Europa e lo vediamo soprattutto ora che si parla molto di cashback e incentivi per i pagamenti digitali. Qualcosa però si sta muovendo a livello di sistema, ci auguriamo che si continui ad andare in questa direzione e che certe abitudini si integrino nella vita quotidiana sempre di più – dai pagamenti con carta a una gestione del denaro più evoluta e consapevole – magari anche grazie a iniziative di educazione finanziaria nelle scuole ma anche destinate agli adulti.

Elena Lavezzi
Elena Lavezzi

Hai lavorato per 3 Unicorni. Mai come in questo periodo ci sono le condizioni finanziarie per un input importante alle imprese innovative, eppure l’Italia non sta giocando la sua partita in fatto di unicorni. Quali sono i fattori che penalizzano il nostro Paese?

Principalmente due: una burocrazia poco snella e poca disponibilità di investimenti. Ed è un vero peccato perché l’Italia ha molti talenti e molte idee. Ma sono positiva: credo nel potenziale italiano e, considerati i recenti investimenti raccolti da alcune scale-up, sembra che si ci siano buone (e nuove) possibilità di crescere anche da noi.

Se dovessi dare 3 consigli ad un giovane che si sta approcciando oggi al mondo del lavoro, quali sarebbero?

Sporcati sempre le mani anche con ciò apparentemente non riguarda strettamente il tuo ambito di competenza. Guardati sempre intorno per restare il più possibile informato sul tuo settore (e non solo). Ascolta l’istinto e quando è il momento… buttati!

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