Il rover Perserverance ha registrato 16 minuti di audio in una delle sue prime passeggiate su Marte. Il suono metallico è prodotto dalle sei ruote sulla rocciosa superfice marziana, ma si sente anche uno “strano” graffio, che la Nasa sta studiando. Intanto, potrebbe partire a breve il drone Ingenuity

Dopo le immagini spettacolari dei tramonti marziani, arrivano sulla Terra anche i primi “suoni” del Pianeta rosso. Li ha registrati Perserverance, il rover della Nasa che da un mese opera su Marte, ormai pronto a iniziare la raccolta di campioni in vista della futura missione per il loro recupero e trasporto sulla Terra.

A registrare i rumori marziani c’è un apposito microfono, montato sul modulo Edl che è rimasto operativo sul rover. Il microfono è stato ideato soprattutto per seguire la delicata fase di ingresso, discesa e atterraggio (Edl, appunto), i sette minuti da brivido con cui il prezioso carico scientifico è passato da una velocità di oltre 5.500 metri al secondo e una temperatura di 1.300 Celsius (sopportabile solo grazie allo scudo protettivo) a una velocità di poche decine di centrimetri al secondo e una temperatura di circa -60. Ora però il microfono aggiunge dettagli alla missione. Ha registrato ben 16 minuti di audio, raccolti durante una passeggiata di 27,3 metri che Perseverance ha compiuto lo scorso 7 marzo nel cratere Jezero.

“Molte persone, quando vedono le immagini, non pensano che le ruote siano di metallo”, ha detto Vandi Verma, senior engineer e pilota di rover presso il Jet Propulsion Laboratory della Nasa. “Quando si guida con queste ruote sulle rocce – ha aggiunto – in realtà si produce molto rumore”. Gli ha fatto eco Dave Gruel, ingegnere capo per il sottosistema dell’Edl che comprende fotocamera e microfono: “Se sentissi questi rumori alla guida della mia macchina, accosterei e chiederei un rimorchio; tuttavia, se consideriamo ciò che stiamo ascoltando e dove è stato registrato, tutto questo ha perfettamente senso”.

L’audio aiuta così a immedesimarsi nell’ambiente marziano, non senza finalità dal punto di vista scientifico. Sono infatti due le versioni della registrazioni rilasciate al pubblico. La prima è grezza, non filtrata, e comprende anche un “graffio acuto” su cui gli esperti della Nasa stanno lavorando. Secondo le prime analisi, potrebbe essere un’interferenza elettromagnetica prodotta da altri sistemi di Perseverance, oppure un ulteriore risultato dell’interazione tra il rover e la superficie. D’altra parte, spiega l’agenzia americana, il microfono non è stato progettato per le operazioni di superficie. La seconda versione dell’audio (90 secondi) è invece lavorata, e unisce tre segmenti ritenuti più significativi della passeggiata marziana.

Ma non è l’unico audio marziano. Un secondo microfono è difatti integrato nella SuperCam, già protagonista di alcune immagini spettacolari. Durante i test iniziali, ha già trasmesso a terra il rumore del vento di Marte, nonché il “ticchettio” delle rocce colpite dal laser con cui Perseverance valuta la loro struttura e composizione.

Tutto questo servirà a rendere più precisa la ricerca di campioni utili alla missione, da raccogliere in vista del corposo programma “Mars Sample Return” (a cui partecipa anche l’Italia) che dovrà riportarli a Terra. Nel frattempo è andata avanti la ricerca di un punto adatto alla partenza di Ingenuity, l’altra grande novità della missione. È il piccolo drone-elicottero che dovrà testare la fattibilità del volo nell’atmosfera del Pianeta rosso. Il posto giusto “è stato trovato”, ha spiegato ieri la Nasa, e ora parte la pianificazione per avviare fino a cinque voli di prova del giro di un mese.

(Foto: NASA/JPL-Caltech)

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