Schierato su un eliporto naturale nel cratere Jezero, il piccolo elicottero Ingenuity è quasi pronto a testare la fattibilità del volo su Marte. Non sarà facile, visto che la densità dell’aria è l’1% di quella terrestre e che le gelide temperature notturne possono rovinare i componenti elettrici. Ecco i piani della Nasa

È quasi tutto pronto per il primo storico volo di un veicolo motorizzato su Marte. Ci proverà tra qualche giorno Ingenuity, il piccolo drone-elicottero condotto sul Pianeta rosso dal rover Perseverance della Nasa, chiamato a una sfida mai tentata prima d’ora: volare su un pianeta diverso dalla Terra.

In realtà, la prima sfida Ingenuity l’ha già vinta qualche giorno fa. Rilasciato dalla “pancia” del rover Perseverance, è riuscito a sopravvivere alla gelida notte marziana, con temperature inferiori ai -90 gradi centigradi, rischiose per le varie componenti del drone (a partire dalla batteria). Tutto il prezioso carico è invece risultato protetto a dovere. È tutto contenuto in un sistema dal peso complessivo inferiore ai due chilogrammi (1,8), per una larghezza a terra di 1,2 metri tra le quattro piccole gambe, sovrastate dal corpo cubico e da due eliche, necessarie a spiccare l’atteso primo volo.

La sfida è ambiziosa. La gravità di Marte è un terzo di quella terrestre, ma la densità dell’aria sulla superficie è pari all’1% di quella all’interno della nostra atmosfera. È d’altra parte proprio questa la missione di Ingenuity: testare la fattibilità del volo nell’atmosfera del Pianeta rosso. “Quando il rover Sojourner della Nato atterrò su Marte nel 1997, dimostrò che muoversi sul Pianeta Rosso era possibile, ridefinendo completamente il nostro approccio all’esplorazione di Marte”, ha detto Lori Glaze, direttore per le Scienze planetaria della Nasa. “Allo stesso modo – ha aggiunto – vogliamo conoscere il potenziale di Ingenuity ha per il futuro della ricerca scientifica”.

Se i test sui vari componenti daranno i risultati attesi, il volo inaugurale potrebbe essere eseguito già l’11 aprile, con i dati sul suo risultato attesi a terra il giorno dopo. Parteciperà anche un pezzo di storia terrestre. A bordo del piccolo elicottero la Nasa ha messo infatti un minuscolo frammento del tessuto dell’aereo dei fratelli Wright, il “tributo” al primo volo sulla Terra della missione che punta a realizzare il primo volo (motorizzato) su Marte.

Dopo l’arrivo su Marte il 18 febbraio, rover Perseverance ha iniziato da qualche settimana le proprie attività, con i primi piccoli scavi corredati da una galleria fotografica mai registrata finora sulla superficie marziana. Sono già arrivati anche i primi suoni (metallici) delle sue passeggiate, compiute anche per individuare il luogo adatto al rilancio di Ingenuity e al suo successivo decollo. Non è stato facile, visto che i requisiti chiedevano uno spazio piatto, privo di ostacoli pari a 10 metri per 10, un piccolo eliporto naturale nel cratere Jezero su cui è piombato Perseverance.

Per Ingenuity il primo volo non sarà comunque particolarmente lungo. Sarà il centro di controllo del Jpl della Nasa a dare il via alle operazioni. Servirà la luce verde dall’unità di analisi ambientale “Meda” a bordo del rover, capace di analizzare i venti e le temperature sulla superficie. Se il controllo darà risultati soddisfacenti, Ingenuity accenderà il motore e farà girare i rotori fino a 2.537 giri al minuto. Ciò permetterà di salire a una velocità di un metro al secondo fino a tre metri di altezza. Lì dovrebbe restare per un massimo di trenta secondi, per poi tornare sulla superficie. Servirà qualche ora per inviare i dati a Perseverance, che a sua volta li manderà a terra insieme alla immagini che cercherà di scattare sul volo del drone. Se tutto andrà per il meglio, potrà realizzare fino a cinque voli di prova del giro di un mese.

La missione di Ingenuity si affianca al piano di lavoro di Perseverance. Il drone ha portato su Marte un carico superiore del 50% rispetto a quello condotto nel 2012 da Curiosity (era la missione Mars Science Laboratory). Il compito principale è la raccolta di alcuni campioni di polvere marziana, in vista della futura missione per il loro recupero e trasporto a Terra. È il programma “Mars Sample Return”, sviluppato dalla Nasa in collaborazione con l’Esa, a cui partecipa anche l’Italia, composto da una serie di missioni in successione fino al prossimo decennio.

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