Atlantic Council e Ispi celebrano i 160 anni di relazioni Usa-Italia. La solida relazione commerciale può crescere nel segno dei valori condivisi, della sostenibilità e dell’inclusività

L’evento celebrativo dei 160 anni di relazioni tra Usa e Italia, patrocinato da Atlantic Council e Ispi, porta alla luce un rapporto rock solid tra Roma e Bruxelles. Sia politicamente, come ha rimarcato il ministro degli esteri Luigi Di Maio, che economicamente, come attestano gli oltre 100 miliardi in dollari di import/export tra i due Paesi.

Naturalmente, c’è spazio per migliorare. L’espressione “valori condivisi” è stata il filo rosso che è corso attraverso la seconda parte del webinar, dedicata al lato commerciale della relazione Roma-Washington, perché è appunto su questi che si baseranno le strategie commerciali a prova di futuro: intelligenza artificiale (IA), 5 e 6G, tecnologia sostenibile ed equa.

“Con la Nuova Via della Seta stiamo assistendo alla balcanizzazione di internet” ha detto Charles Clancy, chief futurist della MITRE Corporation. Due modi intendere il mondo, uno aperto e uno tendente all’autocrazia, che formeranno il mondo digitale di domani; motivo per cui la collaborazione occidentale in ambito tech non è mai stata così importante.

Per Francesca Rossi, global leader di etica relativa all’IA a IBM, si tratta di costruire un futuro in cui l’essere umano è posto al centro. L’IA, in grado di prendere decisioni considerando dosi massicce di dati, riflette i valori dei suoi architetti; dunque un’IA che sia veramente al servizio dell’uomo va sviluppata mediante la collaborazione di Paesi con gli stessi valori. Si tratta di una sfida troppo grande per una nazione singola, troppo importante per non essere innervata dei principi che – ci si auspica – devono disegnare il futuro.

Perciò occorrono partnership, tra governi come tra le aziende, perché anche queste hanno responsabilità chiave nell’alimentare la ripresa economica, ha sottolineato Emma Marcegaglia, rappresentante del B20 (summit tra realtà commerciali dei Paesi del G20) per l’Italia. Vale anche per il cambiamento climatico, dove l’approccio deve essere”pragmatico e concreto” secondo l’imprenditrice: serve una tassa sul carbone globale, segnali chiari da parte dei governi del mondo per far sì che gli investimenti delle compagnie (e la ricerca delle università) si concentrino nel settore green.

Sempre di collaborazione ha parlato Karan Bhatia, vicepresidente di affari governativi e politiche pubbliche presso Google. L’ex diplomatico si è detto estasiato della volontà espressa dalla Commissione europea di creare un Consiglio di commercio e tecnologia tra Ue e Usa, capace di trovare una sponda nell’amministrazione di Joe Biden. Una cornice perfetta per “accelerare il dialogo sui problemi di commercio”, processo che può essere favorito dalla presidenza italiana del G20.

“Per l’industria tecnologica l’ultimo anno è stato un passo in avanti significativo,” ha detto Bhatia. A Google non pensano che il mondo tornerà esattamente com’era prima della pandemia, realtà come lavoro remoto e commercio digitale non faranno che consolidarsi. Motivo per cui la condivisione di know how, il rafforzamento dei rapporti tra Italia e Usa e la fiducia reciproca sono ingredienti per un impulso positivo da ambo i lati dell’Atlantico.

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