«Il teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto terra. Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco».
Victor Hugo

Con questo straordinario “passaggio” di Hugo si apre egregiamente l’opera collettiva “Riaprire i sipari” che propone un catalogo di idee in maniera chiara e immediatamente operativa. I contributi presenti nelle pagine del neonato volume risentono tutti di esperienze sul campo e si pongono come necessario approccio al ventaglio delle possibilità offerte dalla promozione e valorizzazione culturale
Albeggi Edizioni con questo terzo Quaderno della collana Esperimenti intende lanciare un manifestazione di interesse nei confronti di tutti coloro che a vario titolo possano decidere sia a livello nazionale sia a livello locale per cambiare il vento, il corso delle cose con strumenti in grado, finalmente, di invertire la rotta.
E’ una preziosa operazione editoriale poiché a costi veramente ridotti e dunque davvero alla portata di tutti il lettore possiede un manuale e al tempo stesso uno strumentario che si distingue per capacità creativa e di sintesi.
Antonio Capitano, curatore di questo lavoro dalla autorevole architettura trasversale, ha raccolto dei pregiati contributi intersettoriali, componendo un mosaico di voci attente e concrete. Lo stesso Capitano afferma, preliminarmente, che occorre puntare su due fattori fondamentali: un riformismo culturale e una Programmazione di breve e medio periodo.
Tali fattori sono stati opportunamente e sapientemente scomposti attraverso i rispettivi contributi che hanno il pregio di indagare altrettanti microcosmi propri delle materie di competenza. Alle immagini di un Hopper che esprime solitudine e desolazione e giunto il momento di contrapporre la vivacità di un sipario che finalmente si riapre, spalancando le porte alla cultura che porta benessere per gli operatori e per gli spettatori. Le ultime indicazioni governative sono ormai in questo senso, confidando nell’applicazione attenta di tutte le misure che servono per evitare anche la più piccola possibilità di rischio.
Tuttavia “ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco” che aspettano di entrare in scena e così dopo una fermata obbligata è necessario far ripartire la macchina a seguito di una adeguata manutenzione. Ecco perché questo volume si pone come fondamentale punto di riferimento e la scelta di un percorso ispirato da Fellini rende le pagine animate da una straordinaria capacità creativa e propositiva.
Significativo il primo intervento militante dei Bauli in Piazza ( proprio oggi saranno di nuovo all’aperto per affermare che “vogliamo portare il nostro contributo, dare la nostra visione e stimolare le istituzioni a intraprendere una strada di riforme che affrontino l’emergenza in maniera strutturale e non solo temporanea, ma che gettino anche le basi per il futuro sostenibile del settore”. Ma tutto il resto del volume è altrettanto militante perché tutti gli autori hanno profuso un impegno particolare per consentire agli addetti ai lavori e non di avere a disposizione elementi indispensabili per ragionare in termini disciplinari e segnatamente di economia della cultura.
Il volume è talmente completo ed equilibrato che ogni tentativo di recensirlo sarebbe riduttivo se non affermando che queste pagine giungono proprio nel momento giusto e sono davvero essenziali per un cambio di rotta recante nuove progettualità tese ad anticipare i tempi senza ritardi. Ecco non bisogna più perdere tempo, questo è il motivo conduttore di ciascuna “costruzione” di questo illuminante catalogo di idee. La terminologia utilizzata varia a seconda dei comparti rappresentati e comprende anche lo scenario introdotto dal digitale che ormai ha assunto un ruolo non più complementare ma essenziale. La pandemia ha azzerato convinzioni e consuetudini rapidamente sostituite, per necessità e virtù, con adeguate alternative per rilanciare davvero il settore della cultura, privilegiando le proposte alle riflessioni per una sostanziale ripartenza. Cinema, Teatri, Librerie, Spettacolo dal vivo sono mentre si scrive al centro degli interessi nazionali come se fossero occasioni di benessere per un approccio terapeutico di spettatori relegati all’immobilismo televisivo. Un discorso a parte meritano i musei poiché la rispettiva gestione necessita, oggi più che mai, di un radicale ripensamento in termini innovativi e coinvolgenti verso un pubblico di visitatori di giovane età. Il Museo quale baluardo territoriale e che nello spirito del luogo potrebbe offrire testimonianza e sviluppo locale. E’ del tutto evidente la fondamentale visione di metodologie progettuali con modelli di riferimento propri di una visione “imprenditoriale” di alto respiro europeo e con tutte le possibili connessioni tra innovazione sociale e sviluppo economico.
Ecco perché il volume Riaprire i Sipari si pone davvero come esemplare “modello” in grado di sintetizzare il meglio della produzione di idee utili per cambiare il corso delle cose e con esso questo Paese che attende di ripartire dai tempi precedenti alla pandemia.

RIAPRIRE I SIPARI
Rilanciare il settore della cultura
dopo la pandemia da Covid-19: riflessioni e proposte per la ripartenza
A cura di Antonio Capitano
Con i contributi di: Tiziano Rossi, Gianni Andrei, Clelia Arduini, Claudio Bocci, Giovanna Barni, Giovanna Romano, Franco Broccardi, Vincenzo Santoro, Massimiliano Zane, Giusy Sica, Fabio Viola, Cristiano Leone, Michele Genchi, Viviana Toniolo

Le chiusure provocate dalla pandemia da Covid-19 hanno messo in ginocchio il mondo della cultura e dello spettacolo e i suoi addetti. Nel terzo Quaderno della raccolta di Albeggi Edizioni sull’Italia post Covid, dal titolo “Riaprire i sipari”, Antonio Capitano raccoglie, a un anno dal primo lockdown, una serie di contributi di esperti di vari comparti di questo variegato settore – eventi, teatro, programmazione culturale pubblica e privata, editoria, turismo – con l’obiettivo di individuare spunti e proposte per la ripartenza.
La protratta chiusura di cinema, teatri, musei, parchi culturali e il blocco di ogni genere di spettacoli dal vivo e di manifestazioni artistiche ha impattato pesantemente sul lavoro e sul reddito di migliaia di addetti. I dati, secondo varie fonti, sono allarmanti: eventi, cinema e teatro, mostre ed esposizioni, concerti, nel 2020 hanno perso tra il 70% e il 90%. Gli addetti senza lavoro o in cassa integrazione a febbraio 2021 sono 140 mila stimati (solo poco più di 48mila sostenuti dai ricoveri). Le chiusure hanno anche lasciato migliaia di luoghi e beni culturali senza quella costante manutenzione che solo la loro assidua fruizione può garantire e hanno privato la popolazione per lunghi mesi di occasioni non solo di svago, ma anche di quell’arricchimento di conoscenza, senso e bellezza che la cultura porta agli esseri umani.
L’apporto del settore della cultura a quella che deve essere una ricostruzione di un’Italia ‘nuova’ è potenzialmente enorme, in termini di occupazione, di imprenditorialità, di attrazione turistica, ma anche di ‘riapertura’ del dialogo internazionale, di crescita civica. La strategia per accompagnare la ripartenza del settore deve andare oltre il sostegno alla disoccupazione e la temporanea assistenza alla mancanza di entrate e deve guardare a una rivalutazione del ruolo della cultura come motore del Paese. Unanime, da parte dei contributori al volume, è la richiesta di interventi strutturali e non emergenziali: la cultura è un asse portante dell’economia italiana e va rilanciata con risorse, idee, formazione, innovazione per farne un driver della ricostruzione del Paese.

ISBN cartaceo: 9788898795635
ISBN ebook: 9788898795659

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