Primo Consiglio supremo di Difesa per il governo guidato da Mario Draghi. La Libia è la “priorità”, mentre il rientro dall’Afghanistan non sarà un abbandono. E dal Colle è tornato il messaggio sugli investimenti destinati al comparto: “un’opportunità di sviluppo per il Paese”

Investire nella Difesa è “un’opportunità di sviluppo per il Paese “, anche e soprattutto “nella fase di recupero e resilienza post pandemia, soprattutto nei settori ad alta tecnologia”. È il messaggio che arriva dal Quirinale, dove oggi il capo dello Stato Mattarella ha presieduto il Consiglio supremo di Difesa, il primo dell’era di Mario Draghi. Al Colle, insieme al premier, sono saliti i ministri Luigi Di MaioLuciana LamorgeseDaniele FrancoLorenzo GueriniGiancarlo Giorgetti e il capo di Stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli. Come da prassi, hanno partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti e il generale Rolando Mosca Moschini, segretario del Consiglio supremo. Il primo messaggio è stato per il contributo alla Difesa nella lotta al Covid-19, con un “riconoscimento per l’impegno a tutto campo profuso dalle Forze Armate in più di un anno di pandemia”.

TRA NATO E DIFESA EUROPEA

Poi è stata la volta delle iniziative tra Nato e Unione europea, “che restano i pilastri della politica di sicurezza e difesa del nostro Paese, chiamate a reagire prontamente all’emergenza sanitaria e agli effetti che essa sta determinando sullo scenario strategico”. L’Italia, si legge nella nota del Quirinale, “sostiene tutte le misure volte ad accrescere la loro efficacia al fine di perseguire con successo la pace e la sicurezza internazionale”. Il riferimento non è casuale. In un mondo reso più incerto dalla pandemia, entrambe le organizzazioni sono impegnate in un processo di riflessione interna. La riunione del Consiglio supremo di Difesa è avvenuta a un mese esatto dal vertice dei capi di Stato e di governo della Nato.

LE RIFORME IN CORSO

In programma il 14 giugno, porterà Joe Biden al suo primo viaggio in Europa da presidente degli Stati Uniti. Il summit accoglierà la riflessione strategica “Nato2030” elaborata dal segretario generale Jens Stoltenberg (con molteplici input) e lancerà il processo di definizione del nuovo Concetto strategico.  Per l’Unione riguarda la nascente Difesa comune. La scorsa settimana, l’Alto rappresentante Josep Borrell ha presieduto a Bruxelles il Consiglio Ue nel formato Difesa, che ha dato ulteriore slancio allo Strategic Compass. È la “bussola strategica”, attesa per il 2022, che dovrà dare omogeneità a interessi e obiettivi tra gli Stati membri, da cui discendere impegni e priorità. L’Italia guida i lavori sul tema dei “partenariati per la sicurezza”, rilevanti sia per i rapporti con la Nato, sia per lo sguardo di entrambe le organizzazioni verso sud, nel Mediterraneo, verso il nord Africa.

IL CONTESTO DI SICUREZZA

Ciò si lega alla seconda parte dell’agenda di oggi al Quirinale: “le minacce e i rischi che caratterizzano le numerose aree di crisi e i teatri operativi”. Il quadro è complesso. “La pandemia – spiega il Colle – sta aggravando la situazione socioeconomica delle regioni più fragili, con conseguenze di carattere umanitario ed implicazioni anche sulla sicurezza delle popolazioni”. In tale contesto, “il terrorismo transnazionale potrebbe trovare nuovi spazi di manovra e resta una minaccia preoccupante, che deve essere contrastata con un’azione decisa, di carattere multilaterale e nell’ambito delle iniziative della Comunità Internazionale”. Tra i teatri particolarmente attenzionati dall’Italia: Libia, Afghanistan e Iraq.

TRA LIBIA…

La Libia “permane in una situazione critica e costituisce una priorità per il nostro Paese, nel quadro di una strategia nazionale che vede il proprio baricentro nel bacino del Mediterraneo”, chiarisce il Quirinale. Di più: “L’Italia sostiene con convinzione il nuovo Governo di unità nazionale e il processo di riunificazione e normalizzazione supportato dalle Nazioni Unite, nell’interesse primario del popolo libico e per la stabilità dell’intera regione”. In termini pratici, l’Italia lavora per rafforzare l’azione europea, iniziando dall’operazione EuNavFor-Med Irini, al comando dell’ammiraglio Fabio Agostini, e per attivarne il ruolo di addestramento in favore della Marina e della Guardia costiera libica.

…E AFGHANISTAN

Sull’Afghanistan il tema è il rientro che “nel rispetto delle decisioni dell’Alleanza Atlantica, dovrà avvenire in una cornice di massima sicurezza, secondo i piani elaborati in accordo con gli alleati”. L’Italia, ribadisce la nota odierna, continuerà “a sostenere il Paese, sotto il profilo della cooperazione allo sviluppo, per consolidare i progressi compiuti”. In parallelo c’è l’impegno in Iraq, per cui l’Italia si è candidata a guidare la rafforzata missione della Nato. Nel Paese “è necessario continuare ad operare, assieme al governo e alle istituzioni del Paese, al fine di garantire la cornice di sicurezza indispensabile per ricostruire un clima di tolleranza e di inclusione sociale, precondizione per un futuro di pace e sviluppo”.

GLI INVESTIMENTI PER IL PAESE

Ultima parte dell’agenda, come di consueto, per lo stato di salute della Difesa. Il presidente ha ribadito un messaggio già inviato in passato alla politica: “Gli investimenti in favore del comparto costituiscono un’opportunità di sviluppo per il Paese e possono fornire un contributo fondamentale nella fase di recupero e resilienza post pandemia, soprattutto nei settori ad alta tecnologia”. Parole che suonano particolarmente attuali nella prospettiva del Pnrr, per cui il settore della Difesa ha dato disponibilità a partecipare, soprattutto sui canali della digitalizzazione e della sicurezza complessiva del sistema-Paese. Infine, altro messaggio consueto, “è stata ribadita la necessità di procedere con determinazione nel processo di integrazione interforze delle Forze armate, al fine di impiegare al meglio le risorse a disposizione ed accrescere l’efficacia complessiva del sistema Difesa”.

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