Può un eterno torneo virtuale di analisti e 007 restituire previsioni più accurate di quelle tradizionali? Sì, ma non solo – in Inghilterra e Usa è già realtà

E se la previsione probabilistica di scenari geopolitici, assieme all’analisi di intelligence, diventassero un gioco? Se il valore di un analista/giocatore dipendesse esclusivamente da quante ne ha azzeccate nel tempo? Se le previsioni di un oscuro analista fossero consistentemente più accurate di quelle degli esperti? E se tutto questo apparato funzionasse, si potrebbe mettere al servizio di un governo? Sembra la trama di un episodio di Black Mirror, ma è molto reale: è il Cosmic Bazaar.

Si tratta di un “torneo” di intelligence promosso dal governo britannico, nato ad aprile 2020 e riservato a qualche centinaio di analisti della comunità di intelligence d’oltremanica e di alcuni Paesi alleati. Il funzionamento della piattaforma è brutalmente semplice: utilizzando solo informazioni nel dominio pubblico gli utenti possono inviare predizioni relative a ciascuna delle 30-40 domande sempre online. Come si fletterà la curva dei contagi? Di quanto si ritrarrà il ghiaccio artico? La Cina invaderà Taiwan? Quando?

Il sistema si basa su una manciata di idee fondamentali, spiega l’Economist. Come la teoria della “saggezza della folla”, illustrata nel 1907 dallo statistico Francis Galton quando questi osservò che il valore mediano delle stime di 800 persone a cui veniva chiesto di indovinare il peso di un bue a una fiera poteva arrivare all’1% di approssimazione rispetto alla risposta esatta.

Questo concetto oggi è noto come crowdsourcing ed è stato studiato da esperti come il professor Philip Tetlock, dell’Università della Pennsylvania, i quali hanno dimostrato che spesso le previsioni degli esperti non sono più precise del puro caso e che esistono dei “chiaroveggenti” capaci di previsioni accuratissime grazie al modo ultrarazionale in cui analizzano un dato scenario. In America, dove questi tornei accadono nella comunità di intelligence da circa un decennio, un gruppo di chiaroveggenti guidato dallo stesso Tetlock si è rivelato più accurato di almeno un terzo rispetto ai gruppi di ricerca tradizionali.

Gli 007 britannici si sono ispirati proprio a loro, agli americani dell’Intelligence Advanced Research Projects Activity (IARPA), quando hanno creato il Cosmic Bazaar. Tra i circa 200 analisti abituali una ventina sono “incredibilmente accurati”, ha detto all’Economist Charlie Edwards, che addestra gli analisti della regina. Sono “ossessionati” dal loro punteggio Brier, che ne misura l’accuratezza delle previsioni nel tempo e rappresenta una medaglia d’onore nell’ambiente.

I vantaggi del programma sono svariati: esso incoraggia la “diversità cognitiva” del pool di esperti, attingendo a talenti all’infuori dei soliti analisti e facendo a meno di classificare gli utenti in base ai gradi, di modo che un neofita possa controbattere alle predizioni di un veterano a prescindere dal rango. Aiuta anche a identificare i punti ciechi nelle analisi: in ottobre, nel pieno della seconda ondata di Covid-19 e con la maggior parte delle energie del governo britannico concentrate lì, gli analisti della piattaforma hanno predetto (accuratamente) che il rischio di attività jihadista in Mozambico era più alto del previsto.

Al momento il Cosmic Bazaar è il torneo di intelligence più grande d’Europa, ma l’idea sta prendendo piede anche altrove, tra cui Repubblica ceca e Olanda. Non è però detto che il programma sia confermato, perchè il sistema – radicalmente data-driven e rigorosamente meritocratico – permetterebbe di individuare gli analisti più scarsi e ribaltare intere classi dirigenti all’interno degli apparati di intelligence, portando queste ultime a bloccare l’iniziativa.

C’è anche la sfida di bilanciare il rigore della richiesta e l’utilità delle predizioni: più sarà “scientifica” e arida la domanda, meno il risultato catturerà l’immaginazione del decisore politico di turno. Di contro, la risposta a domande più intriganti ma ariose (“cosa vuole la Russia?”) sarà per sua natura molto più imprecisa. L’analista americano Steven Rieber, a capo della predizione di IARPA, affronta questo problema suddividendo le domande di questo genere in cluster di sottodomande più utili e utilizzando clausole condizionali, una tecnica statistica avanzata nota come rete bayesiana.

Le potenzialità del Cosmic Bazaar sono evidenti, dall’efficientamento data-driven dell’intelligence alla promozione di analisi poco ortodosse ma molto accurate. Nel Regno Unito i risultati della piattaforma hanno informato decisioni relative al Covid-19 e all’antiterrorismo. Negli Usa l’amministrazione Biden ha annunciato la creazione di un centro di previsione pandemico basato su tecniche di analisi e ha assunto l’ex capo di IARPA Jason Matheny come consigliere di tecnologia e sicurezza nazionale.

Certo, qualsiasi sistema di predizione del genere ha dei limiti innati. I dati duri e puri non sono utilissimi ai decisori politico se non sono corredati da una spiegazione del “perché” e qualsiasi tentativo di edulcorarli è soggetto ai pregiudizi e preconcetti che il progetto aiuta a contrastare. La sfera di cristallo, in ultima analisi, non esiste; ma le piattaforme come il Cosmic Bazaar sono un’ottima approssimazione.

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