Tre ricercatori hanno stilato la lista dei santi prediletti dai fedeli nell’invocare protezione contro il Covid-19. Ecco perché Santa Rita, San Rocco e persino San Raoul sono stati al centro delle preghiere degli europei

A quale santo ci si deve votare per invocare una pronta guarigione dal Covid-19? La risposta, inaspettatamente, l’ha data la scienza – già prima che fossero disponibili i vaccini. Ad agosto 2020 un piccolo gruppo di ricercatori ha condotto uno studio medico-antropologico per scoprire a quale patrono si affidavano i fedeli nel momento del bisogno, intervistando – via social media – un campione di 1158 cattolici europei.

“Nonostante le dimensioni della spiritualità e della religiosità abbiano deviato dalla medicina dopo il Rinascimento e il tardo Illuminismo, l’intercessione ai santi è ancora oggi una dottrina diffusa sia nella Chiesa cattolica che in quella ortodossa”, si legge nell’introduzione. “Dall’inizio del 2020 la pandemia di Covid-19 ha colpito l’intero pianeta. Tutti i territori, e quindi tutte le culture umane, vengono impattate direttamente da questo agente infettivo. Oltre a e/o in sostituzione delle cure mediche e medicinali, resta la possibilità per qualsiasi persona di rivolgersi alla religione”.

La santa prediletta si è rivelata essere Santa Rita da Cascia, scelta da 558 degli intervistati. Lo studio ne identifica la vita travagliata, segnata dalla perdita di un marito e due figli a causa della malattia, come il fattore determinante per la sensibilità di metà dei fedeli, la cui scelta “riflette chiaramente la natura pessimista e fatalista della situazione odierna, e la mancanza di fiducia nell’offerta terapeutica di fronte al Covid-19”.

A seguire, San Rocco (268) e San Sebastiano (98), che secondo la tradizione cattolica offrono protezione dalle pestilenze. Il loro culto si è diffuso tra il Basso Medioevo e il Rinascimento, periodo in cui diverse epidemie (tra cui la peste nera) si sono susseguite sul territorio europeo. Secondo la tradizione, San Rocco da Montpellier curò gli appestati che incontrò sulla via di Roma attraverso la preghiera e il segno della croce. Quando contrasse lui stesso la peste egli si isolò in un bosco, dove un cane gli portò un pezzo di pane ogni giorno.

San Sebastiano di Languedoc, invece, fu capitano della guardia pretoriana sotto l’imperatore Diocleziano, il quale lo fece trafiggere da frecce e picchiare a morte dopo la sua conversione al cristianesimo, rendendolo uno dei primi martiri della storia. Nel Medioevo le sue piaghe furono associate simbolicamente ai bubboni della peste, dato che le pestilenze erano percepite come un castigo divino. Le opere di Perugino, Botticelli, Bernini e Mantegna contribuirono a imprimere la figura del santo straziato nella cultura popolare.

Secondo gli autori dello studio, i risultati suggeriscono che la scelta dei santi da invocare sia da attribuire alla difficoltà percepita nel primo periodo della pandemia e alla buona conoscenza della tradizione cattolica degli intervistati. Tra gli altri santi compaiono altri protettori dalle malattie, come Sant’Antonio Abate, ma anche figure più vicine al coronavirus, linguisticamente (la poco conosciuta Santa Corona), geograficamente (san Giovanni Gabriele Perboyre, un missionario francese martirizzato a Wuhan, probabile luogo di origine della pandemia) e addirittura clinicamente (San Didier, Desiderio in italiano, e San Raoul, nomi che si riferiscono al controverso medico marsigliese Didier Raoult, profeta della clorochina).

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