Dopo la Grecia arriva l’Egitto. La Francia vende al Cairo trenta caccia Rafale (3,7 miliardi di euro) e consolida i rapporti con il Paese nord africano. Un segnale di realismo nell’approccio all’export militare che arriva fino in Italia, alle prese da tempo con il dibattito sulle vendite di sistemi d’arma, in particolare all’Egitto

Con una vendita da 3,75 miliardi di euro per trenta caccia Rafale, la Francia si riprende l’export militare sull’Egitto. Premia il realismo di Parigi. A dicembre, fu Emmanuel Macron a squarciare il velo dell’ideologia applicata alla vendita di sistemi di difesa, spiegando che non avrebbe condizionato le esportazioni alla verifica del rispetto dei diritti umani per non indebolire le capacità egiziane di combattere il terrorismo. Ciò richiama inevitabilmente il dibattito italiano sui rapporti con Il Cairo, tra l’omicidio Regeni, il caso Zaki e la polemiche innescate dalle due Fremm fornite all’Egitto. Restano le prospettive per ulteriori vendite (a partire dagli addestratori di Leonardo M-346), mentre potrebbero ridursi i margini per gli Eurofighter.

LA VENDITA

Dopo le indiscrezioni di stampa di ieri, oggi è arrivata l’ufficialità dai ministeri della Difesa di Egitto e Francia. A gioire dell’accordo è anche la ministra Florence Parly, che ha parlato di “partenariato strategico” con il Cairo. Di più: “Il successo dell’export è cruciale per la nostra sovranità e manterrà settemila posti di lavoro in Francia per tre anni”. Non è ufficiale il valore dell’accordo per i trenta Rafale prodotti da Dassault, ma siti specializzati parlano di un valore complessivo di 3,75 miliardi di euro. Comprenderebbero anche il supporto logistico, i motori forniti da Safran e i missili targati MBDA che equipaggeranno i velivoli. Secondo la Difesa egiziana, la vendita verrà finanziata attraverso un prestito da restituire nell’arco di dieci anni, ulteriore dimostrazione della capacità di Parigi di fornire supporto “sistemico” al suo export militare. Il sito Disclose spiega che il finanziamento per l’accordo sarebbe garantito fino all’85% dallo Stato francese attraverso BNP Paribas SA, Credit Agricole, Société Générale e CIC.

L’EXPORT DI PARIGI

I trenta Rafale si aggiungono ai 24 venduti all’Egitto nel 2015. Più recente l’intesa per la vendita alla Grecia di 18 velivoli (sei nuovi e dodici usati) per un valore di circa 2,5 miliardi di dollari, accordo dall’alto valore strategico per la Francia, intenzionata a cementare i rapporti con Atene in ottica anti-turca. Anche l’accordo con Il Cairo dimostra un valore strategico non da poco. Il Paese è coinvolto nelle maggiori questioni nord africane, dalla crisi libica al contrasto al terrorismo, senza dimenticare i delicati dossier energetici. Secondo l’autorevole Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), l’Egitto è stato il quinto importatore di sistemi d’arma al mondo nel 2020, con un aumento nel quadriennio del 136% rispetto al periodo 2011-2015. Si è rifornito per il 41% dalla Russia (primo fornitore), seguita dalla Francia (28%) e dagli Stati Uniti (8,7%). Per l’export di Parigi (cresciuto del 44% nei periodo osservati), l’Egitto è la seconda destinazione dopo l’India e assorbe il 20% delle vendite transalpine.

LE PROSPETTIVE PER L’ITALIA

L’Egitto è seconda destinazione anche per l’export dell’Italia, al decimo posto nella classifica Sipri per i venditori. È dello scorso giugno l’accordo sulla vendita delle due Fremm che, secondo la stampa, rappresenterebbe una prima intesa per un accordo molto più ampio, che riguarderebbe altre quattro fregate, venti pattugliatori, 24 caccia Eurofighter e altrettanti addestratori M-346. Se venisse confermato, sarebbe in grado di rilanciare con decisione l’export italiano. A maggio dello scorso anno, la relazione annuale dell’Uama, l’autorità nazionale della Farnesina per i movimenti in materia di difesa, attestava il calo delle esportazioni del 1,38% nel 2019 rispetto all’anno precedente. Prima destinazione, proprio l’Egitto, con autorizzazioni per circa 872 milioni su cui ha pesato particolarmente particolare la fornitura di 32 elicotteri di Leonardo tra AW149 e AW189. A leggere i siti specializzati, la maxi intesa con Il Cairo è ancora possibile. Certo, i trenta Rafale potrebbero ridurre i margini per gli Eurofighter. Non è un segreto l’insofferenza della Francia (raccontata dai media d’oltralpe) per il modo in cui i rapporti militari da Italia ed Egitto sono cresciuti negli ultimi anni.

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