Il Presidente Mattarella ha convocato il Consiglio supremo di Difesa per venerdì prossimo, a un mese esatto dal vertice della Nato che porterà Joe Biden a Bruxelles. È la prima riunione al Quirinale per il governo Draghi, con un’agenda ricca, tra Difesa europea, impegni all’estero (focus sull’Africa) e investimenti nel settore, Pnrr compreso

La preparazione al vertice della Nato, gli impegni all’estero (dall’Afghanistan alla Libia) e il ruolo del settore per il piano di ripresa e resilienza. Sono questi i punti principali nell’agenda del Consiglio supremo di Difesa, convocato per venerdì prossimo dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È il primo dell’era di Mario Draghi. Al Colle, insieme al premier, saliranno i ministri Luigi Di Maio, Luciana Lamorgese, Daniele Franco, Lorenzo Guerini, Giancarlo Giorgetti e il capo di Stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli. Come da prassi, dovrebbero partecipare anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti e il generale Rolando Mosca Moschini, segretario del Consiglio supremo.

IL MOMENTO NATO…

La riunione avverrà a un mese esatto dal vertice dei capi di Stato e di governo della Nato. In programma il 14 giugno, porterà Joe Biden al suo primo viaggio in Europa da presidente degli Stati Uniti. Il summit accoglierà la riflessione strategica “Nato2030” elaborata dal segretario generale Jens Stoltenberg (con molteplici input) e lancerà il processo di definizione del nuovo Concetto strategico. Il tema sarà chiaramente trattato dal Consiglio supremo di Difesa. Il primo punto dell’agenda riguarda la “posizione nazionale in relazione alle conseguenze strategiche dell’emergenza sanitaria globale e agli sviluppi in ambito Alleanza Atlantica e Unione europea”.

… E LA DIFESA EUROPEA

“Sviluppi” è termine non casuale, sia per l’impatto che il Covid-19 sta avendo sul contesto internazionale, rendendolo più complesso e imprevedibile, sia perché Nato e Ue sono entrambe impegnate in un processo di revisione. Per l’Unione riguarda la nascente Difesa comune. Ieri, l’Alto rappresentante Josep Borrell ha presieduto a Bruxelles il Consiglio Ue nel formato Difesa, che ha dato ulteriore slancio allo Strategic Compass. È la “bussola strategica”, attesa per il 2022, che dovrà dare omogeneità a interessi e obiettivi tra gli Stati membri, da cui discendere impegni e priorità. L’Italia guida i lavori sul tema dei “partenariati per la sicurezza”, rilevanti sia per i rapporti con la Nato, sia per lo sguardo di entrambe le organizzazioni verso sud, nel Mediterraneo, verso il nord Africa.

UNA NUOVA POSTURA

I temi sono evidentemente legati, tanto che l’agenda del Consiglio supremo di Difesa prosegue su un “punto di situazione sul terrorismo transnazionale, aggiornamento sulle principali aree di crisi e impiego delle Forze armate nei diversi teatri operativi”. Afghanistan e Libia dominano il dibattito. È infatti iniziato il ritiro della missione Resolute Support, un’operazione logistica delicata (qui il punto del generale Marco Bertolini) che dovrà evitare colpi di coda in un contesto che resta delicato. In più, l’Italia ha confermato la fine dell’impegno militare non si tradurrà in un abbandono, “con progetti di cooperazione allo sviluppo, con il sostegno alle imprese, con il sostegno alla società civile, con la tutela dei diritti umani”, spiegava il ministro Luigi Di Maio. Ma il ritiro dall’Afghanistan certifica che la postura militare italiana si sta indirizzando verso contesti più prossimi, il “Mediterraneo allargato” descritto a più ripresa da Lorenzo Guerini.

LIBIA E SAHEL

La priorità resta la Libia, tornata ieri all’apice della cronaca visti gli spari contro i pescherecci italiani. Il fatto conferma che l’attenzione deve restare al massimo. L’Italia, ha ribadito ieri Guerini ai colleghi dell’Ue, lavora per rafforzare l’operazione EuNavFor-Med Irini, al comando dell’ammiraglio Fabio Agostini, e per attivarne il ruolo di addestramento in favore della Marina e della Guardia costiera libica. Dalla Libia al Sahel, dove è partito il contributo nostrano alla task force Takuba, promossa dalla Francia per contrastare il terrorismo. L’area è al centro del “triangolo” su cui si concentrerà la delibera missioni attesa in Parlamento, visti gli impegni tra Golfo di Guinea e Corno d’Africa, oltre alla Libia. Il Consiglio supremo di Difesa passerà in rassegna tutti gli impegni, compresi quelli nei Balcani e in Medio Oriente, dove è confermata la candidatura italiana a guidare la rafforzata missione Nato in Iraq.

LA DIFESA PER LA RIPRESA

La seconda parte dell’agenda guarda entro i confini nazionali, a partire dal “contributo della Difesa allo sforzo nazionale di resilienza e ripresa”. Si tratta non solo del supporto fornito dalle Forze armate sin dai primi giorni dell’emergenza sanitaria, ma anche del rilancio che il comparto nel suo complesso può fornire alla ripartenza. L’industria di settore ha presentato le sue proposte in linea con Next Generation Eu e Pnrr, tra digitalizzazione, cyber-security e sicurezza sanitaria.

INVESTIMENTI…

A chiudere l’agenda saranno: “Stato di efficienza delle Forze Armate e punto di situazione sul processo di ammodernamento dello strumento militare, in una prospettiva di integrazione interforze e sinergia inter-dicastero; bilancio della Difesa e aggiornamento sui programmi di investimento e di sviluppo capacitivo”. Già in passato il Quirinale aveva posto l’accento su questi temi, richiamando gli esponenti di governo alla necessità di offrire certezza programmatica a Forze armate e industria.

… E CERTEZZE

Nella nota dell’ultima riunione, lo scorso ottobre, si leggeva: “Gli investimenti della Difesa favoriscono lo sviluppo dell’intero sistema-Paese e fungono da traino soprattutto nei settori ad elevata tecnologia”. È dunque “auspicabile coniugare la maggiore richiesta di sicurezza con le opportunità di crescita offerte dal comparto”. Ciò richiede “certezza nell’allocazione pluriennale delle risorse, anche per consentire una proficua sinergia con l’industria nazionale della Difesa e dell’aerospazio”. La discussione del tema potrà contare sui numeri del bilancio in crescita per il dicastero, nonché sull’introduzione nell’ultima legge di bilancio di uno strumento pluriennale ad hoc per il finanziamento del settore. L’obiettivo è confermarlo anche nei prossimi anni.

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