Finalmente è arrivato il momento di ordinare il settore della previdenza privata visto che oggi le Casse professionali che rappresentano il primo pilastro pensionistico per i professionisti iscritti dovrebbero quindi avere una tassazione simbolica. L’analisi di Gianpaolo Davide Rossetti, dottore commercialista e revisore Legale

Il 13 febbraio scorso è iniziato il mandato del governo di Mario Draghi, esecutivo di unità al fianco della migliore risorsa del Paese, unico presumibilmente in grado, grazie al suo standing internazionale e la sua riconosciuta autorevolezza, di tenere insieme forze politiche finora sempre avversarie. Il governo finora (e non poteva essere altrimenti) si è concentrato principalmente sull’emergenza sanitaria (piano vaccini) e Recovery plan: due argomenti correlati visto che saranno più competitivi quei paesi che prima usciranno dalla pandemia e di conseguenza meglio potranno utilizzare, con il sistema economico a regime, i fondi europei per il rilancio economico e industriale italiano.

Nel frattempo il governo sta studiando una riforma del fisco semplice ed efficace, complementare allo sviluppo, in grado di dare respiro ai redditi medi maggiormente sfavoriti dal sistema fiscale vigente. Finora però poco si è parlato di altri strumenti che ben possono essere efficacemente essere messi in campo per incrementare i flussi finanziari a sostegno dell’economia in crisi. Mi permetto elencare alcuni dati che fotografano la situazione economica del Paese.

L’Istat ha attestato il 30 aprile scorso che in Italia il tasso di disoccupazione è al 10,1% contro una media Ue al 7,3% mentre nell’area euro è all’8,1%. Il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è al 33% in crescita e in controtendenza rispetto alla zona euro e all’area Ue nelle quali decresce e si attesta rispettivamente al 17,2% e al 17,1%. Da febbraio 2020 (inizio pandemia) ad oggi sono stati persi in Italia circa 895.000 posti di lavoro.

Secondo il primo report 2021 di Bankitalia sulla Stabilità Finanziaria le banche potrebbero subire nel biennio 2021-2022 un deterioramento della qualità credito (anche a causa della fine della moratoria sui prestiti varata per fronteggiare l’emergenza Covid) che potrebbe generare perdite su crediti nel bilanci per circa 9 miliardi di euro. Il debito pubblico secondo l’aggiornamento del Fiscal Monitor del Fmi registrerà nel 2021 il 159,7% del Pil ad oggi sostenibile grazie ai tassi di interesse bassi e la prevista crescita economica che però, dal mio punto di vista, va irrobustita e resa più solida con l’ausilio di mezzi e strumenti ulteriori rispetto agli investimenti derivanti dai fondi europei che (appare scontato) devono essere ben canalizzati e utilizzati per la crescita virtuosa dell’Italia.

Una proposta potrebbe essere quella di considerare la liquidità delle casse di previdenza professionali (100 miliardi di euro) e dei fondi pensione (185 miliardi di euro) quali risorse da investire nell’economia reale. Come? Proponendo, ferma restando l’autonomia degli enti, un’azione sinergica fra le categorie e le istituzioni per l’interesse dell’Italia. Un processo virtuoso di crescita a beneficio del Paese e di conseguenza degli iscritti delle stesse Casse e Fondi.

La proposta, coordinata e condivisa con gli Enti partecipanti, potrebbe essere sinteticamente quella di istituire un Fondo (da parte del Mef e del Mise) partecipato da Casse e Fondi Pensione per gli investimenti in economia reale e in particolare nei settori strategici (sanità, siderurgia, trasporti, difesa, sicurezza, istruzione, ambiente, transizione ecologica, telecomunicazioni). Una proposta da Sistema Italia anche per il salvataggio delle imprese performanti (e in temporanea crisi per la pandemia) e per evitare manovre predatorie.

Gli Enti partecipanti verrebbero utilizzati come leve di sviluppo; la crescita degli investimenti in economia reale eviterebbe il default delle imprese, determinerebbe maggiore occupazione e lavoro (anche per i professionisti iscritti alle stesse Casse e Fondi pensione) nonché crescita dei redditi e maggiore gettito tributario. Tanto per fare qualche esempio pensiamo quanto si potrebbero avvantaggiare le professioni tecniche dal rilancio delle infrastrutture o le professioni giuridico-economiche dalla crescita delle imprese.

E questa potrebbe essere l’occasione finalmente di ordinare il settore della previdenza privata visto che oggi le Casse professionali che rappresentano il primo pilastro pensionistico per i professionisti iscritti dovrebbero quindi avere una tassazione simbolica. Paradossalmente scontano, non solo la doppia tassazione di uno stesso reddito ma anche un’imposizione sui rendimenti pari al 26% (come un fondo speculativo) superiore peraltro anche a quella dei fondi pensione complementari (secondo pilastro) i quali hanno una tassazione inferiore (20%). Un tavolo di compromesso governo-professioni-imprese, di riordino degli ordinamenti previdenziali in chiave di sviluppo, una proposta di Sistema Italia per il rilancio del Paese, per uscire più forti e compatti dal periodo di emergenza sanitaria. Unità al Governo e Unità fra le forze produttive del Paese.

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