Tra open day da nord a sud con le dosi da smaltire di AstraZeneca e Johnson&Johnson si è aperto un dibattito riguardo gli effetti collaterali di questi vaccini somministrati ai giovani, in particolare alle donne sotto i 55 anni. Ecco cosa ha scritto un gruppo di medici liguri in una lettera aperta

Il piano vaccinale sta procedendo spedito. I mesi persi all’inizio dell’anno sono stati recuperati attestando a oggi, dato del ministero della Salute, 13.028.350 persone vaccinate in Italia, ovvero il 24,01% della popolazione over 12 (si intendono solo coloro che hanno completato il ciclo vaccinale).

C’è un ma che viene evidenziato in questi ultimi giorni, considerando anche i vari open day delle Regioni – dal Piemonte alla Puglia, dalla Calabria all’Emilia Romagna – e cioè la perplessità sui vaccini somministrati in relazione all’età del vaccinato.

In particolare in Liguria nei giorni scorsi il consigliere regionale Ferruccio Sansa ha posto in evidenza attraverso un post su Facebook l’appello di 24 medici vaccinatori sul “punto debole del vaccino AstraZeneca” e ha annunciato che presenterà un’interrogazione in Consiglio.

I medici sottolineano come Az “possa causare trombosi venosa associata a diminuzione delle piastrine, che si presenta a distanza di 5-15 giorni dalla vaccinazione e può avere esito fatale”.

“Questa complicanza è stata descritta in soggetti dai 20 ai 55 anni, ma le persone di gran lunga più colpite sono le giovani donne. La trombosi piastrinopenica da vaccino, che non è provocata dai vaccini a RNA, è molto rara. Ovviamente però in una vaccinazione di massa anche una complicanza molto rara ma potenzialmente letale può causare un numero significativo di morti, anche in soggetti che, per sesso ed età, come le giovani donne, hanno un rischio praticamente nullo di morire di Covid”, hanno scritto i medici firmatari.

“Il vaccino AstraZeneca non è mai stato approvato dall’agenzia del farmaco statunitense (FDA) – hanno continuato – ed è stato eliminato dal programma di vaccinazioni di vari paesi europei, come Austria, Norvegia e Danimarca. Altri hanno messo delle limitazioni all’uso di AZ: in Italia è stato raccomandato l’uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni, in Francia negli over 55. Anche in Inghilterra a marzo AstraZeneca è stato limitato agli over 30, e la limitazione è stata ora estesa agli over 40. Inoltre, a chi ha già avuto AstraZeneca come prima dose, la seconda viene fatta con un vaccino a Rna. In Germania, i cittadini possono scegliere il loro vaccino. Chi ha fatto come prima dose AZ, può scegliere un vaccino a Rna per la seconda”.

Il punto sulla raccomandazione viene toccato anche da Lorenzo Ruffino, collaboratore di Pagella Politica e Youtrend, che proprio ieri sottolineava in un tweet che “Janssen e AstraZeneca sono raccomandati dall’Aifa per chi ha più di 60 anni. Nonostante questo, nell’ultimo mese il 58% delle dosi Janssen e il 25% delle prime dosi AstraZeneca è andato a persone under 60 (di cui il 13% e il 7% a under 40)”.

Difatti, nella circolare dell’Aifa del 7 aprile, pur mantenendo l’apertura dai 18 anni in su si legge che “si rappresenta che è raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni”.

I 24 medici liguri quindi hanno puntato il dito sugli open day aperti sia con Astrazeneca sia con Johnson&Johnson. “Nei soggetti sotto i 40 anni che non hanno comorbidità, il rischio di trombosi venosa con piastrinopenia è sufficiente per sconsigliare fortemente la vaccinazione di AstraZeneca. Infatti, in questa fascia di età la letalità per Covid-19 in Italia è vicina allo zero, e rarissima è l’ospedalizzazione. Quindi la possibilità di avere la trombosi piastrinopenica a seguito di vaccinazione con AstraZeneca, seppur rarissima, rappresenta nei giovani sani un rischio più alto del Covid-19. Invece nei soggetti over 40 il rischio di malattia grave, ospedalizzazione e morte per covid-19 supera chiaramente il rischio di trombosi piastrinopenica”, hanno evidenziato.

Non si è fatta attendere però la risposta del presidente dell’Ordine dei medici di Genova, Alessandro Bonsignore, e la reazione di altri esponenti politici regionali, come riporta il Secolo XIX. “Questa storia non mi piace. Voglio capire subito se ci sono gli estremi per aprire un procedimento disciplinare nei confronti di questi colleghi. Stiamo parlando di un gruppo di vaccinatori volontari che devono sostenere la campagna vaccinale e non scatenare dubbi e sospetti nelle persone: come si fa a dire che il vaccino di AstraZeneca può essere pericoloso quando è stato autorizzato dall’Aifa? Non sono l’autorità scientifica e certe parole fanno danni. In Liguria, come in tutta Italia c’è da mesi un impegno straordinario a vaccinare il maggior numero di persone per ridurre i rischi del Covid: è giusto portare avanti il dibattito scientifico, ma non si può dare in pasto ai social un tema così delicato”.

Anche i consiglieri regionali di Cambiamo hanno risposto al consigliere Sansa, annunciando un’interrogazione in Consiglio. “Rimaniamo stupiti e nel contempo amareggiati dal leggere quanto riportato oggi dal consigliere Ferruccio Sansa, che ha fatto copia e incolla di una lettera, neanche recente, di alcuni medici vaccinatori volontari sulla somministrazione con AstraZeneca agli under 60”.

“Siamo amareggiati perché con quel gesto sta ancora una volta squalificando il lavoro della sanità ligure che è alle prese con uno sforzo gigantesco e sta ottenendo risultati fra i migliori in Italia – hanno continuato i consiglieri –. E siamo stupiti perché la spiegazione a Sansa è presto data: la decisione di somministrare AstraZeneca agli under 60 è stata presa dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, e Regione Liguria si è adeguata offrendo questa possibilità solo ed esclusivamente su base volontaria. In fase di prenotazione, inoltre, vengono rese note più volte le caratteristiche del vaccino che si è scelto e non è stato organizzato alcun open day con file fuori dagli ambulatori come è successo altrove, ma si è messo a disposizione un certo quantitativo di dosi in una linea parallela. Vogliamo inoltre ricordare che in diversi altri Paesi, fra cui l’Inghilterra, AstraZeneca è stato somministrato a gran parte della popolazione con risultati confortanti. Davvero non capiamo, quindi, il motivo di questa azione del consigliere che rischia di confondere le idee alla cittadinanza”.

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