Il contesto pandemico costituisce oggi quel motore di spinta e azione di cui Roma e Madrid si stanno rendendo protagoniste. Entrambi i Paesi sembrano aver trovato nella politica estera il bacino per un’azione e spirito d’iniziativa proattiva finalizzato al sostegno di un’azione europea più solida. Il commento di Teresa Coratella, program manager, Ecfr Roma

Dalla Cornovaglia a Barcellona è un notevole salto in termini di temi e visioni, non solo di distanze. La visita del presidente del Consiglio Mario Draghi in Spagna segue infatti gli intensi giorni di lavoro del G7 e del vertice Nato e la grande attenzione mediatica sull’incontro tra i presidenti Joe Biden e Vladimir Putin e sull’apertura di una nuova fase delle relazioni Stati Uniti-Russia. 

Dal lavoro per il rafforzamento dell’agenda multilaterale, il presidente Draghi è passato a discutere con il collega Pedro Sánchez di come poter lavorare insieme per il rafforzamento del secondo importante pilastro del rinnovato dinamismo politico italiano nelle questioni estere, assieme a quello transatlantico uscito ancor più rafforzato dai recenti appuntamenti: il pilastro europeo.

Tra i temi in agenda, rilancio economico nel contesto del Recovery Plan, la questione migratoria e il sostegno all’Europa come attore chiave del sistema multilaterale. Temi a cui entrambi i Paesi dedicano una particolare attenzione. Il rilancio economico, considerata la determinante allocazione dei fondi europei destinata a Madrid a Roma e il cui uso sarà centrale per il successo o insuccesso del Next Generation EU; la gestione del dossier migratorio che coinvolge Italia, Spagna e vicinato del Sud, dossier che, con il rafforzamento della gestione pandemica, tornerà inesorabilmente in cima alla lista delle priorità europee e che ancora manca di una visione strategica che coinvolga il partner del Sud; il rilancio del multilateralismo nell’era post Covid con un focus su transizione ecologica e sicurezza sanitaria, non certo prioritarie per i due Paesi nel contesto pre-pandemico. Il tema sanitario costituisce un terreno di dialogo molto importante per entrambe le capitali, considerato come la pandemia ha colpito entrambi i Paesi in termini di vittime e contagi e le conseguenze sociali ed economiche ma anche grazie al forte dinamismo di entrambi i Paesi nel contribuire alla formulazione di policy e decisioni per uscire dal tunnel pandemico, certificato vaccinale europeo incluso.

Entrambi i Paesi, caratterizzati da contesti di politica interna al momento specifici ma non disomogenei rispetto ai trend politici europei, sembrano aver trovato nella politica estera il bacino per un’azione e spirito d’iniziativa proattiva finalizzato al sostegno di un’azione europea più solida. Il dialogo italo-spagnolo non è certamente nuovo e vede tra i principali promotori Enrico Letta, segretario del Partito democratico, già presidente del Consiglio; dialogo arricchito dai forti legami politici, storici e culturali che uniscono i due Paesi e dal forte lavoro diplomatico portato avanti nei recenti anni. È tuttavia il contesto pandemico, forse proprio per il modo in cui ha colpito Madrid e Roma, a costituire oggi quel motore di spinta e azione di cui le due capitali si stanno rendendo protagoniste.

La visita del presidente Draghi in Spagna sembra dunque aggiungere a tale azione la volontà di mettersi a servizio dell’Europa insieme e attraverso un coordinamento di intenti e strategie, superando così il divario Nord-Sud, tuttora presente in termini di visioni e priorità. In quanto terza e quarta economia all’interno dell’Unione europea e rappresentando insieme il 25% del prodotto interno lordo dell’eurozona, Madrid e Roma hanno un peso specifico il cui potenziale è chiave e ancora non del tutto esplorato. Non solo sui temi sopra citati: si tratta di una comunanza di interessi geostrategici e geopolitici racchiusi nel bacino mediterraneo di cui entrambe sono protagoniste. Tra esse, le sfide tecnologiche e il rafforzamento delle catene di valore, temi che la pandemia ha contribuito a far emergere in maniera drastica. Ma questo può avvenire solo, come sottolineato dal premier Sanchez, attraverso un’ottica mediterranea con l’ambizioso e difficile obiettivo di contribuire ai prossimi passi dell’integrazione europea.

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