Svetlana Tikhanovskaya e Nathan Law, ospiti del Brussels Forum organizzato dal German Marshall Fund, lodano le parole di Biden dal G7 e chiedono compattezza tra le democrazie, in nome di chi la libertà non ce l’ha

La creazione di un fronte unito delle democrazie mondiali per fronteggiare minacce populiste e autocratiche è stato uno dei cavalli di battaglia di Joe Biden nel suo viaggio europeo, un concetto già sottolineato anche dalla vice presidente Usa Kamala Harris nel corso del Brussels Forum.

La kermesse europea del German Marshall Fund prosegue su questa linea e questa volta ospita due volti importanti della lotta per la libertà e per la democrazia: Svetlana Tikhanovskaya e Nathan Law.

Con la giornalista tedesca Constanze Stelzenmuller a moderare il dibattito, è la Tikhanovskaya la prima a prendere la parola, cominciando proprio dall’apprezzare le parole del presidente americano nel corso del G7. “Biden ci ha sostenuto” dice la leader dell’opposizione bielorussa, “per noi è stato molto importante”.

Lukashenko ha passato un confine geografico e ideale nel disporre il dirottamento dell’aereo Ryanair che stava volando da Atene a Vilnius per arrestare un giornalista dissidente che si trovava a bordo, la comunità internazionale ha espresso indignazione e questo aiuta, anche se non basta.

“Non sappiamo che altro farà Lukashenko, il dirottamento ha scioccato anche noi, non ce lo aspettavamo. Ha portato la minaccia su un altro livello causando uno scandalo internazionale. Il regime non si aspettava una simile reazione dall’esterno, credo che in questo momento Lukashenko stia agendo d’istinto e non strategicamente. Non sappiamo chi sarà il prossimo ad essere rapito, un altro giornalista o un altro attivista”.

E infatti le carceri di Minsk continuano a riempirsi di dissidenti politici, come racconta Tikhanovskaya: “Dall’inizio la nostra strategia è stata basata sulla lotta al regime, la gente ha capito che bisogna agire. Al momento sono migliaia le persone incarcerate per motivi politici, che non possono parlare con nessuno se non, di rado, con i propri avvocati. Non c’è assistenza medica, non c’è alcun tipo di supporto o di diritti all’interno delle carceri. I criminali comuni hanno materassi e cuscini, i prigionieri politici non hanno queste comodità”.

Un dramma che tocca da vicino chiunque in Bielorussia, anche la stessa Tikhanovskaya: “Anche mio marito è in questa situazione. Per questo è difficile spiegare, ma non hai scelta, devi continuare ad andare avanti. Serve giustizia, difendersi nei processi è quasi impossibile”.

Prende poi la parola da Londra Law, proprio a poche ore di distanza da quanto successo nella redazione di Hong Kong di Apple Daily, testata pro-democrazia che ha subìto un pesante raid da parte del Dipartimento di sicurezza della polizia risultato in arresti e sequestri di materiale giornalistico. Anche Law sottolinea la presa di posizione di Biden, lodando la volontà degli Usa di essere “una fortezza in difesa della democrazia”.

“Questo non significa – continua Law – che gli Stati Uniti siano perfetti o che tutti dobbiamo prendere esempio da loro; quello che conta è che serve un approccio multilaterale tra tutte le democrazie del mondo, perché lavorino insieme. Questo è uno dei messaggi fondamentali del summit, credo che questa sia la percezione che dobbiamo avere per mitigare la pressione da parte del governo cinese”.

A conclusione del dibattito, Law ha ricordato come si debba essere consapevoli della fragilità della democrazia e della libertà, che non sono condizioni da dare per scontate: “Il treno globale non è andato e non andrà naturalmente verso la democrazia a meno che le nazioni non lavorino insieme verso questo obiettivo”. Dello stesso avviso Tikhanovskaya: “Per dare opportunità di sopravvivere alla democrazia nel mondo serve spalleggiare quei paesi che combattono per essa. Una nazione democratica è una nazione forte, ma per mantenere questa forza bisogna sostenere anche gli altri”.

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