La mobilità sostenibile e l’innovazione nel settore automotive rappresentano i fattori abilitanti la creazione di valore dell’intera filiera e un’importante leva per il rilancio del potenziale unico dell’Italia. Nuovo appuntamento con il web talk di Task Force Italia che lunedì 14 giugno alle ore 15:30 ospiterà Massimiliano di Silvestre, presidente e amministratore delegato Bmw Italia S.p.A. I temi principali dell’incontro anticipati a Formiche.net da Kevin Pimpinella, presidente sezione giovani dell’Accademia internazionale per lo sviluppo economico e sociale (Aises young)

Il web talk di “Rilanciare il potenziale dell’Italia” organizzato da Task Force Italia e guidato dal presidente Valerio De Luca, in partnership con l’Accademia internazionale per lo sviluppo economico e sociale (Aises), Universal trust e Global investors alliance si focalizzerà in questa audizione sul settore automotive. Si discuterà in particolare di sostenibilità, innovazione ed investimenti.

Il settore automobilistico italiano per essere competitivo sul mercato negli ultimi anni ha dovuto sapersi rinnovare maggiormente. Questo genera direttamente un fatturato di circa 52 miliardi di euro, di 106 miliardi se consideriamo anche le attività indirette. La filiera automobilistica italiana si colloca nei segmenti a maggiore valore aggiunto grazie non solo alle eccellenze nella produzione di autoveicoli di alta gamma e commerciali, ma anche per le specializzazioni produttive che qualificano i distretti della componentistica.

A seguito della crisi finanziaria del 2008-2009, la filiera automotive ha assistito ad una fase di forte espansione a livello globale, raggiungendo un tasso di crescita medio annuo della produzione pari al 6%. Negli anni 2018-2019, invece, il settore ha visto una congiuntura negativa, registrando una contrazione superiore al 4%, collegabile al progressivo emergere del segmento dei veicoli ibridi/elettrici e alla crisi delle motorizzazioni diesel. La crisi da Covid-19 ha determinato la prolungata chiusura degli stabilimenti nei principali paesi produttori, innestando così una fase di profondi cambiamenti.

Numero uno nel cogliere i cambiamenti nello stile di vita, Bmw ha saputo rinnovarsi sul mercato globale con prodotti di qualità e, in anticipo sui tempi, ha intrapreso un percorso di sostenibilità. Per Massimiliano di Silvestre, presidente e amministratore delegato Bmw Italia S.p.A. la sostenibilità ha un significato ampio: risponde all’ambizione di far diventare l’Italia un paese moderno.

Per Bmw Italia S.p.A. l’elettrificazione rappresenta un processo inevitabile e naturale che corrisponde alla voglia di sostenibilità della gente. Come ha più volte sottolineato Massimiliano di Silvestre, l’approccio all’automobile è cambiato ma soprattutto l’attenzione che prima era rivolta alla potenza del motore ora si è spostata verso altre considerazioni come l’autonomia e la connettività.

La capacità di fare scelte sostenibili e all’avanguardia fa parte della storia di Bmw con un processo partito 50 anni fa. Alle Olimpiadi di Monaco nel 1972 esordirono con le prime due vetture elettriche e un anno dopo la società creò l’ufficio di protezione ambientale. Nel 2007 è partito il brand Bmw-i, completamente dedicato alla vetture a batteria, e quest’anno ha integrato il rapporto di sostenibilità del gruppo che pubblica dal 2001 nel bilancio dell’azienda per una maggiore trasparenza e autorevolezza.

Riconoscimenti a livello mondiale come il primo posto nella categoria ‘Automobiles’ della classifica dei Dow Jones sustainability index world and Europe testimoniano gli effetti pratici di queste policies. La sostenibilità, oltre a contribuire a un miglioramento dello stato di salute della Terra e, conseguentemente, delle nostre vite, attira numerosi investimenti. L’elettrico è il futuro secondo Bmw, anche se in Italia i passi da intraprendere sono ancora numerosi: imprese, istituzioni e ricerca devono collaborare per disegnare insieme il futuro attraverso la creazione di infrastrutture tecnologiche.

Problemi per i consumatori di vetture completamente elettriche sono dovuti, secondo Di Silvestre, alla mancanza di infrastrutture adeguate che permettano la ricarica delle vetture su tutto il territorio. È necessario intervenire al più presto per migliorare la connettività e la sicurezza nel senso più ampio del termine, per predisporre un network per la ricarica diffuso sul suolo pubblico e soprattutto sulle autostrade per ridurre l’ansia da viaggio che assale chi pensa alle auto a batteria.

Condividi tramite