L’ambasciata italiana a Islamabad ha informato le autorità pakistane della scomparsa di 1.000 adesivi per i visti Schengen, che danno accesso a 26 Paesi europei. Nei mesi scorsi il Parlamento europeo aveva discusso i rischi legati alle attività terroristiche

Dall’ambasciata italiana a Islamabad, in Pakistan, sono spariti circa 1.000 adesivi per i visti Schengen. La notizia, riportata da SchengenVisaInfo.com, è stata confermata da Zahid Hafeez Chaudhri, portavoce del ministero degli Esteri pachistano: “L’informazione è stata immediatamente condivisa con le autorità coinvolte per assumere le azioni appropriate a riguardo”, ha dichiarato.

I PAESI SCHENGEN

Un passaporto con quell’adesivo permette l’accesso ai 26 Paesi europei che hanno aderito all’omonima Convenzione: Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Ungheria.

I DETTAGLI

Dei 1.000 adesivi spariti, 750 hanno i numeri di serie che vanno da ITA041913251 a ITA041914000. Gli altri 250, invece, da ITA041915751 a ITA041916000. Secondo la stampa locale la diplomazia statunitense ha informato il ministero dell’Interno e la Fia, l’agenzia d’intelligence e sicurezza. Nessuno può entrare nell’ambasciata italiana senza un permesso speciale. Un reparto speciale della polizia di Islamabad è deputato a garantire la sicurezza 24 ore su 24.

IL RECORD NEGATIVO

Secondo le statistiche, il Pakistan è undicesimo nella classifica dei Paesi con il più alto tasso di visti Schengen negati, primo non africano della lista, con un tasso del 43,5% di procedure stoppate.

TIMORI AL PARLAMENTO EUROPEO

L’anno scorso, l’eurodeputata francese Dominque Bilde, esponente del lepenista Rassemblement national e membro del gruppo Identità e democrazia, era intervenuta in Aula puntando il dito conto il Pakistan, un attore chiave per quanto riguarda le “gravi minacce alla sicurezza” attraverso la vendita di passaporti e visti dell’Unione europea ai criminali. “Hanno ricevuto più di 4 miliardi di euro di aiuti dal 2014”, aveva dichiarato. (…) “Stiamo sostenendo certi Stati e quelli che stanno chiaramente sostenendo il terrorismo islamico. I visti sono solo un business, hanno un impatto sulla migrazione, è possibile che i visti bosniaci siano venduti al Pakistan dove tutti i cittadini di questo Paese potrebbero essere sospettati di terrorismo”, aveva aggiunto richiamando agli attacchi di Parigi contro Charlie Hebdo, con un terrorista giunto in Francia illegalmente e falsificando la sua età per convincere le autorità dell’immigrazione di essere minorenne.

ANCHE GLI ITALIANI…

A ottobre, gli europarlamentari Fulvio Martusciello (Forza Italia-Partito popolare europeo), Gianna Gancia (Lega-Identità e democrazia) e Ryszard Czarnecki (esponente polacco dei Conservatori e riformisti) avevano scritto una lettera per chiedere al governo francese e all’Unione europea di imporre sanzioni per colpire le attività terroristiche in Pakistan “La Francia, l’Europa e il mondo non possono permettersi l’uccisione di altre vittime innocenti né dovrebbero vivere nella paura delle minacce del terrorismo”, dicevano nella missiva indirizzata al presidente francese Emmanuel Macron, al presidente del Consiglio europeo Charles Michel e alla presidente della Commissione europea Ursula Von de Leyen.

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