Cosa significa e significherà essere virtuosi nell’era digitale? In internet, come vi si può esercitare la temperanza?
È possibile essere giusti, in uno spazio quanto mai “liquido”? Le riflessioni di Antonino Giannone, professore di Leadership ed Etica alla Link Campus University di Roma

In un precedente articolo, Responsabilità etiche della classe dirigente e dei Millennials nel post Pandemia Covid19, ci siamo posti alcuni quesiti per i possibili comportamenti collettivi, in relazione alla Responsabilità etica nel post Pandemia Covid19.

In futuro l’uomo, nella sua continuità antropologica, su quali valori etici e fondanti opererà nella società della globalizzazione e dell’era digitale? In queste note ci soffermiamo sulle forti contraddizioni che emergeranno tra Business ed Etica, un dilemma da sempre. Oggi ancor più stridente tra la necessità di fare un profitto e gli aspetti etici nei contesti sociali e di forti restrizioni economiche dei popoli a tutte le latitudini.

Sono stato, in  questi ultimi dieci anni in più occasioni, in visita a Boston ad Harvard University e al MIT; mi ha colpito molto l’esistenza del J. Safra Center in Business&Ethics per le ricerche applicate nelle attività correnti della società tra esigenza del profitto del Business e rispetto dei Valori etici fondamentali.
Così scrive il Prof. Michael J. Sandel dell’Università di Harvard: “Negli ultimi decenni, i valori di mercato sono riusciti a soppiantare le logiche non di mercato in quasi ogni ambito della vita; la medicina, l’educazione, il ezegoverno, la legge, l’arte, gli sport, persino la vita familiare e le relazioni personali. Siamo passati dall’avere un’economia di mercato all’essere una società di mercato”

Condividiamo con lui ed altri studiosi in materia di Business&Ethics che ormai tutti noi, senza averne quasi più la consapevolezza, ci stiamo abituando a un modo di vivere in cui i valori di mercato penetrano in ogni aspetto dell’attività umana: la salute, l’istruzione, la sfera familiare, la natura, l’arte, i doveri civici e così via.
In Europa, in diversi Paesi e in Italia ci stiamo accorgendo da anni che l’insoddisfazione e le proteste dei cittadini aumentano, il numero di elettori per i movimenti e partiti populisti e sovranisti non si riduce o cresce l’assenteismo e la distanza dalla partecipazione politica intesa come partecipazione alka costruzione della Polis. Cresce la frustrazione per un sistema politico incapace di agire per il bene comune o di occuparsi dei problemi che contano di più e dei bisogni reali dei cittadini.

Al Governo del nostro Paese l’arrivo di un Top Manager ed esperto di Istituzioni, un grande competente di Finanza come Mario Draghi non può rassicurarci e farci dimenticare la responsabilità di cittadini singolarmente e collettivamente per contribuire alka costruzione della Polis con rappresentanti della politica non più con la p minuscola.
Draghi da solo non potrà riempire i grandi buchi di un tessuto, di un’amalgama che si e’ sfilacciata e che per noi resta come ultimo baluardo dell’umanesimo: l’etica con i suoi valori fondanti minimi  condivisi
da una comunità, da un popolo come accade accade ancora  nelle democrazie più stabili di quella del nostro Bel Paese.
Si potrebbe auspicare e sperare per il futuro che la “società liquida” che ha spiegato per prima il sociologo e filosofo Bauman sarà una “società virtuosa?”.

Ricordiamoci che Virtuoso è colui che è abituato ad agire moralmente bene, seguendo un’abitudine che non ha nulla di meccanico e di rigido; il virtuoso è colui che fa seguire alla bontà dell’atteggiamento soggettivo un comportamento oggettivo retto. Cosa significa e significherà essere virtuosi nell’era digitale? In internet, come vi si può esercitare la temperanza?
E’ possibile essere giusti, in uno spazio quanto mai “liquido”? C’è posto e ci sarà posto per le virtù cardinali e teologali: la Fede, la Speranza e la Carità?  I Millennials della classe dirigente a tutti i livelli anche in Politica vorranno dotarsi delle Virtù oltre che delle competenze specifiche?

Abbiamo fiducia di Sì e cioè che saranno le virtù umane e anche le Virtù cristiane per chi non ha Fede, ad aiutare la nuova classe dirigente nella fase del post Covid19. Infatti questa pandemia sta facendo scoprire in tutto il mondo, a tutti i Millennials, la fragilità dell’uomo e quando lo è di più senza “punti cardini” di riferimento nel suo agire.
Questi cardini possono essere le virtù, specie per chi non le aveva ancora conosciute e praticate, ancor più che adesso servirà tanta più consapevolezza e responsabilità nell’utilizzo degli strumenti e delle applicazioni digitali.

La responsabilità etica darà ai Millennials una nuova   un vero e proprio comportamento virtuoso da Cittadini laici e da Cristiani impegnati e Testimoni nel mondo della globalizzazione? Ci auguriamo di sì.

Naturalmente la società desiderabile è quella che garantisce benessere, diritti e valori, ma sembrerebbe dalle esperienze della storia e dell’ultimo secolo, in particolare, (siamo ai 100 anni dalla prima guerra mondiale), che la società perfetta sia tecnicamente irrealizzabile, ma speriamo per il futuro che non ci sarà dato di vedere che sarà possibile una nuova Storia verso un’autentica Civiltà dell’Amore, come ha pregato Papa Francesco da solo  nella Basilica di San Pietro nel Lockdown del marzo 2020.

 

Condividi tramite