Audizione dell’Autorità delegata Gabrielli. In cima all’agenda la direttiva comportamentale sugli incontri 007-politici e gli impatti del software Pegasus in Italia

È iniziata oggi con il prefetto Franco Gabrielli, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, una settimana densa per il Copasir. Domani tornerà a Palazzo San Macuto il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che del Copasir è stato presidente a inizio legislatura durante il governo gialloverde, prima di passare il testimone al leghista Raffaele Volpi. Giovedì sarà la volta del ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Mentre la Camera proseguiva la discussione del decreto legge che che darà vita all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, il Copasir si riuniva per approfondire alcuni temi con il sottosegretario Gabrielli. Tra questi, come ha reso noto il presidente Adolfo Urso, le modalità di applicazione della cosiddetta direttiva comportamentale sugli incontri tra operatori dell’intelligence e altri soggetti così come configurato nella legge 124/2007.

La questione è diventata scottante dopo l’inchiesta giornalistica della trasmissione di Rai3 Report sull’incontro in un autogrill, lo scorso dicembre, fra l’ex presidente del Consiglio e leader di Italia Viva Matteo Renzi e l’allora dirigente del Dis Marco Mancini (la cui convocazione al Copasir due settimane fa ha riacceso le tensioni all’interno del Comitato, come raccontato da Formiche.net)

Il sottosegretario Gabrielli, assieme a Elisabetta Belloni, numero uno del Dis, ha deciso che casi come l’incontro Renzi-Mancini non devono più accadere. E così, oltre al segnale impartito con il pensionamento anticipato di Mancini, i due hanno indicato la linea della massima riservatezza. La lacuna della legge sull’intelligence è stata colmata dal sottosegretario Gabrielli con una direttiva che prevede, tra le altre cose, l’obbligo di richiedere un’autorizzazione al capo dell’agenzia di appartenenza o al vertice del Dis per ogni tipo di appuntamento.

Altro tema al centro dell’audizione odierna, la vicenda inerente il software Pegasus e il suo eventuale utilizzo in Italia, nei confronti di cittadini italiani. Questione che era già stata affrontata la scorsa settimana in occasione dell’incontro tra il Copasir e il direttore dell’Aise, Giovanni Caravelli, e che non è escluso abbia fatto capolino anche nel colloquio telefonico tra il presidente del Consiglio Mario Draghi e il primo ministro israeliano Naftali Bennett di qualche giorno fa.

Sempre in merito a Pegasus, Formiche.net ha intervistato nei giorni scorsi Nunzia Ciardi, direttore del Servizio postale e delle comunicazioni, che ha spiegato: “Nessuno è davvero invulnerabile, non esiste il punto zero della sicurezza. La sicurezza informatica, in particolare, è un orizzonte che si allontana e bisogna continuamente cercare di raggiungere. C’è ovviamente un livello accettabile di sicurezza da garantire per ridurre al minimo gli aspetti patologici del web”.

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