La certificazione verde assumerà più importanza nel quotidiano a partire dal 26 luglio, per combattere il dilagare della variante Delta senza ricorrere alle chiusure. In fase di studio anche nuovi parametri per i colori delle regioni, basati sulle ospedalizzazioni

Contenere il contagio ed evitare il più possibile nuove chiusure sono gli obiettivi principali del governo in questo momento, mettere a frutto a dovere l’infrastruttura del green pass può essere il mezzo giusto per conseguirli. L’esecutivo continua nel dialogo con le Regioni, tra urgenza di fermare il dilagare della variante Delta del Covid-19 e necessità di lasciare respiro alle imprese, e l’idea è proprio quella di basarsi sul modello francese lanciato da Macron in questi giorni, richiedendo l’esibizione del certificato verde a prescindere dal colore della regione per accedere a spettacoli, manifestazioni sportive, viaggi. Anche nei bar e nei ristoranti al chiuso si potrebbe dover utilizzare il green pass, ma in questo caso in formato “light”, cioè anche semplicemente se si è stati vaccinati soltanto con la prima dose.

Le discussioni vanno avanti e domani dovrebbe essere approvato un decreto in Consiglio dei Ministri, che poi entrerà in vigore a partire da lunedì 26 luglio. Il green pass è in vigore dall’inizio di luglio in tutta l’Unione Europea, con parametri diversi per l’ottenimento e con regole differenti a seconda del paese: in Italia la certificazione viene rilasciata dopo quindici giorni dalla somministrazione della prima dose di vaccino, dopo due giorni dalla somministrazione della seconda dose, in seguito ad un test Covid negativo e in caso di guarigione dopo il contagio.

Fino ad ora l’utilità del green pass nei confini nazionali è stata limitata agli spostamenti tra regioni in zona arancione e rossa – eventualità ancora non verificatasi dall’entrata in vigore della certificazione – all’accesso alle residenze socio-assistenziali e alla partecipazione a feste, cerimonie ed eventi sportivi.

Il Comitato Tecnico-Scientifico starebbe in questa fase spingendo per qualche modifica alle regole relative all’ottenimento del green pass, consigliando ad esempio il rilascio solo in seguito al completamento del ciclo vaccinale e non già dalla prima dose. Questo è più probabile che avvenga da settembre, così come l’obbligo di esibizione della certificazione verde per accedere ai mezzi pubblici; quello che cambierà a partire da lunedì prossimo in base alle risultanze delle discussioni dei presidenti di Regione è che servirà il green pass per accedere a grandi eventi sportivi e di spettacolo, discoteche, fiere e congressi, mentre il governo aggiungerà all’elenco anche i treni a lunga percorrenza, gli aerei e le navi.

La volontà è quella di evitare ritorni in zona gialla, arancione o rossa delle regioni nell’immediato futuro, ma per ottenere questo risultato bisognerà anche cambiare i parametri che stabiliscono i colori. Non solo i casi settimanali su 100mila abitanti, a contare di più saranno il numero di ricoverati in area medica e in terapia intensiva, con percentuali rispettivamente del 10% e del 5% nelle idee del governo – le Regioni chiedono invece 30% e 20%.

Secondo gli ultimi dati trasmessi all’Istituto superiore di sanità, con gli attuali parametri alcune Regioni tornerebbero in zona gialla già da venerdì. Sono le aree dove l’incidenza dei nuovi contagiati – il Lazio è tra questi – supera i 50 casi settimanali su 100mila abitanti. Con il nuovo sistema questo indicatore non sarà più fondamentale.

La cabina di regia dovrà fissare il tetto. E mediare anche sulla lista dei luoghi dove si entra con il certificato. I temi sono questi e la direzione è chiara, nella speranza che la campagna vaccinale dia i suoi frutti come sta già facendo in termini di ospedalizzazioni e decessi.

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