Obiettivi di crescita raggiunti e confermati. L’ad di Leonardo, Alessandro Profumo, ha presentato alla Camera il piano industriale, dal processo di consolidamento sul fronte europeo (con Hensoldt) al contributo al Pnrr, a partire dalla digitalizzazione della Pubblica amministrazione. E su Drs…

“Un enzima della crescita tecnologica del Paese”. Così Alessandro Profumo descrive il ruolo di Leonardo per l’Italia, intervenuto oggi di fronte alla Commissione Attività produttive della Camera per un’audizione informale sul piano industriale della società. L’impatto del Covid-19 si è fatto sentire soprattutto per la divisione Aerostrutture, ha spiegato l’amministratore delegato, ma gli obiettivi di crescita sono stati rispettati e superati, confermati anche per il 2021.

IL PIANO

Già prima dello scoppio della pandemia, a febbraio 2020, Leonardo lanciava il nuovo piano strategico “Be tomorrow 2030”, fortemente voluto dall’ad ed elaborato dal capo delle strategie Enrico Savio. Poggia su tre pilastri: il rafforzamento del core business, la trasformazione dell’organizzazione interna e la spinta all’innovazione. Focus sulle nuove tecnologie, su digitalizzazione e sostenibilità, concetti che la pandemia ha posto poi al centro dell’agenda politica internazionale. Così Leonardo si è trovata con una tabella di marcia già capace di cogliere le sfide del futuro, rese ancora più attuali dal Covid-19.

IL CONTESTO INTERNAZIONALE

Certo, il virus ha reso il contesto internazionale ancora più complicato, contraddistinto da “una fortissima discontinuità tecnologica”, ha spiegato Profumo. Significa che i cambiamenti tecnologici su sviluppo e applicazioni sono più rapidi, e che i player di tutto il mondo vi stanno investendo massicciamente, compresi i competitor “di dimensioni colossali che possono contare su investimenti nazionali molto forti e su sostegni strutturati all’export”. È questo il contesto “da tenere a mente”, ha detto Profumo, ricordando che “i budget della difesa sono stabili o in crescita in tutto il mondo, proprio perché in un momento di crisi le tensioni geopolitiche tendono ad acuirsi e cresce il bisogno di sicurezza”. È a questo bisogno che risponde Leonardo, primo player italiano dell’aerospazio, difesa e sicurezza.

LA POSIZIONE DI LEONARDO

Con 13,8 miliardi di fatturato e la possibilità di aggredire una quota del 15% del mercato mondiale del settore, ha spiegato l’ad, “siamo grandi”. Leonardo con circa 50mila dipendenti, dei quali 31mila in Italia. “L’azienda è fortemente proiettata sul mercato internazionale; l’83% della nostra attività è venduta fuori dall’Italia; ma il 17% è importantissimo, poiché su di esso si basa larga parte dello sviluppo-prodotti”. Leonardo destina all’incirca il 12% dei suoi ricavi in ricerca e sviluppo, impegnato su questo novemila persone. D’altra parte l’obiettivo per restare competitivi è anticipare l’innovazione.

GLI OBIETTIVI DI POSIZIONAMENTO

“Vogliamo giocare un ruolo da protagonisti nel processo di consolidamento a livello internazionale del settore, prima di tutto europeo”, ha detto Profumo. Bisogna però evitare “di essere naif: ci sono aziende molto più grandi, con le quali se ci sediamo avremo un ruolo da fratello minore”. Dunque, occorre “essere capaci di identificare settore per settore le opportunità di crescita”. In tal senso il manager ha elencato gli “obiettivi di posizionamento” di Leonardo: “essere i numero uno al mondo negli elicotteri e nelle soluzioni di simulazione e addestramento; i numero uno in Europa nell’elettronica per la difesa; protagonisti nei programmi di cooperazione internazionale nell’aeronautica e nei sistemi autonomi; partner delle istituzioni per la sicurezza; punto di riferimento in Europa nel settore spazio”.

LE MOSSE

Si inserisce in tali direttive l’intesa annunciata ad aprile per l’acquisizione del 25,1% di Hensoldt, leader in Germania nel campo della sensoristica, con ambizioni in crescita tra robotica e cyber-security. Una mossa che rafforza il posizionamento sull’elettronica per la difesa, segmento cruciale del settore, in un quadro che vede Leonardo ben piazzata da Regno Unito, Stati Uniti e, ora, Germania. Tra l’altro, negli stessi giorni l’azienda aveva presentato l’acquisto del 30% di GEM Elettronica, azienda marchigiana specializzata in radar 3D di piccole e medie dimensioni, sistemi inerziali in fibra ottica, sistemi di sorveglianza e sensori elettro-ottici. È il consolidamento annunciato insieme al progetto di quotazione del 22% della controllata Drs, poi stoppata, a causa di “avverse condizioni di mercato”, e rinviata. Resta infatti tra gli obiettivi, ha spiegato Profumo, così da alimentare il processo di consolidamento mantenendo comunque la forte presenza negli Usa.

OBIETTIVO AZZERAMENTO DEL DEBITO

E poi c’è il focus all’interno dei confini nazionali. “Pensiamo di essere un enzima di crescita tecnologica del Paese”, ha detto l’amministratore delegato. Nel piano Be Tomorrow 2030 sono confluiti i dieci LeonardoLabs, uno per tecnologia dirompente, trasversali alle divisioni. Per questo “abbiamo già assunto 60 persone, con l’obiettivo di arrivare a circa 400”. Nei Labs rientra il supercomputer DaVinci-1 di Genova, già operativo per supportare tanti sviluppi tecnologici. Tra gli obiettivi “raggiunti” c’è anche il processo sul debito. “Ogni tanto c’è l’idea che Leonardo abbia un debito molto elevato e sostanzialmente non gestibile; non è assolutamente vero”, ha detto Profumo. “Siamo andati in obiettivi di riduzione del debito e abbiamo fatto meglio di quanto ci fossimo posti come obiettivo; vogliamo ancora ridurlo: con il piano al 2020-2025 di fatto azzereremo il nostro debito”.

PNRR E GREEN DEAL

Ma “il numero più bello” è un altro: “nonostante la crisi e i problemi stati nel 20202 abbiamo mantenuto forza lavoro, e siamo addirittura cresciuti di 350 risorse”. Anche su questo si misura il contributo al Paese, che ora passa pure per i canali del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Le iniziative di Leonardo riguardano il monitoraggio, la digitalizzazione della Pubblica amministrazione, la logistica e il contributo dello Spazio al Green deal. “Siamo particolarmente coinvolti” sulla la costituzione di un Polo strategico nazionale (Psn) per le infrastrutture digitali della Pa; “abbiamo un dialogo costante con gli operatori e con Cdp”. A Leonardo “siamo certi di poter dare un importante valore aggiunto nella componente di servizio: occorre lavorare non solo sui temi dell’housing e dell’hosting, ma anche sul miglioramento dell’insieme di servizi grazie al trasferimento dei dati al cloud”.

LE PARTNERSHIP

Su questi temi si collocano numerose intese siglate da Leonardo negli ultimi mesi. La più recente riguarda l’accordo con Tinexta, società italiana specializzata in cyber-security e digital trust, per collaborare al supporto della digitalizzazione dei processi industriali nazionali e ridurre il rischio di attacchi informatici. A maggio è arrivata l’intesa con Microsoft per la trasformazione digitale della Pubblica amministrazione, anticipata dall’accordo con Ericsson sul 5G e la partnership con Aruba sul cloud. Profumo ha ricordato l’intesa di aprile per la “prima infrastruttura nazionale di sicurezza sanitaria digitale con architettura cloud”, frutto dell’accordo tra Leonardo e Dompé. Già operativa, l’infrastruttura integra le capacità del super-computer di Leonardo e quelle della biblioteca Exscalate di Dompé, che vanta oltre cinque miliardi di molecole sintetizzate digitalmente. Il risultato è l’offerta di soluzioni per migliorare l’efficienza di strutture sanitarie e la programmazione di interventi in casi di emergenza pandemica.

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