Il libro di Andrea Pietrini, Fractional Manager (Egea), offre l’occasione per comprendere le trasformazioni del mercato del lavoro e le opportunità per le Pmi e i lavoratori. Aiuta a riflettere sulla formazione continua e sul welfare su cui il governo e le forze politiche dovrebbero discutere e investire

Entro il 2050 più della metà della forza lavoro non sarà assunta a tempo determinato o indeterminato, ma a frazione temporale su progetti specifici.

La figura del dipendente tende a sparire. I lavoratori di qualunque grado e ruolo opereranno come consulenti o liberi professionisti attivi su specifici progetti.

Le aziende grandi potranno così tagliare i costi e massimizzare la produttività, mentre quelle piccole potranno avvalersi di competenze fondamentali senza ricorrere a personale dipendente o di costose società di consulenza.

Per Andrea Pietrini autore di Fractional Manager, sarà l’età dei Fractional Worker. Si tratta di una figura professionale autonoma che entra in azienda con un rapporto costi-tempo modulare, abbinando una capacità di visione più ampia a una forte coerenza aziendale.

Il Fractional Worker porterà efficienza e produttività nelle aziende, soprattutto nelle medie e piccole. Necessita però, di un sistema educativo adeguato e continuo (long life learning), di un mercato del lavoro dinamico, e di un nuovo welfare che lo accompagni.

Le Pmi guadagneranno in efficienza e maggiore produttività ottenendo quelle competenze che altrimenti non si possono permettere. Per una Pmi infatti, un Ceo, un Cfo, un Hr, o anche un Pr, sono un costo difficilmente assorbibile, soprattutto con le farraginose regole del mercato del lavoro italiano.

Un consulente temporaneo (Temporary Management) si rivela la soluzione sartoriale per le imprese perché porta conoscenze, competenze e esperienze elevate esattamente per il tempo necessario.

  • L’azienda può servirsi della figura manageriale migliore in funzione delle proprie esigenze organizzative e temporali.
  • Non si ricorre a società di consulenza costose che spesso scaricano il lavoro su figure junior. Il Fractional Worker collaborerà all’interno di una rete virtuale di competenze da cui attingerà solo quando necessario.

Il Fractional entra in azienda con un rapporto costi-tempo modulare, anche solo qualche ora o giorno alla settimana, per risolvere un problema.

Il Fractional non è un dipendente. Non è nemmeno un consulente o un imprenditore. Ma deve essere un po’ di tutto. Non fornisce solo una consulenza per risolvere un problema aziendale, ma deve procacciarsi i clienti, deve gestirli, deve gestire se stesso (finanziariamente e legalmente), e soprattutto deve formarsi continuamente (long life learning).

  • Il rischio può essere culturale. La presenza in organizzazione di figure temporanee può indebolire la cultura aziendale se il Fractional non è coerente o capace di adattarsi al progetto e di sposarne finalità e valori.

L’autonomia e la temporaneità di un mercato del lavoro dinamico portano benefici al Fractional ma anche dei rischi. Il lavoratore temporaneo può operare più liberamente con più realtà contemporaneamente. Tuttavia, gli vengono a mancare quelle garanzie che il lavoro dipendente offre, sia economico e sociali che formative. È perciò necessario che il mercato del lavoro sia supportato parallelamente da un percorso formativo costante e accessibile e da un welfare adeguato che sostengano il Fractional quando e quanto necessario.

Le aziende devono sfruttare questa opportunità quanto possibile per migliorare i propri processi organizzativi e commerciali migliorando produttività, efficienza e contenendo i costi. Il governo deve investire sulla formazione continua che possa accompagnare i lavoratori nel corso del tempo, consentendogli di educarsi costantemente per rispondere ai problemi che il futuro presenterà. Deve anche ripensare il welfare. In questo contesto di Fractional e Temporary, il Reddito Universale incondizionato, che sostituisce i molti ma poco efficaci strumenti attuali, sembra essere il mezzo più adeguato. Per i cittadini il Fractional deve essere un’opportunità da perseguire, con coraggio e ambizione.

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