Consapevole dell’importanza di promuovere la cultura del digitale e dell’imprenditorialità, Google ha messo in campo Italia in Digitale, una piattaforma creata per accelerare la ripresa economica del Paese attraverso una serie di strumenti gratuiti, tra cui alcuni focalizzati sul settore del turismo. Un esempio è la nuova piattaforma Travel Insights with Google, da giugno disponibile anche in Italia

Il turismo post Covid riparte grazie ai borghi e agli hotel diffusi. La notizia è stata data da Forbes, a riprova dell’importanza delle piccole località nella ripresa del turismo. Ed è proprio il digitale, il driver del successo dei borghi.

“Il futuro del turismo sono i borghi e le piccole località e possiamo valorizzare queste esperienze grazie al digitale – esordisce l’imprenditore culturale e ceo di Kif Italia Giuliano Gasparotti – d’altronde la strategia del governo è fortemente incentrata sul portare turisti in nuove zone”.

“L’obiettivo deve essere ‘spalmare’ i turisti in tutto il territorio, promuovendo un turismo sostenibile, di prossimità, slow, fatto di ascolto e compenetrazione con i luoghi, per comprenderne la storia, il sostrato – nota ancora Gasparotti -. Il turismo che consuma freneticamente le grandi città crea più costi che benefici”.

Ma cosa significa “digitale” quando parliamo di turismo? L’integrazione di nuove tecnologie nel settore turistico, innanzitutto, è un’opportunità per gli operatori del business, un nuovo modo di pensare al viaggio da parte dei turisti. Il 22% dei turisti italiani ha usato strumenti immersivi per visionare hotel e luoghi prima del viaggio, spesso servizi come Google Maps e Street View. Inoltre, la percentuale di turisti che, dopo il viaggio, comprano on-line un prodotto legato alla località visitata è passata dal 4% nel 2015 al 12% nel 2019 (nel 70% dei casi si tratta di prodotti alimentari). In generale, tutti i servizi che consentano di fare formazione in piccole località, digitalizzare i servizi di offerta e promozione dei territori, rappresentano l’essenza di questo connubio borghi e innovazione. Fondamentale è, infine, la copertura dell’intera Penisola con la banda ultra larga. Fino a pochi anni fa, eravamo fanalino di coda in Europa. Nel biennio 2018-2019, abbiamo raggiunto il 30,6% di copertura e nell’ultimo anno abbiamo guadagnato altri 10 punti percentuali. Oggi, l’Italia, con circa 11 milioni di unità immobiliari raggiunte dalla fibra ottica FTTH/B, vanta una copertura totale pari al 41% del territorio, al 18esimo posto nella Ue per fibra, ma al II per crescita di case cablate, pari a 2,8 milioni di unità immobiliari cablate in un anno, secondo l’FTTH Council.

Tutti questi fattori possono favorire la digitalizzazione di borghi e turismo e, in definitiva, affermare il successo delle piccole località. Ma oltre al loro successo, grazie alla digitalizzazione, c’è la ripartenza economica, fondamentale in un momento storico come quello in cui stiamo vivendo.

“Sin da quando Procida è stata nominata Capitale italiana della Cultura 2022 – ci racconta il direttore della kermesse campana Agostino Riitano, esperto di politiche culturali – ci è parso chiaro che l’isola e il nostro progetto incarnassero una vera e propria profezia di cambiamento nel paradigma delle politiche culturali del Paese, che aveva sin qui privilegiato le grandi città d’arte, e che oggi punta invece anche e soprattutto sullo straordinario patrimonio culturale diffuso nei piccoli centri, isole minori comprese”.

“Oggi si è generato un vero e proprio trend che testimonia un cambio nel rapporto centro-periferia in questo Paese”, osserva ancora la comunicatrice nel settore culturale Serena Trivelloni.

600 milioni, infatti, sono stati appostati nel Pnrr proprio per ripopolare i borghi e, a seguito della pandemia, si è assistito a un positivo trend di aumento demografico delle aree interne.

Le serie storiche confermano che i comuni con meno di 3.000 abitanti sono aumentati di numero rispetto a sessant’anni fa; nello stesso periodo i comuni dai 3.000 ai 50.000 abitanti hanno visto crescere del 23,2% il numero dei residenti e i comuni con più di 50.000 abitanti sono passati da 13.3 milioni ai 21 milioni odierni. Questi dati confermano che lo spopolamento non è andato solo a vantaggio delle grandi metropoli, ma anche dei comuni di medie dimensioni.

“Il digitale è un alleato prezioso per il riscatto dei borghi e dell’intero meridione, aiutando a tessere legami di società, come è peraltro accaduto in questa lunga e complessa pagina della pandemia”, riflette Riitano.

Consapevole dell’importanza di promuovere la cultura del digitale e dell’imprenditorialità, Google ha messo in campo Italia in Digitale, una piattaforma creata per accelerare la ripresa economica del Paese attraverso una serie di strumenti gratuiti, tra cui alcuni focalizzati sul settore del turismo. Un esempio è la nuova piattaforma ‘Travel Insights with Google’, da giugno disponibile anche in Italia. Il tool contiene una serie di strumenti e guide utili per raggiungere i viaggiatori, a disposizione di strutture ricettive, operatori del turismo e agenzie di viaggi.

In particolare, in questa si trova ‘Hotel Insights’, per aiutare gli albergatori a scoprire cosa cercano i potenziali viaggiatori di domani, come raggiungerli, e cosa fare per aumentare le prenotazioni future. Inoltre, è anche presente il nuovo strumento ‘Destination Insights’, che “permette di ottenere informazioni utili per esplorare come cambia la domanda turistica nel tempo e monitorare le tendenze di viaggio”, aggiunge Marco Giorgini, Marketing Lead Vertical Platforms in Google Italia. “Così facendo vogliamo aiutare un settore, il turismo, che proprio in Italia è uno dei settori chiave per l’economia e per preservare l’inestimabile patrimonio artistico culturale e naturalistico del nostro Paese”.

“Una celebre frase di Gustav Mahler dice: ‘Tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri’. La contemporaneità richiede anche ai luoghi narrati come i custodi della tradizione di fare i conti con la grande complessità della contemporaneità – esordisce il prof. Alex Giordano, direttore scientifico Societing/RUralHack -. Ciò che serve è la capacità di tenere insieme la tradizione e la contemporaneità, offrendo alle comunità l’occasione di creare nuove idee di crescita e sviluppo che coniugano e tengono insieme le attitudini della tradizione, la capacità di accogliere e aprirsi a nuove forme di inclusione, aprendo l’ospitalità ad artisti, turisti, smart worker, e la consapevolezza del genius loci e degli elementi identitari di quei luoghi”.

Il professor Giordano è convinto che l’innovazione sia il futuro per le aree interne, non solo per il turismo ma per il rilancio stesso dei territori.

“Le innovazioni tecnologiche possono accompagnare e favorire il recupero o il mantenimento delle competenze che si sono tramandate nel tempo, legate a mestieri della tradizione come l’agricoltura, l’artigianato o la produzione di cibi tipici, che si evolvono grazie all’incontro con la contemporaneità, fatta di metodi strutturati per la co-ideazione e il co-design di soluzioni oppure di nuovi strumenti di comunicazione e vendita come piattaforme di e-commerce, social media, data commons, ecc. – dichiara il professore -. Perché le tecnologie possono diventare il mezzo per immaginare insieme ai giovani, agli artigiani, alle piccole imprese, agli imprenditori sociali, alle start up, alla ricerca 4.0, alle istituzioni”, conclude Giordano.

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