La libertà degli illiberali è ideologica, non evolve nel tempo, ma resta immobile. È ideologica o religiosa. Per gli illiberali il green pass creerebbe cittadini di serie A e di serie B. Una semplice assurdità. La tessera verde interviene a seguito della scelta di non rendere obbligatori i vaccini, fatta appunto per restare coerenti con il permettere la libera decisione di ciascuno sulla propria salute. Il commento di Pietro Paganini e Raffaello Morelli

Con la pandemia è emersa la profonda cultura illiberale radicata in Italia. Si tratta della cultura di chi opera contro le condizioni su cu si fonda la libertà. Il dibattito sul green pass ci consente di distinguere la falsa libertà degli illiberali dalla libertà dei liberali.

Il green pass è, al pari delle terapie mediche, uno strumento per tutelare le nostre libertà nel momento in cui sono minacciate e limitate dalla pandemia. Chi lo rifiuta dimostra di avere un’idea distorta della libertà. Si ritiene che la sua imposizione per legge sia un limite alla libertà individuale, e lo si paragona ai comportamenti dei peggiori regimi dispotici.

Chi lo sostiene, in un quadro equo di regole e di opportunità (accesso alla doppia dose di vaccino, per esempio), è convinto che sia uno strumento necessario, al pari di terapie e distanziamento sociale, per garantire le libertà dei cittadini.

Per i liberali la libertà è il diritto (soggettivo) che ciascuno ha di dire e fare qualcosa ma è anche, il diritto (oggettivo) che ciascuno ha da (non subire) qualcosa che pertiene alla libertà degli altri. La libertà infatti, non è mai un diritto assoluto ma è mediato dalla legge che lo Stato stabilisce (attraverso le sue forme istituzionali) per garantire la convivenza tra i cittadini, cioè le loro libertà di e da.

– Libertà è plurale perché esprime le differenti libertà di cittadini diversi. Chi la usa singolarmente riferisce unicamente alla propria libertà (singolare) di, senza riconoscere le libertà (plurale) altrui.

I liberali – a differenza degli illiberali – si affidano al metodo sperimentale dell’osservazione dei fatti, da cui astrarre ipotesi conoscitive sottoposte poi a verifica. Il metodo sperimentale dei liberali serve a produrre la conoscenza necessaria a conoscere il mondo e a risolvere i problemi che come umanità affrontiamo per vivere meglio insieme.

– Tra questi problemi vi è appunto, la necessità di garantire le libertà dei cittadini, attraverso la legge. E attraverso il confronto critico della sperimentazione che le istituzioni promulgano le leggi per tutelare le libertà.

L’efficacia di tali procedure sperimentali, dipende dall’essere portate avanti dall’iniziativa individuale che si confronta con le iniziative degli altri individui e, in base all’esperienza, giunge ad individuare le scoperte e le soluzioni più feconde. Il liberale si confronta per trovare un bilanciamento tra le diverse libertà dei cittadini, e lo fa attraverso le istituzioni di cui ha dotato lo Stato (che è un’invenzione liberale).

– Occorre che lo Stato ci sia, per favorire le norme di convivenza decise dai cittadini e per impegnarsi a sciogliere i nodi che si formano nella vita e, restringendo la libertà, frenano l’attività motrice. In generale e nello specifico della salute nel convivere.

Le regole della convivenza cambiano nel tempo perché mutano le circostanze in cui gli individui si trovano ad operare. Così evolve anche la conoscenza, fornendo agli individui nuovi problemi ma anche nuove soluzioni. Si spiega quindi la voglia dei cittadini di ampliare le proprie libertà ma anche di modificare la legge al fine di regolare la convivenza fra queste libertà.

– Una simile prospettiva atterrisce i non liberali (cioè coloro che non mettono la libertà al primo posto del convivere), perché affida le scelte ai cittadini diversi, marginalizzando chi invece, vorrebbe scegliere al posto dei cittadini.

Per gli illiberali non esistono le libertà (plurali) ma solo una libertà (singolare) di dire e fare che non riconosce le libertà altrui. Di conseguenza non c’è alcuna necessità di espandere la conoscenza cogliendo nuovi problemi e trovando attraverso il metodo critico altre soluzioni che tutelino le libertà (plurale) per ampliarle. Esiste una sola libertà, che in quanto tale è totalitaria, cioè non sono le libertà che intendono i liberali.

La libertà degli illiberali è ideologica, non evolve nel tempo, ma resta immobile. È ideologica o religiosa.
Per gli illiberali il green pass creerebbe cittadini di serie A e di serie B. Una semplice assurdità. La tessera verde interviene a seguito della scelta di non rendere obbligatori i vaccini, fatta appunto per restare coerenti con il permettere la libera decisione di ciascuno sulla propria salute.

– Al momento ci sono solo tre strumenti esterni efficaci per proteggerci dal virus (il distanziamento, il disinfettante e le mascherine). La terapia interna più efficace è il vaccino (altre terapie sono utili, preventive, ma meno efficaci). Emerge quindi, la necessità di proteggere i vaccinati da tutti coloro che non hanno ritenuto di corazzarsi con il vaccino. Segue che per tutelare dal virus decine di milioni di cittadini il green pass sia uno strumento efficace che non ha alternative valide.

– È una protezione di tipo statistico, che non discrimina i cittadini ma prende atto delle scelte sanitarie che ognuno di loro ha fatto ed evita che quelle scelte possano attentare alla salute di altri individui conviventi. La libertà nel convivere intesa in modo coerente (cioè dando a ciascuno uguali diritti legali), non può imporre a qualcun altro le proprie decisioni.

Per gli illiberali il documento vaccinale è paragonabile ai passaporti interni obbligatori per i cittadini Urss oppure alla Cina che intende continuare i controlli anche passata la pandemia oppure alla stella gialla imposta agli ebrei dal nazismo. Riscoprono Marcuse un cinquantennio dopo e paventano la deriva di una società del “sorvegliare e punire”. Ma una cosa sono i controlli di origine sanitaria, una cosa tutta diversa i controlli politici. È la stessa libertà che promuove i primi mentre avverte e si attiva per evitare i secondi. La tessera verde non è qualcosa che oscura le minoranze. Al contrario, ne accetta l’esistenza e insieme si prefigge di tutelare le maggioranze dalla pandemia.

– Il mondo degli illiberali sta chiuso nella certezza sul dover essere della loro verità e aborre la variabilità sperimentale della scienza. Al punto da considerare una contraddizione il fatto che gli stessi vaccini riportino l’inesistenza di condizioni sperimentali di lunga durata e addirittura un limite della scienza il non aver finora brillato per unanimismo (ignorando il concetto cardine comprovato, la scienza come falsificazione del finora conosciuto). Il mondo degli illiberali è impermeabile all’idea di probabilità e a quella del passar del tempo.

Gran parte di questa confusione va attribuita ai media. Sostengono i vaccini ma lo fanno con le modalità proprie della propaganda totalitaria. Così anche molti rappresentanti del governo e della società civile, illiberali come i nemici dei vaccini. Da questo loro atteggiamento derivano gli argomenti degli illiberali che si oppongono al green pass.

Il sostegno al vaccinarsi dovrebbe improntarsi al diffondere lo spirito critico e antidogmatico della libertà individuale. Per cui dovrebbe evitare di predicare il dovere morale e critico del vaccinarsi, che è un’espressione religiosa lontana dal metodo della libertà che esprime le proprie diversità per migliorare la convivenza e tutelare la salute.

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