“L’area della Mirafiori sarebbe ideale” per ospitare lo stabilimento Intel, dice il ministro dopo il colloquio con le istituzioni piemontesi. Così Stellantis può essere l’asso nella manica per battere la concorrenza tedesca

Il Mise punta su Torino per lo stabilimento di assemblaggio dei semiconduttori che il colosso americano Intel vorrebbe aprire in Europa. È quanto è emerso dopo il colloquio tra il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e la sindaca di Torino Chiara Appendino che pochi giorni fa aveva affidato alla Stampa alcune considerazioni preoccupate sul futuro industriale della città anche alla luce della transizione ecologica (ma non soltanto).

UN COLLOQUIO POSITIVO

Presenti all’incontro in videoconferenza anche il viceministro Gilberto Pichetto, già vicepresidente della Regione Piemonte, e la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, torinese doc, oltre all’assessore regionale al Bilancio Andrea Tronzano e quello comunale alle Politiche del lavoro e attività produttive Alberto Sacco. C’erano dunque tutti i maggiori partiti della maggioranza di governo – Forza Italia con Pichetto, Lega con Giorgetti, Movimento 5 stelle con Appendino, Partito democratico con Rossomando – a dimostrazione della centralità del dossier.

Dal Mise trapela soddisfazione per il lungo colloquio, definito “positivo e produttivo”, che ha toccato diversi argomenti: la possibilità di realizzare la sede Intel a Torino, gli investimenti sull’aerospazio in Piemonte, le problematiche legate alla transizione ecologica per l’automotive, la creazione di una fondazione per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

LA SCOMESSA SU MIRAFIORI

“Il Mise ha approfondito la questione Intel”, ha dichiarato Giorgetti ricordando l’incontro di qualche settimana fa con l’amministratore delegato Pat Gelsinger. “Si tratta di un progetto con un impatto enorme per tutto il territorio e la sua economia. Ho pensato che abbiamo già un’area infrastrutturata per questa realizzazione, che è quella di Mirafiori nella parte non utilizzata”, ha proseguito il ministro.

IL RUOLO DI STELLANTIS

“L’area della Mirafiori sarebbe ideale per quell’insediamento ma è chiaro che si dovrà coinvolgere anche Stellantis”, aveva dichiarato ieri il ministro Giorgetti da Milano Marittima. Infatti, la casa automobilistica è proprietaria dell’area compresa tra via Settembrini e strada della Manta e potrebbe anche essere interessata a cedere e valorizzare le aree dismesse, come riporta La Stampa. L’auspicio che è proprio il coinvolgimento di Stellantis possa rappresentare l’asso nella manica per battere la concorrenza di Paesi come Spagna e Germania. In particolare della Baviera, dove nel suo recente tour europeo il numero uno di Intel ha incontrato non soltanto il viceministro dell’Economia tedesco ma anche il governatore e i vertici di Bmw e Deutsche Telekom.

LE SPERANZE PIEMONTESI

Se la concorrenza europea preoccupa, a livello nazionale non sembrano esserci incompatibilità tra l’eventuale stabilimento di Intel a Mirafiori e quelli di Stmicroelectronics ad Agrate Brianza e a Catania. L’automotive è, assieme ad aerospazio, idrogeno e intelligenza artificiale, uno dei pilasti su cui si poggia la richiesta avanzata al presidente del Consiglio Mario Draghi la scorsa settimana da Cirio e Appendino, preoccupati dall’urgenza di certezze a medio-lungo termine per il settore.

INVESTIMENTO PUBBLICO

“Secondo me soddisfa tutti i requisiti, non è l’unica candidata ma quella più qualificata. Cosa farà Intel non lo sappiamo, ma visto l’entità dell’investimento anche per il contributo statale, ritengo che si arriverà a una diffusa rete sul territorio europeo, in questa logica penso a due o tre realtà, di cui una in Italia”, ha aggiunto. In questo senso, Giorgetti si è detto convinto che “possa esserci anche il via libera dell’Italia all’investimento dello Stato per oltre 8 miliardi e che ci siano ragionevoli speranze su Torino”.

E GLI AIUTI DI STATO?

Ma, come notavamo pochi giorni fa su Formiche.net, perché l’Unione europea possa essere meno dipendente della catena di approvvigionamento a Oriente e a Occidente, è necessario rimettere mano alle norme sugli aiuti di Stato. Poche settimane fa, ospite al Consiglio informale sulla Competitività di Lubiana, il ministro dello Giorgetti aveva lanciato l’allarme: “Serve una riflessione sulla compatibilità tra sovranità tecnologica e aiuti di Stato”.

LA SPONDA DI AMCHAM

“Siamo in un momento di grande cambiamento e il governo Draghi ci ha riportato in una traiettoria positiva a livello internazionale”, ha dichiarato Simone Crolla, consigliere delegato di American Chamber of Commerce in Italy promettendo “massimo sostegno e supporto al ministro Giorgetti per attrarre questo investimento”. Sfruttare questo momento di ripresa e riposizionamento per rendere l’Italia il principale hub europeo degli investimenti americani “non è un sogno, ma una realtà possibile e raggiungibile”, ha aggiunto.

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