Alibaba e Tencent, due tra le più grandi aziende Tech cinesi, hanno interrotto una guerra che durava da 8 anni dopo la spinta del governo. I gruppi hanno sempre lavorato in totale autonomia, bloccando qualsiasi interoperabilità tra i due sistemi. Ma ora Pechino ha disegnato una nuova politica industriale, volta a spezzare i monopoli e soprattutto impedire che i giganti della tecnologia diventino troppo grandi per essere “domati” dal partito comunista

Nel 2013, il gruppo Alibaba vietò ai propri utenti di utilizzare WeChat (gruppo Tencent), l’equivalente di WhatsApp ma usato principalmente in Cina, per fare business sui propri siti, come Tmall e Taobao. Il blocco fu una mossa completamente economica, perché oltre a frenare qualsiasi ipotetica competitività tra i due, obbligò i clienti ad utilizzare soltanto le applicazioni prodotte da Alibaba.

Da quel momento in poi, entrambe le Big Tech cinesi, Tencent e Alibaba, hanno reso impossibile l’utilizzo delle rispettive app sulle proprie piattaforme. Ad esempio, su WeChat non si possono mandare link di prodotti venduti su Alibaba, e su quest’ultimo non si può pagare con il sistema elettronico di Tencent. L’interoperabilità tra i due è dunque completamente bloccata.

Questo però, fino a pochi giorni fa. Nel mese di luglio, il Ministero dell’Industria, Informazione e Tecnologia (Miit) cinese ha pubblicato i termini per la nuova politica industriale del paese, volta a regolare i giganti del settore e l’ordine del mercato attualmente senza competitor. Proprio per questo motivo, aziende come Tencent e Alibaba hanno recentemente deciso di fare un passo in avanti, evitando così qualsiasi possibile obbligo imposto dal governo cinese cercando di prendere in mano il dossier direttamente.

Lunedì 13 settembre, Tencent e Alibaba hanno reso noto di aver trovato un accordo in seguito ad una riunione con alcuni rappresentanti del Miit. La collaborazione consentirà di dare accesso ai propri sistemi anche a chi non è parte del gruppo, dunque ai competitor. Da ora in poi su WeChat si potranno, ad esempio, mandare link dello store di Alibaba, e su Alibaba pagare tramite Tencent.

I due gruppi saranno dunque i primi a dare accesso al loro “walled garden,” come l’ha definito il Financial Times, il loro “giardino murato” di applicazioni. Un mondo finora inaccessibile a chi non ne faceva parte. Come loro, tutte le aziende dovranno “garantire un normale accesso a siti web legali e conformi, un requisito fondamentale per lo sviluppo di Internet”, ha dichiarato il portavoce del Miit, Zhao Zhiguo.

Quindi, le imprese dovranno ora “portare avanti processi di auto-esame e di rettifica per una soluzione “graduale” e coloro che violeranno queste regole saranno puniti, ha riportato Agenzia Italia. Nonostante sia “normale” per le aziende Tech cinesi limitare la concorrenza, questa nuova campagna industriale risulta essere l’ennesimo sforzo da parte di Pechino di regolare il mercato, ponendo così non solo una tregua tra i due giganti ma anche le basi per una maggiore regolamentazione su scala nazionale.

Tencent e Alibaba sono le prime due Big Tech ad iniziare questo processo di “conformazione” alle regole del governo, ma tutte le aziende dovranno iniziare molto presto.

Condividi tramite