Con le elezioni anticipate, il premier canadese spera di raggiungere la maggioranza. Ma molto probabilmente ci sarà un pareggio tecnico tra il Partito Liberale e il Partito Conservatore. Quest’ultimo, con la candidatura di Erin O’Toole, ha saputo guadagnarsi il “voto di protesta” contro la gestione della pandemia

Ancora una volta, i canadesi sono chiamati alle urne. È la seconda volta in due anni. Il risultato delle elezioni generali, convocate in anticipo dal primo ministro Justin Trudeau, potrebbero finire in un pareggio tecnico tra conservatori e liberali, ciascuno con il 30% dei voti, secondo gli ultimi sondaggi.

Il sistema elettorale del Canada è criticato da molto tempo perché si basa sulla vittoria di ogni circoscrizione e non considera una rappresentazione proporzionale alla Camera bassa. Per la Canadian Broadcasting Corporation, il Partito liberale avrà comunque 120 seggi su 150, risultati che potrebbero consentire un altro governo di minoranza, come quello di adesso.

Ma il premier è alla ricerca di una riconferma con una nuova maggioranza. Ad ottobre del 2019, il Partito liberale canadese ha ottenuto una vittoria limitata, che ha consentito la formazione di un governo di minoranza. Un quadro molto diverso a quello di sei anni fa, quando Trudeau vinse per la prima volta. Ora il consenso è in calo, anche per la valutazione della gestione della crisi sanitaria.  Qualche giorno fa, una manifestazione contro le misure anti-Covid ha attaccato Trudeau lanciandogli pietre.

Sono ben collocati invece i conservatori canadesi, o almeno meglio di anni fa. I sondaggi concedono al Partito Conservatore tutti i voti di protesta contro Trudeau. Il candidato conservatore, Erin O’Toole, ha incentrato la campagna elettorale sulle critiche contro l’esecutivo e quello che considerano uno spreco di risorse per le elezioni: circa 500 milioni di dollari.

O’Toole è un avvocato di 48 anni, esperto di elicotteri militari, ma un vero outsider della politica. Ha saputo conquistare gran parte dell’elettorato indeciso virando il discorso conservatore verso il centro, con una posizione molto più progressista, a favore dei diritti sociali e l’ambiente.

Per Lydia Miljan, professoressa di Scienze politiche all’Università di Windsor, le elezioni canadesi sono più che un referendum alla gestione della pandemia. Al quotidiano El País, ha spiegato che sarà una consultazione del “perché stiamo votando ancora una volta. Ci saranno molti giudizi contro Trudeau, specialmente perché ha convocato le elezioni molto presto, quando ancora aveva la possibilità di fare approvare le leggi che voleva”.

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