I fondi bilaterali, di cui si parlerà negli incontri tra forze sociali e governo, costituiscono le fondamenta di quel che sarà l’evoluzione della previdenza integrativa a sostegno dei lavoratori. Per questo è importante il voto per il rinnovo degli organismi in Previmoda, che costituiscono una tessera di questo mosaico di rilancio. L’intervento di Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec

I fondi bilaterali costituiscono le fondamenta di quel che sarà l’evoluzione della previdenza integrativa a sostegno dei lavoratori. Questa osservazione sorge spontanea, soprattutto in vista della riforma degli ammortizzatori sociali, che il governo vuol determinare col contributo delle parti sociali, e, nel caso che ci riguarda a breve, rispetto alle elezioni che si terranno tra il 5 ed il 7 ottobre (e tramite voto elettronico si prolungheranno fino al 22 ottobre) per il rinnovo del fondo Previmoda, riguardante soprattutto il settore tessile.

Eppure, esiste anche il concreto rischio che la stessa adesione ai suddetti fondi possa essere disincentivata da nuovi provvedimenti normativi. Infatti, nella predisposizione della legge delega sulla riforma fiscale si ipotizza un ritorno a una tassazione secondo le normali aliquote Irpef, cioè dal 23 al 46%, a fronte delle attuali che vanno dal 9 al 15%. In parole povere questo cambiamento si tradurrebbe in una stangata per gli aderenti ai fondi che rischierebbero pure di perdere tutta una serie di bonus, esenzioni e agevolazioni legata al reddito, proprio a causa della pensione complementare. Una eventualità che va assolutamente scongiurata.

È bene ribadire come oggi non esista un contratto collettivo nazionale delle grandi categorie dei settori privati che non destini risorse per il welfare. Rispetto all’aumento delle disuguaglianze nella società, imprese e sindacati hanno cercato di fare la loro parte anche attraverso la contrattazione, a livello nazionale e poi aziendale. Proprio nell’industria, l’accordo interconfederale di Confindustria e Cgil, Cisl e Uil del marzo 2016 ha definito una cornice in cui devono avvenire i rinnovi dei contratti. In questo contesto ampio spazio è riservato al welfare. L’accordo spiega che imprese e sindacati ritengono necessario salvaguardare il carattere universale del welfare pubblico, migliorandone la qualità e il livello delle coperture sociali. Le parti sono convinte che forme di bilateralità possono integrare il sistema di relazioni industriali e il modello contrattuale, contribuendo alla realizzazione di un welfare contrattuale integrato e coordinato.

Il welfare contrattuale ha natura integrativa ai diversi livelli e può rappresentare un terreno di crescita del benessere organizzativo e di conciliazione dei tempi di vita e lavoro, nel quadro di un miglioramento complessivo della produttività e delle condizioni di lavoro. Le linee guida per la riforma degli ammortizzatori sociali presentate dal governo valorizzano, confermano e rafforzano l’esperienza mutualistica e solidale dei fondi bilaterali ribadendone le prerogative e anche l’obbligatorietà. Insomma, l’obiettivo è quello di garantire una maggiore universalità delle tutele su materie come previdenza complementare, assistenza sanitaria integrativa, tutela della non autosufficienza, prestazioni di welfare sociale, conciliazione dei tempi di vita e lavoro. Così come nel settore del tessile della moda fino ai tanti altri presenti nel mondo industriale, la previdenza complementare è diventata sempre più importante, anche grazie alle modifiche normative che hanno introdotto maggiore flessibilità in entrata e in uscita dai fondi pensione. Per le parti occorre rafforzare il secondo pilastro sia favorendo le iscrizioni ai fondi sia diversificando i portafogli di investimento.

Il caso di Previmoda dimostra come imprese e sindacati dei settori specifici abbiamo voluto accrescere il ruolo della previdenza complementare aumentando di fatto la quota a carico delle aziende destinata al fondo stesso che offre ai lavoratori iscritti anche l’assicurazione vita e invalidità. Le elezioni per il rinnovo del fondo in questione rappresentano un momento di partecipazione democratica per assicurare il futuro ad un ente paritetico caratterizzato da una assemblea, da un Consiglio di amministrazione e da un Collegio dei sindaci sono costituiti per metà da rappresentanti dei lavoratori e per metà da rappresentanti delle imprese. Ecco perché è importante che gli addetti interessati partecipino alle elezioni di ottobre.

Il riferimento è ai lavoratori del tessile-abbigliamento, delle calzature, degli occhiali, della lavorazione pelle-cuoio, dei giocattoli, delle penne, delle spazzole-pennelli-scope, delle lavanderie industriali, degli ombrelli, dei retifici meccanici da pesca, della concia. La partecipazione al voto rappresenta il rafforzamento delle opportunità previdenziale per una parte determinante nel mondo dell’industria manifatturiera. Si tratta di settori strategici per il “made in Italy” finora duramente colpiti dagli effetti della pandemia virale e che ora abbisognano di uscire dalla crisi.

Anche il rafforzamento del sistema previdenziale attraverso il consolidamento dei rispettivi fondi integrativi può aiutare il Paese ad imboccare la strada della ripresa economica. Anche le elezioni per il rinnovo degli organismi in Previmoda costituiscono una tessera di questo mosaico di rilancio. E anche un segnale chiaro per scongiurare ogni passo indietro in ambito nazionale dell’attuale ruolo della previdenza complementare.

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