“Il ponte di Londra è caduto”. Questa frase, pronunciata via telefono dal primo ministro attiva il piano della successione della Corona britannica quando la Regina non ci sarà più. Tempi, comunicazioni, commemorazione e tweet (vietati) nel D-day

Molti dei protocolli previsti per la Corona britannica sono diventati noti grazie alla serie “The Crown” di Netflix. Dalle buone maniere all’ora del tè fino alla morte del Primo ministro.

Ma che cosa succederà quando morirà Elisabetta II? Il sito Politico ha svelato tutti i dettagli del protocollo più complesso: l’Operazione London Bridge. Il piano comincia quando il primo ministro britannico comunica il decesso al telefono con la frase “Il ponte di Londra è caduto”, London bridge is down.

Politico ci ha tenuto a sottolineare che Elisabetta II, 95 anni, gode di buona salute, e la pubblicazione dell’articolo approfondito, non vuole suggerire che la sua morte sia imminente. Dopo la débacle di it’s coming home, la scaramanzia è arrivata anche Oltremanica?

Il D-day, come è stato ribattezzato il giorno della morte della Regina, comincerà con una serie di comunicazioni a ministri e funzionari di prima linea. Il testo è già in bozze e dice: “Cari colleghi, è con tristezza che vi scrivo per informarvi della morte di sua maestà, la Regina”.

Dopo l’invio, tutte le bandiere della zona parlamentare saranno a mezz’asta entro 10 minuti dell’arrivo della mail. La tempistica è uno dei tanti punti sui quali ancora si discute, giacché per Downing Street sarà impossibile senza un aiuto esterno.

È previsto anche un blackout delle comunicazioni sui social network da parte di tutte le istituzioni pubbliche del Regno Uniti. Saranno vietati i retweet negli account ufficiali e il contenuto non urgente.

La notizia potrà essere diffusa solo tramite una nota ufficiale della Casa Reale. Il premier sarà il primo membro del governo a fare una dichiarazione, il resto dei membri dell’esecutivo non potranno pronunciarsi sul tema fino a quel momento.

Secondo Politico, la notizia della scomparsa della Regina sarà gestita successivamente seguendo parametri ben precisi dai siti web governativi e della famiglia reale. Sul portale di Buckingham Palace sarà pubblicata su sfondo nero, mentre tutti i siti istituzionali e di governo verranno contemporaneamente listati a lutto. Il Parlamento britannico, così come le camere di Scozia, Galles e Irlanda del Nord, fermeranno tutte le attività. Ci sarà un minuto di silenzio in tutto il Paese.

Il protocollo ha diverse modalità, secondo il luogo di morte della sovrana. Se muore nella sua residenza a Sandringham la salma sarà portata a Londra sul treno reale e sarà ricevuta dal premier alla stazione di St. Pancras. Se muore a Balmoral in Scozia si attiverà l’Operazione Unicorn per il viaggio in treno; se invece si attiva l’Operazione Overstudy, ovvero il trasporto in aereo.

Il corpo della Regina arriverà al Palazzo di Westminster, sede del Parlamento, dove sarà istituita la camera ardente e si permetterà l’affluenza del pubblico per tre giorni (anche di notte).

Il nuovo Re, Carlo, incontrerà il Primo ministro il giorno stesso della morte. Alle 18 parlerà al Paese, in seguito parteciperà a una commemorazione nella Cattedrale di St. Paul, con il Primo ministro e i vertici dello Stato.

Carlo parlerà al Paese sarà proclamato Re alle 10 del mattino del giorno dopo la morte (D+1). Nei giorni successivi farà un tour in tutto il Regno Unito. Le celebrazioni funebri di Elisabetta II dureranno 10 giorni. Il giorno D+10 ci sarà il funerale di Stato all’Abbazia di Westminster e la Regina sarà sepolta nel Castello di Windsor insieme al marito Filippo, duca di Edimburgo.

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