Oltre ai temi ufficiali discussi nella riunione romana, erano tre le questioni predominanti nei corridoi: le elezioni tedesche, la scelta del futuro candidato del Ppe alla guida dell’Europarlamento (dopo il ritiro della candidatura di Weber) e l’eventuale federazione dei partiti di centro-destra italiani e di conseguenza l’ingresso della Lega nel Ppe

Prosecco o Prošek? Si è parlato anche di questo nel corso della riunione dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo Popolare europeo che si è tenuta questa settimana a Roma. La Croata Dubravka Šuica, vicepresidente della Commissione europea, ha chiarito che a lei piacciono tutti e due, sottolineando che Prošek in croato si pronuncia “Proscek” e quindi per loro l’assonanza linguistica con il nostro Prosecco non è evidente.

La questione Prošek – Prosecco è stata sollevata infatti dal Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e dal Sottosegretario all’agricoltura Francesco Battistoni nei rispettivi interventi durante il panel dedicato alla sostenibilità delle aziende agricole. La riunione del Ppe ha alternato interventi in presenza e interventi da remoto, è stata una proficua occasione di confronto tra importanti personalità europee: Manfred Weber presidente del Gruppo, Ursula von der Leyen presidente della Commissione europea (da remoto), i vicepresidenti della Commissione Ue Schinas e Šuica, l’ex presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

Tanti i temi trattati, dall’agricoltura ai valori cristiani, dal futuro dell’Europa al lavoro. Ed è proprio il panel “Jobs Jobs Jobs” che ha visto protagonista Silvio Berlusconi: nel suo intervento da remoto, ha ribadito in modo chiaro e coinciso le priorità per proseguire nella costruzione di una “vera” Unione Europea . Ma oltre ai temi ufficiali, erano tre le questioni predominanti nei corridoi: le elezioni tedesche, la scelta del futuro candidato del Ppe alla guida dell’emiciclo di Strasburgo (dopo il ritiro della candidatura del presidente del Gruppo Weber) e l’eventuale federazione dei partiti di centro-destra italiani e di conseguenza l’ingresso della Lega nel Ppe.

Su quest’ultimo punto é intervenuto il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulé (ospite tra i relatori) dichiarando: sono ormai “maturi i tempi” perché la Lega a livello Ue venga “dalla parte giusta”, abbandonando i “sentimenti nazionalistici” per condividere con Forza Italia i “valori europeisti” del Partito popolare europeo. Per quanto riguarda invece la corsa alla presidenza dell’Europarlamento, sono due i nomi che circolano nel Ppe: l’olandese Esther de Lange e la maltese Roberta Metsola.

L’idea di candidare una delle due donne piace a molti, ma i bene informati fanno presente che mettendo da parte per un attimo la “politica delle quote rosa” il miglior candidato a Presidente, dotato di esperienza, abilità politica e capacità negoziali, si chiama Esteban Gonzalez Pons (attualmente vice presidente del Gruppo Ppe). Sulle elezioni tedesche, si vocifera che, visti i sondaggi, il centro-destra tedesco (Cdu-Csu) è dovuto ricorrere al Angela Merkel chiedendole di entrare nella campagna elettorale intensificando la sua partecipazioni ad eventi pubblici e in televisione perché a quanto pare ad ogni apparizione corrisponde un aumento nelle percentuali.

Nel giro di pochi giorni sapremo chi ha vinto le elezioni, nel giro di due mesi si scioglierà il nodo candidato del Ppe a presidente dell’Europarlamento, mentre la questione Lega tra i Popolari prenderà più tempo, visto che il primo passo in quella direzione dovrebbe essere la fondazione del centro destra unito o Cdu come lo ha chiamato Berlusconi.

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