Ospite di un evento Humint Consulting, il presidente del Copasir ha detto: “Con l’Agenzia l’Italia si è finalmente dotata di uno strumento di indirizzo e attuazione delle politiche per la sicurezza nel web che garantirà modalità operative particolarmente innovative”

In una fase che il Ssegretario di Stato americano Antony Blinken ha definito “scontro crescente tra tecno-democrazie e tecno-autocrazie”. La nuova Agenzia per la cybersicurezza nazionale, diretta da Roberto Baldoni, rappresenta un passo avanti fondamentale per l’Italia. È di questo avviso Adolfo Urso, senatore di Fratelli d’Italia e presidente del Copasir, intervenuto durante il convegno dell’incontro sul security management dal titolo “Dalla sicurezza aziendale alla sicurezza collettiva”, organizzato da Humint Consulting, società presieduta da Alfredo Mantici, già capo del dipartimento analisi strategica del Sisde (ospite della prima puntata di “00Podcast”, un podcast di Formiche.net in collaborazione con Intesa Sanpaolo).

“La sicurezza cibernetica è il nuovo parametro di competizione fra gli Stati nella corsa della globalizzazione e nel confronto globale tra Occidente e attori ostili, in primis la Repubblica popolare cinese”, ha spiegato Urso. “Con la costituzione dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale l’Italia si è finalmente dotata di uno strumento di indirizzo e attuazione delle politiche per la sicurezza nel web che garantirà modalità operative particolarmente innovative potendo attivare meccanismi moltiplicatori anche per l’economia nazionale. Il Parlamento vigilerà e fornirà il proprio contributo sulla forma istituzionale che l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale prevederà, anche nella delineazione del partenariato pubblico-privato e nell’attuazione del Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica”, ha aggiunto.

Sul palco dell’incontro svoltosi a Villa Orsini Taverna e introdotto da Matteo Sironi, executive board member di Humint, oltre a Urso e Baldoni, il colonnello Corrado Federici, capo del dipartimento cybercrime dell’Arma dei Carabinieri, numerosi esponenti di spicco del mondo privato come Andrea Chittaro (Snam/Aipsa), Massimo Ravenna (Acea), Andrea Salpietro (Leonardo), Carlo Calabria (CMC Capital/Arqit Quantum), Luigi Recupero (L&T Advisor/Se.Co.Ges), Camillo Sperzagni (Modelli di Comunicazione). Ognuno di loro ha analizzato il ruolo del fattore umano nell’ambito della cybersecurity, condividendo le loro esperienze e il bisogno sempre crescente di una adeguata formazione dell’individuo sui rischi e le minacce poste dalle nuove tecnologie.

Anche il mondo accademico ha potuto esprimersi, attraverso l’intervento della professoressa Donatella Curtotti dell’Università degli Studi di Foggia, del professor Norberto Gavioli dell’Università dell’Aquila e del dottor Daniel Shiu, già capo crittografo del GCHQ per 20 anni. Presente anche Giulio Terzi di Sant’Agata, già ministro degli Esteri.

Scopo dell’incontro, che si è svolto su invito e a porte chiuse, è stato quello di definire le migliori prassi attualmente utilizzate dalle più importanti aziende in ambito cybersecurity per proteggere i loro asset strategici attraverso una efficace e proattiva protezione dei sistemi informativi e promuovere la collaborazione tra il pubblico e il privato. L’incontro ha messo in evidenza la necessità di porre al centro della catena della sicurezza l’utente, quale anello debole del processo di protezione degli asset e delle informazioni pregiate.

Chiusura dei lavori e saluti finali a cura dell’avvocato Stefano Mele, Head of Cybersecurity dello Studio Gianni&Origoni e socio fondatore di Humint. Main sponsor dell’evento RanD, partner dell’evento L&T Advisor.

Condividi tramite