“Mio marito non si piegherà mai agli Stati Uniti”, ha dichiarato in lacrime la giovane sposa di Alex Saab da una piazza di Caracas. Indagata in Italia per frode fiscale, la ex commessa e i suoi famigliari sono coinvolti in un intrigo di corruzione e operazioni finanziarie internazionali

Nuovo episodio della saga su Alex Saab, imprenditore colombiano e presunto prestanome di Nicolas Maduro. L’uomo, arrestato a Capo Verde, è stato estradato sabato 16 ottobre negli Stati Uniti (qui l’articolo di Formiche.net). Ha già affrontato la prima udienza davanti ad un tribunale nello stato della Florida per l’accusa di riciclaggio di denaro.

A chilometri di distanza, nella famosa piazza Bolivar della città di Caracas, la moglie di Saab, Camilla Fabri, ha rilasciato una conferenza stampa: “Noi siamo sempre stati una famiglia molto unita, e come lui è stato sequestrato, anche noi siamo sequestrati come famiglia”.

“Ma quello che più dà fastidio agli Usa – ha aggiunto -, è che Alex Saab non si piegherà mai. Tutto questo è accaduto codardamente a spalle degli avvocati. Noi l’abbiamo saputo dalla sorella, l’unica autorizzata a visitarlo. Ieri è andata a trovarlo e non c’erano i 100 agenti che l’avevano sequestrato, e uno ha semplicemente detto ‘hanno accelerato l’estrazione’”.

Ma chi è Camilla Fabri e cosa ha fatto? Romana, ex modella, ha 25 anni e da 5 anni è sposata con Saab. Dopo alcuni passaggi in tv, ha lavorato come commessa in un negozio di abbigliamenti. Siccome in busta paga riceveva soltanto 1800 euro, l’intestazione di un appartamento nella lussuosa Via Condotti di Roma per un valore di circa 5 milioni di euro (con molte opere d’arte all’interno) ha provocato una denuncia del fisco.

Come raccontato da Formiche.net, in Italia è partita un’indagine contro Fabri per riciclaggio, che coinvolge il marito Saab e il cognato, Lorenzo Antonelli, marito della sorella.

Il denaro di Fabri sembra che arrivasse dal Regno Unito con versamenti dalla Kinlock Investment, una compagnia controllata da Antonelli, con azioni di un trust britannico e una compagnia di Dubai.

“Secondo le indagini – si legge su PanAm Post -, Antonelli è uno degli altri prestanome di Alex Saab e fa parte della direzione di Adon Trading FZE e altre compagnie controllate da lui. Camilla Fabri e Lorenzo Antonelli hanno casi aperti in Italia per riciclaggio, e le indagini seguono la pista di soldi arrivati da una rete di almeno 10 imprese”. In Svizzera, invece, l’Fbi segue alcune irregolarità registrate sui conti da dove partono i pagamenti della difesa di Saab.

Fabri ha detto in piazza a Caracas che era arrivata da Cuba. Mesi fa, media venezuelani sostenevano invece che si trovava in Russia. Ed è proprio la Russia uno dei Paesi più preoccupati per l’arresto di Saab. Joseph Humire, esperto di sicurezza internazionale e direttore di Secure Free Society, sostiene che i russi aveva cercato di negoziare la liberazione di Saab.

“Ho visto i passaporti diplomatici di Saab – spiega Humire -. Ne ha tre colombiani, due venezuelani e uno di Antigua e Barbuda. La Russia non sta parlando solo per sé, lo fa anche per la Cina e l’Iran, per assicurarsi che gli Usa non abbiano accesso ad alcune informazioni. Sappiamo che Alex Saab è dietro i negoziati tra Iran e Venezuela, ma la Cina, per esempio, è anche dietro gli invii di petrolio”.

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